Dove c’è geotermia non c’è democrazia. A cosa servono le audizioni della quarta commissione (2ª parte)

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… Ore 10.00
5. Audizione del Comitato Montecastelli Viva Onlus in merito a due progetti per la geotermia in fase di autorizzazione al borgo medioevale di Montecastelli;
Ore 10.30
6. Informativa dell’Assessore Fratoni in merito alla geotermia;
Alle ore 10.05 il Presidente, accertata la presenza del numero legale, dà inizio alla seduta.
1. Comunicazioni del Presidente
Il Presidente Baccelli svolge le comunicazioni relative alle note di attuazione pervenute su atti di indirizzo del Consiglio regionale e corrispondenza varia. Fa presente che è pervenuta una richiesta di audizione da parte di Rete Geotermica S.r.l. Toscana e Magma Energy Italia S.r.l. in merito al progetto geotermico di Castelnuovo.
5. Audizione del Comitato Montecastelli Viva Onlus in merito a due progetti per la geotermia in fase di autorizzazione al borgo medioevale di Montecastelli
Il Presidente Baccelli saluta i rappresentanti del comitato presenti all’audizione. Fa presente che questa audizione si inserisce all’interno del percorso di approfondimento che la commissione sta effettuando sul tema della geotermia.
Margherita Bosio descrive brevemente le caratteristiche ambientali, paesaggistiche e socio/culturali dell’area dove dovrebbero essere realizzati i progetti di ricerca e sfruttamento della risorsa geotermica denominati “Progetto Mensano” e “Progetto pilota Castelnuovo”.
Claudio Bacci approfondisce alcune criticità tecniche relative ai progetti.
Chiara Mezzedimi effettua una analisi dei costi e benefici e illustra i vari elementi con alcune slide.
I rappresentanti del comitato ribadiscono la non compatibilità della vocazione rurale del territorio con progetti industriali. Esprimono dubbi sulle ricadute occupazionali. Rappresentano i timori della popolazione residente.
Alberto Ferrini richiama l’attenzione sul Comune di Castelnuovo che ha una forte caratterizzazione geotermica ma dove, in alcune porzioni di territorio come il borgo di Montecastelli, la geotermia non si è sviluppata e che ha assunto nel tempo una vocazione anche culturale di grande respiro.
Il Presidente Baccelli ritiene importante che si possa individuare delle aree non idonee alla geotermia.
Il Vicepresidente Giannarelli concorda e ritiene che sarebbe importante che la comunità di cittadini fosse coinvolta nelle scelte, anche con un referendum. Interviene quindi in merito alle politiche energetiche.
Il Consigliere Donzelli chiede cosa può fare la politica a questo punto dell’iter.
Il Consigliere Gazzetti ricorda che la commissione sta lavorando per approfondire il tema cercando di portare un contributo proprio in merito alle aree idonee o non idonee alla geotermia. Chiede alcuni chiarimenti.
Chiara Mezzedimi e Alberto Ferrini rispondono ai vari quesiti.
Si sviluppa una discussione sulla caratterizzazione tecnico o politica dei pareri della Regione sui procedimenti di valutazione ambientale strategica nella quale intervengono i Consiglieri Giannarelli, Donzelli e De Robertis.
Il Presidente Baccelli chiede all’ufficio legislativo un approfondimento. Ricorda la legge regionale 3 agosto 2016, n. 52 recentemente approvata e fa presente che la disciplina della conferenza dei servizi è di competenza statale.
Margherita Bosio e Claudio Bacci intervengono con alcune considerazioni e informazioni
Il Presidente Baccelli ringrazia e dichiara chiusa l’audizione.
Il Consigliere Donzelli fa presente di aver presentato una mozione in materia di edilizia scolastica che è stata erroneamente assegnata per l’esame ad un’altra commissione. Chiede di velocizzare i tempi per l’esame nella commissione competente.
6. Informativa dell’Assessore Fratoni in merito alla geotermia
Il Presidente Baccelli passa la parola al Consigliere Gazzetti, incaricato di lavorare ad una riformulazione delle mozioni all’esame della commissione in materia di geotermia.
Il Consigliere Gazzetti fa presente che si sta cercando di formulare una mozione che possa acquisire ampia condivisione. In relazione a questo lavoro sarebbe utile approfondire il tema delle aree idonee o non idonee alla geotermia, eventualmente da inserire nel PAER. Chiede all’assessore una riflessione sul tema.
L’Assessore Fratoni ricorda la legge regionale 3 agosto 2016, n. 52 recentemente approvata. Fa presente che la questione della risorsa geotermica è particolarmente complessa perché disciplinata sia da norme sull’energia da fonti rinnovabili che da norme sulle concessioni minerarie. Chiarisce che nel PAER le aree individuate come non idonee per alcune fonti di energia rinnovabile costituiscono per gli eventuali produttori una sorta di quadro conoscitivo, un riepilogo delle vincolistiche a tutela del paesaggio, dell’ambiente e della produzione agricola. Ricorda che un lavoro sulla possibilità di individuare aree non idonee alla coltivazione geotermica era stato fatto nella scorsa legislatura e potrebbe essere recuperato per una riflessione. Esprime alcune considerazioni in merito all’effettiva possibilità di vincolare attraverso la definizione di aree non idonee alla coltivazione geotermica. Ritiene che sia da sviluppare ulteriormente l’aspetto della pianificazione e programmazione. Potrebbero essere valutate, per renderle maggiormente cogenti, alcune indicazioni contenute nelle linee guida della Giunta regionale, approvate con deliberazione 1229/2015.
Il Consigliere Gazzetti chiede all’assessore la documentazione relativa alle ipotesi di individuazione delle aree non idonee elaborate nella scorsa legislatura.
Il Consigliere Fattori e il Vicepresidente Giannarelli chiedono alcuni chiarimenti in merito alla possibilità di introdurre dei vincoli.
L’Assessore Fratoni risponde che la definizione di aree non idonee non potrebbe impedire le perforazioni, data la normativa mineraria.
Il Vicepresidente Giannarelli ritiene che sarebbe importante far valere l’articolo 9 della Costituzione.
La Consigliera Meucci ricorda che la Regione Toscana ha l’integrazione paesaggistica del PIT come strumento fondamentale.
Il Presidente Baccelli ringrazia l’Assessore…

Nostre considerazioni: il pensiero della Fratoni è sbalorditivo. Secondo l’assessore all’Ambiente gli industriali geotermici potrebbero trivellare qualsiasi area, ad esempio anche Piazza della Signoria o Piazza del Campo, “data la normativa mineraria”.

Se questi sono gli assessori regionali siamo messi male.

https://www.dropbox.com/s/7og4a272gw3belw/verb2117.pdf?dl=0

Enrico Rossi e la propaganda a favore della geotermia elettrica

              

Enrico Rossi e la propaganda a favore della geotermia elettrica.
Scrivere articoli parlando bene della geotermia elettrica inquinante e speculativa paga.
Lucia Venturi è stata nominata presidente del Parco della Maremma.

La giornalista Lucia Venturi, fedele alla linea pro-geotermia di Enrico Rossi e tristemente famosa per via dei suoi articoli propagandistici pubblicati su greenreport.it  (partner: La Repubblica),
è stata premiata ancora una volta.

12.10.2016 – BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA – N. 41                 pag. 48
DECRETO 6 ottobre 2016, n. 146
Ente Parco regionale della Maremma. Nomina del Presidente.
… IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE
DECRETA
La Dott.ssa Lucia Venturi è nominata Presidente dell’Ente Parco regionale della Maremma.
Il Presidente
Enrico Rossi

p.s. il PD di Enrico Rossi, vista la dedizione della Venturi, a quanto pare ha deciso così.

Lucia Venturi
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Puliamo il Mondo al Masso delle Fanciulle. Sabato 24 settembre 2016

puliamoilmondo2016
a cura di Legambiente Valdera e Comitato Difensori della Toscana

ecco una bella idea per trascorrere una simpatica mattinata in piacevole compagnia al Masso delle Fanciulle:
SABATO 24 SETTEMBRE 2016 – PULIAMO IL MONDO AL MASSO DELLE FANCIULLE
“Clean Up the World” è un’iniziativa ambientale in cui i volontari di tutto il mondo ripuliscono, valorizzano e conservano i propri territori.

Mappa con istruzioni per arrivare al Masso delle Fanciulle:
https://www.google.com/maps/d/viewer?mid=17wK7ZshzggD2X0AosQJxTJIyPmA&hl=en_US

Raccomandiamo di portare pranzo al sacco e una buona scorta di acqua; verranno forniti guanti, sacchi e cappellini per la pulizia dei luoghi.
Saranno distribuiti sacchi di colori diversi per la raccolta differenziata di multi materiale (plastica, vetro, ecc. ) e restanti rifiuti.
Consigliato abbigliamento robusto, evitare pantaloni corti e magliette per presenza di rovi, rami,ecc. Consigliamo inoltre di indossare scarpe con adeguata tenuta o scarponi da trekking.
L’iniziativa è gratuita.

PROGRAMMA:
Ore 9,30 arrivo al parcheggio prima del fiume Cecina. Registrazione dei partecipanti e distribuzione dei sacchi, cappellini e guanti.
Ore 9,45 – 10,15 spostamento a piedi verso il Masso e pulitura del sentiero
Ore 10,30 arrivo al Masso e foto di gruppo; appello per la tutela del Masso dai progetti di realizzazione di pozzi per la produzione di energia geotermica. Colazione e pulitura delle sponde fino al Masso degli Specchi.
Ore 12 raccolta dei sacchi e trasporto fino al punto di raccolta di Puretta.
Ore 12,30 rientro alle auto.

Informiamo che per dare il giusto risalto all’evento sono stati invitati alcuni giornalisti e potrebbe essere presente una troupe del TGR.
Chi vuole potrà restare il pomeriggio e godersi il sole e magari fare un bagno nelle acque del Cecina.
In caso di pioggia l’iniziativa è posticipata a sabato 1 ottobre con lo stesso programma.
Per info:
https://www.facebook.com/votasiperfermareilnucleareValdera/
https://www.facebook.com/events/1739721252944145/
Carlo 338-6716062; Cristina 334-6009333 (Legambiente Valdera)
Giovanna 339-1272195 (Difensori della Toscana)

Grazie a tutti coloro che vorranno partecipare.

 

Geotermia e democrazia, a cosa servono le audizioni della quarta commissione

commissione4

30 settembre 2015 ore 11.30 – Audizione della Rete geotermica in materia di geotermia
Il Presidente Baccelli saluta i rappresentanti della Rete Geotermica  e dà loro la parola.
Interviene Stefano Boco che illustra alla Commissione gli obiettivi della Rete.
Segue proiezione di slides  a cura della Rete Geotermica su cui intervengono, nel corso dell’illustrazione:  Batini, Scazzola, Stolzuoli.
Il Presidente Baccelli apre la discussione.
Intervengono i consiglieri  Fattori, Giannarelli, De Robertis  ponendo ai rappresentanti della rete alcune domande in merito  ai nuovi impianti geotermici, alle dimensioni degli impianti, sugli impianti a ciclo aperto e quelli a ciclo chiuso, sull’importanza della copianificazione e sull’accordo stipulato dalla Regione con la Rete Geotermica.
Nel corso del dibattito intervengono Stolzuoli,  Scazzola, Magrini, Batini, Boco che forniscono i chiarimenti richiesti dai Commissari.
Il Presidente Baccelli ringrazia per l’esauriente illustrazione i rappresentanti della Rete Geotermica e li congeda.
La seduta è sospesa.

12 novembre 2015 ore 12 – Audizione presidente associazione GIGA, Fabio Roggiolani in merito alla “Carta di Abbadia San Salvatore per la buona geotermia”
Il Presidente Baccelli ricorda che sul tema della geotermia la Commissione ha già svolto molte audizioni e che il gruppo PD ha presentato una mozione di indirizzo politico alla Giunta regionale che è stata approvata. Il Presidente ricorda che la Commissione ben volentieri intende ascoltare tutte le voci sul tema che possono dare un contributo.
Interviene Fabio Roggiolani, presidente dell’associazione GIGA che illustra alla Commissione gli obiettivi della “Carta di Abbadia San Salvatore, regole per la buona geotermia, quello di definire ed indicare le linee guida da adottare per favorire lo sviluppo delle migliori pratiche tecnologiche e ambientali in tema di geotermia sostenibile e pienamente compatibile con le peculiarità socio-economiche del territorio. Roggiolani ricorda anche che l’Associazione Giga è un gruppo organizzato di ricercatori provenienti dal mondo dell’università, dell’ecologia politica e delle imprese, il cui fine è quello di rendere sostenibile l’utilizzo di una risorsa che dovrebbe cambiare volto e approccio, anche partendo da una serie di soluzioni tecnologiche come impianti a ciclo binario caratterizzati dalla totale e controllata reiniezione nel sottosuolo dei fluidi geotermici di
media entalpia, o la micro geotermia elettrica che può essere impiegata tra i 60 e i 110 gradi.
L’illustrazione è accompagnata dalla proiezione di slides a cura dell’ Associazione Giga su cui intervengono sia Roggiolani che il prof. Gabbani, responsabile scientifico di Giga, dell’università di Firenze, per rispondere ad alcune domande di chiarimento richieste dal presidente Baccelli.
Il Presidente Baccelli ringrazia per l’esauriente illustrazione i rappresentanti dell’Associazione Giga, afferma che questa audizione ha fornito spunti interessanti che arricchiscono il bagaglio di conoscenza per la commissione che è impegnata in un percorso di approfondimento sul tema della geotermia e delle risorse rinnovabili, e, non essendoci ulteriori interventi da parte dei Commissari, li congeda.

La seduta si conclude alle ore 12:46

Il Vicepresidente Segretario (Francesco Gazzetti)
Il Presidente (Stefano Baccelli)

Nostre conclusioni: come afferma il “democratico” Baccelli queste audizioni devono aver sicuramente “fornito spunti interessanti che arricchiscono il bagaglio di conoscenza per la commissione che è impegnata in un percorso di approfondimento sul tema della geotermia e delle risorse rinnovabili”, infatti in data 26 luglio 2016 i funzionari della Regione emettono, su richiesta di Magma Energy, questi provvedimenti di occupazione coatta (significa occupazione forzata dei terreni agricoli privati quando i proprietari hanno manifestato il loro disaccordo)

Decreto_n.6563_occupazione_coatta_dei_terreni_e_delle_strade_private
Decreto_n.6564_occupazione_coatta_dei_terreni_e_delle_strade_private
Decreto_n.6565_occupazione_coatta_dei_terreni_e_delle_strade_private
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Decreto_n.6567_occupazione_coatta_dei_terreni_e_delle_strade_private
Decreto_n.6568_occupazione_coatta_dei_terreni_e_delle_strade_private
Decreto_n.6569_occupazione_coatta_dei_terreni_e_delle_strade_private

Complimenti ai compagni del partito democratico! Per mandare avanti la geotermia hanno ancora una volta utilizzato una legge fascista del 1927. Se fossimo stati nel ventennio fascista S. E. il Ministro Segretario di Stato per l’economia nazionale Giuseppe Belluzzo (collega del senatore fascista Piero Ginori Conti di Larderello) non avrebbe saputo fare di meglio.
http://www.energia.sicilia.it/D/Documenti/1927/1927.08.23.pdf

Geotermia. Breve analisi di una legge fascista

Geotermia. Breve analisi di una legge fascista
Regio Decreto 29 luglio 1927, n. 1443
Norme di carattere legislativo per disciplinare la ricerca e la coltivazione delle miniere nel Regno.

1- brevissimo riassunto del contesto storico, correva l’anno 1922 …
tratto da http://cronologia.leonardo.it/storia/a1927d.htm

“Il primo governo Mussolini, formatosi il 31 ottobre 1922, nacque nel rispetto dello Statuto Albertino (a parte l’eversione politica della marcia su Roma) ed ottenne la fiducia del Parlamento. Fu un Gabinetto di coalizione molto ampio, visto che erano rappresentate quasi tutte le forze parlamentari (eccetto comunisti e socialisti), praticamente una sorta di compromesso politico. Il programma del governo Mussolini fu all’inizio di restaurazione; venne adottata una politica estera di prestigio (cha avrebbe portato nel 1924 all’annessione della città dalmata di Fiume) ed una politica economica liberista, attuata attraverso la privatizzazione di molte attività statali, che eliminò il disavanzo del bilancio pubblico.   
La trasformazione dello Stato liberale in un regime autoritario, quale fu quello fascista, fu molto graduale: il fascismo riuscì ad alterare l’ordinamento costituzionale dello Statuto Albertino (che non richiedeva complesse procedure per la sua modifica come l’attuale ordinamento repubblicano) e a dar vita ad un sistema statalista, caratterizzato dalla commistione tra strutture del partito ed istituzioni statali (ad esempio la  Milizia per la sicurezza nazionale, forza armata di partito, o il Gran Consiglio del Fascismo, formato da Mussolini e gli altri gerarchi fascisti). La vera svolta totalitaria del regime avvenne tra il ‘25 ed il ‘26 quando furono emanate le leggi “fascistissime”. Esse incidevano sia sul potere esecutivo che su quello legislativo, delineando una forma di governo centrata sulla supremazia del leader del partito fascista, il Duce Mussolini, capo del governo e superiore gerarchico di tutti i ministri. La sua nomina spettava esclusivamente al Re, abolendo l’istituto della fiducia parlamentare; inoltre al governo venne concesso il potere di emanare norme giuridiche, svuotando così di reali poteri il Parlamento. Vennero cancellate le libertà di stampa e di parola, furono aboliti tutti i partiti (tranne ovviamente quello fascista) e lo stesso principio della rappresentanza elettiva: il popolo doveva solamente tracciare un sì od un no su una lista di 1.000 candidati, tutti iscritti al P.N.F. Con la riforma amministrativa del 1926 furono cancellate pure le libertà locali; l’intero potere decisionale venne concentrato nella figura del Podestà nei comuni e del Prefetto nelle province.”

Nel 1927 c’era un Regno, non una Repubblica. Essendoci un Re ed un Duce i cittadini erano sudditi. Non c’era la democrazia, le donne neppure votavano, non c’era il Ministero dell’ambiente, non c’era la Costituzione, non c’era la Comunità Europea.
Il tessuto sociale ed economico era completamente diverso da quello odierno, c’era l’analfabetismo ed il paesaggio e l’ambiente non venivano presi neanche in considerazione. In quegli anni i pochi che provavano ad esprimere liberamente il proprio pensiero venivano picchiati ed arrestati
“RIBOLLA – 1928 Arresto del repubblicano Leonardo Stefanini [12/9/1885, Castiglione dei Pepoli -Bo], bracciante, per avere offeso pubblicamente Mussolini. Sarà condannato a 3 mesi e 15 giorni di reclusione. In seguito sottoposto a periodici controlli, lʼultimo dei quali il 19/11/43 (ARB – DBPB).” (cronologia italiana del 1927)

2 – esaminiamo ora l’art. 10 del Regio Decreto 1443/1927 (accesso ai fondi privati)
“10. I possessori dei fondi, compresi nel perimetro al quale si riferisce il permesso, non possono opporsi ai lavori di ricerca, fermi restando i divieti contenuti nella legge di polizia mineraria 30 marzo 1893, n. 184.       (1893!!!)
È fatto obbligo al ricercatore di risarcire i danni cagionati dai lavori di ricerca. 
Il proprietario del terreno soggetto alle ricerche ha facoltà di esigere una cauzione. 
Quando le parti non siansi accordate, l’ingegnere capo del distretto minerario, sentito, ove occorra, l’avviso di un perito, stabilirà d’ufficio, provvisoriamente, l’ammontare del deposito, eseguito il quale il ricercatore potrà dare esecuzione ai lavori. Ogni ulteriore contestazione tra il proprietario del suolo e il ricercatore sarà decisa dalla autorità giudiziaria.” 

I caporioni del regime fascista si imponevano in questo modo sui sudditi. Se uno degli amici del Re o del Duce, come ad esempio il principe fascista Piero Ginori Conti di Larderello, voleva espandere i suoi impianti industriali nessuno doveva provare ad ostacolarlo.

3 – passiamo all’art. 32 del Regio Decreto 1443/1927 (la pubblica utilità secondo i fascisti)
“32. Entro il perimetro della concessione, le opere necessarie per il deposito, il trasporto e la elaborazione dei materiali, per la produzione e trasmissione dell’energia, ed in genere per la coltivazione del giacimento e per la sicurezza della miniera, sono considerate di pubblica utilità a tutti gli effetti della L. 25 giugno 1865, n. 2359.(1865!)
In caso di contestazione circa la necessità e le modalità delle opere anzidette, decide l’ingegnere capo del distretto minerario.
Quando le opere indicate nel primo comma del presente articolo debbano eseguirsi fuori del perimetro della concessione, il concessionario può domandare la dichiarazione di pubblica utilità agli effetti della legge suddetta. Tale dichiarazione è fatta dal Ministro per l’economia nazionale, sentito il Consiglio superiore delle miniere.  
Su richiesta del concessionario, il Ministro per l’economia nazionale, può ordinare l’occupazione d’urgenza, determinando provvisoriamente l’indennità e disponendone il deposito.” 

Una volta erano i caporioni fascisti a decidere quali erano le opere di pubblica utilità. Ma oggi, in democrazia, chi lo decide? Al posto dei caporioni dovrebbero essere i cittadini a deciderlo e la cosa andrebbe fatta in tutta trasparenza, ma purtroppo non è così. Le decisioni vengono prese in regione a stanze chiuse.
La legge n. 1443 del 27 luglio 1927 è quella che disciplina la ricerca e la coltivazione mineraria. Mai abrogata in 89 anni. Tra l’altro è di dubbia applicabilità in quanto le norme per la sua esecuzione non sono mai state emanate.
“Art. 65. Il Governo del Re (ora della Repubblica) è autorizzato ad emanare le norme per la esecuzione del presente decreto il quale entrerà in vigore il giorno della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del Regno.” 

Questa legge è un lascito del fascismo e la Regione Toscana non si attiva per farla abrogare. E’ un regalo agli speculatori.
E’ un insulto ai cittadini democratici.

segue un breve elenco di chi vuole costruire le centrali in Alta Valdelsa, Alta Val di Cecina ed altre zone italiane:
Fausto Batini   amministratore delegato di Magma Energy Italia (ex dirigente Enel)
Stefano Boco  presidente di Magma Energy Italia (ex senatore dei Verdi)
Fabio Roggiolani   socio di Toscogeo (ex consigliere regionale dei Verdi)
Gianni Gori      presidente di Graziella Green Power (controlla Magma Energy e Toscogeo)

 

 

 

 

Nogesi: la lunga mobilitazione contro la geotermia industriale

Geotermia Toscana. Cresce l’opposizione nei territori e in Consiglio, inadeguate risposte del PD

LA LUNGA MOBILITAZIONE DELLA ASSOCIAZIONI, DEI COMITATI DI CITTADINI E DEI SINDACI PORTANO ALLA RIBALTA IL TEMA GEOTERMIA IN TOSCANA: SCOMPOSTE REAZIONI DELL’ASSESSORE FRATONI E INSUFFICIENTI PROPOSTE DI MARRAS. CI VUOLE BEN ALTRO PER AFFRONTARE CON RESPONSABILITA’ IL TEMA DELLA GEOTERMIA IN TOSCANA. LE OPPOSIZIONI IN CONSIGLIO REGIONALE DEVONO PORTARE FINO IN FONDO LE ISTANZE DEI TERRITORI.

Il convegno di Firenze sulla geotermia del 9 aprile scorso nei locali del Consiglio Regionale della Toscana –organizzato dalla Rete Nazionale NOGESI- portava a compimento la diffusa mobilitazione di questi anni in Toscana contro la geotermia elettrica, speculativa e inquinante. Anche in questa regione cominciava ad incrinarsi il collaudato consenso sulla geotermia per cui l’attuale partito di maggioranza, il PD, veniva costretto ad occuparsi della vicenda, sospinto anche dalle opposizioni -e segnatamente dal M5S, Lega Nord e SI Toscana a Sinistra- che hanno cominciato a rendersi conto della potenzialità sociale della tematica geotermia e della possibilità di aprire di fatto una vertenza presso il Consiglio regionale.

E così la Quarta Commissione (Ambiente) si è dovuta spostare nei territori (particolarmente acceso è stato il dibattito in quel di Seggiano del 10 maggio scorso!), audiva i giorni scorsi l’assessora del ramo Federica Fratoni, il PD stesso imbastiva una proposta di legge per cercare di venire incontro ai “mal di pancia” di molti sindaci (ma –come vedremo- senza pagare troppo pegno…). I giornali danno molto risalto alle (prime?) dichiarazioni della Fratoni sulla materia che mostra tutta l’inadeguatezza di chi per anni non è stata costretta a prendere pubbliche posizioni sulla materia.

E così che comincia -come Rossi- con lo stanco ritornello che “la geotermia può essere la leva per rilanciare lo sviluppo economico” a cui ormai alcun amministratore crede più, preferendo al suo posto il rilancio delle produzioni di eccellenza, del turismo, della storia e del paesaggio toscano famoso nel mondo.
E prosegue dicendo che “quanto è successo a Bagnore 4 è increscioso”: certo assessore, molto increscioso per la Regione se sono vere -e non abbiamo motivo di ritenere che non sia così- le dichiarazioni del dr. Zita su cui la attivata Magistratura speriamo si esprima presto!

Circa poi le vecchie centrali Enel dell’Amiata -le cui concessioni scadono nel 2024- l’assessora, bontà sua, dichiara ”…che a quel tempo si potrà vedere se rinnovare (o meno) le concessioni”, ignorando l’annoso inquinamento ambientale e sanitario dell’area che dovrebbe continuare per circa un ulteriore decennio…

Si è poi soffermata sul tema della “zonizzazione”, operazione prevista dal PAER per l’individuazione delle cosiddette “aree non idonee”: e qui si è superata, mostrando tutta la sua incompetenza in materia!
Infatti mostra di non conoscere che la richiesta di “zonizzazione “è contenuta nella Risoluzione Parlamentare delle Commissioni VIII (Ambiente) e X (Attività Produttive) della Camera dei Deputati –approvata all’unanimità in data 15.04.2015- che impegna il Governo ad attivarsi per immettere nella legislazione di settore ben 12 interventi, tra cui il primo è appunto la “zonizzazione”! Attività che il Governo -in ritardo sui tempi stabiliti dalla Risoluzione- sta facendo con una commissione nominata nel maggio 2015, mostrando che la “zonizzazione” è possibile, sbugiardando la contraria tesi dell’assessore Fratoni per cui “la attività di ricerca geotermica per sua natura è libera e quindi inevitabile”. Questo è vero ad oggi grazie alla “privatizzazione” immessa dai Decreti Legislativi 22/2010 e 28/2011 del duo Berlusconi-Scajola, ma il Parlamento ha chiesto modifiche anche alla legislazione del settore.

E sul tema della cosiddetta “ricerca geotermica” vogliamo soffermarci essendo un vistoso “cavallo di Troia” per realizzare impianti geotermici in aree in cui la effettiva “adeguatezza” non è sancita da necessari pareri delle istituzioni, ma dalle mire economiche –legate ai favolosi incentivi alla produzione elettrica geotermica- di una miriade di piccole e piccolissime imprese, peraltro quasi sempre senza alcuna esperienza precedente! Non solo: dobbiamo -sulla base delle esperienze che abbiamo fatto in molti territori- imparare a riconoscere la geotermia come una attività industriale a sé stante, ove ogni attività “di ricerca” è propedeutica alla costruzione, produzione e commercializzazione di energia elettrica e non solo alla estrazione di materia. Finché continuiamo ad assimilare la geotermia ad una attività mineraria con le regole conseguenti siamo fermi a 15 anni fa. Senza considerare che le concessioni minerarie non pongono limite al numero di pozzi/ gallerie nel territori oggetto di concessione.

Circa poi la dichiarazione “ingenua” dell’assessore per cui “anche a seguito di un pozzo esplorativo -peraltro molto costoso- non corrisponda la realizzazione di un impianto”: ha mai inteso parlare l’assessore di denuncia per danni? e poi che senso ha arrivare alla perforazione di un pozzo, se non si intende autorizzare un impianto geotermoelettrico? Infatti come è noto il pozzo esplorativo rappresenta il terzo step di questo processo (rilevazioni superficiali, pozzetti geotermometrici e, quindi, pozzo esplorativo). Quando siamo arrivati a questo punto il principio di continuità ci danneggerà in ogni tribunale: se mi hai detto di sì fino ad ora, non puoi cominciare a dirmi di no adesso che ho investito un sacco di quattrini, addirittura in un pozzo esplorativo …quindi faremo la centrale!

Circa la dichiarazione dell’assessora: “Segnalo però che non è possibile individuare aree idonee e non idonee per la ricerca”. Ci sono aree idonee e non idonee alle centrali non alla ricerca, che è – come detto ormai infinite volte – solo un passaggio nel processo di progettazione/ realizzazione di impianto geotermoelettrico.

In merito poi alla proposta di legge Marras [pdl n. 93, prot. 14796/2.6 del Consiglio regionale in data 1.06.2016 “Disposizioni in materia di impianti geotermici. Modifiche alla legge regionale 24 febbraio 2005, n.39 (Disposizioni in materia di energia)”] siamo veramente al ridicolo: la montagna ha partorito il topolino!
Si propone infatti che, all’inizio della procedura di valutazione di un progetto geotermoelettrico, venga ricercata dalla Regione una intesa con i comuni coinvolti. Se l’intesa (a costruire l’impianto) non viene realizzata, la Regione procede nell’iter autorizzativo dell’impianto! E’ questa la traduzione normativa della “ferma volontà di coinvolgere i territori” sbandierata da Marras? E’ molto, ma molto inferiore, a quanto la stessa Risoluzione parlamentare del 15.04.2015 citata che testualmente recita “si impegna il Governo…a prevedere nella fase pre-realizzativa un pieno coinvolgimento delle amministrazioni e delle popolazioni locali nel processo decisionale favorendo l’eventuale applicazione del principio di precauzione”!

E’ pertanto di fronte a queste posizioni che le opposizioni -in sinergia con i movimenti ed i cittadini dei territori (come le elezioni amministrative recentissime dimostrano vince chi è legato ai territori ed ascolta la voce dei cittadini!)- si giocano la reale possibilità di statuire in Toscana, ma per l’importanza che la Toscana ha sempre avuto storicamente nel settore geotermico, per tutto il Paese, una più avanzata normativa nel settore, visto ancora il permanere della inadempienza da parte del Governo circa il rispetto della Risoluzione parlamentare citata, su cui la Rete Nazionale NO Geotermia Elettrica, Speculativa e Inquinante insisterà anche con mobilitazioni nazionali entro l’autunno.

Senza dimenticare -ma anzi facendone un punto di battaglia politica- la necessità di avviare una specifica Commissione di inchiesta-con tecnici che possano rappresentare il punto di vista delle associazioni del territorio- sulla annosa vicenda dell’inquinamento ambientale e sanitario provocato dalle centrali geotermiche utilizzanti tecnologia “flash” in Amiata; problematica che –come è comparso alla ribalta i giorni scorsi- si sta allargando all’inquinamento da mercurio sui corsi d’acqua toscani-laziali-umbri fino al mar Tirreno.

RETE NAZIONALE NOGESI – NO GEOTERMIA ELETTRICA, SPECULATIVA E INQUINANTE

per approfondimenti:

Geotermia Toscana. Cresce l’opposizione nei territori e in Consiglio, inadeguate risposte del PD