Puliamo il Mondo al Masso delle Fanciulle. Sabato 24 settembre 2016

puliamoilmondo2016
a cura di Legambiente Valdera e Comitato Difensori della Toscana

ecco una bella idea per trascorrere una simpatica mattinata in piacevole compagnia al Masso delle Fanciulle:
SABATO 24 SETTEMBRE 2016 – PULIAMO IL MONDO AL MASSO DELLE FANCIULLE
“Clean Up the World” è un’iniziativa ambientale in cui i volontari di tutto il mondo ripuliscono, valorizzano e conservano i propri territori.

Mappa con istruzioni per arrivare al Masso delle Fanciulle:
https://www.google.com/maps/d/viewer?mid=17wK7ZshzggD2X0AosQJxTJIyPmA&hl=en_US

Raccomandiamo di portare pranzo al sacco e una buona scorta di acqua; verranno forniti guanti, sacchi e cappellini per la pulizia dei luoghi.
Saranno distribuiti sacchi di colori diversi per la raccolta differenziata di multi materiale (plastica, vetro, ecc. ) e restanti rifiuti.
Consigliato abbigliamento robusto, evitare pantaloni corti e magliette per presenza di rovi, rami,ecc. Consigliamo inoltre di indossare scarpe con adeguata tenuta o scarponi da trekking.
L’iniziativa è gratuita.

PROGRAMMA:
Ore 9,30 arrivo al parcheggio prima del fiume Cecina. Registrazione dei partecipanti e distribuzione dei sacchi, cappellini e guanti.
Ore 9,45 – 10,15 spostamento a piedi verso il Masso e pulitura del sentiero
Ore 10,30 arrivo al Masso e foto di gruppo; appello per la tutela del Masso dai progetti di realizzazione di pozzi per la produzione di energia geotermica. Colazione e pulitura delle sponde fino al Masso degli Specchi.
Ore 12 raccolta dei sacchi e trasporto fino al punto di raccolta di Puretta.
Ore 12,30 rientro alle auto.

Informiamo che per dare il giusto risalto all’evento sono stati invitati alcuni giornalisti e potrebbe essere presente una troupe del TGR.
Chi vuole potrà restare il pomeriggio e godersi il sole e magari fare un bagno nelle acque del Cecina.
In caso di pioggia l’iniziativa è posticipata a sabato 1 ottobre con lo stesso programma.
Per info:
https://www.facebook.com/votasiperfermareilnucleareValdera/
https://www.facebook.com/events/1739721252944145/
Carlo 338-6716062; Cristina 334-6009333 (Legambiente Valdera)
Giovanna 339-1272195 (Difensori della Toscana)

Grazie a tutti coloro che vorranno partecipare.

 

Geotermia e democrazia, a cosa servono le audizioni della quarta commissione

commissione4

30 settembre 2015 ore 11.30 – Audizione della Rete geotermica in materia di geotermia
Il Presidente Baccelli saluta i rappresentanti della Rete Geotermica  e dà loro la parola.
Interviene Stefano Boco che illustra alla Commissione gli obiettivi della Rete.
Segue proiezione di slides  a cura della Rete Geotermica su cui intervengono, nel corso dell’illustrazione:  Batini, Scazzola, Stolzuoli.
Il Presidente Baccelli apre la discussione.
Intervengono i consiglieri  Fattori, Giannarelli, De Robertis  ponendo ai rappresentanti della rete alcune domande in merito  ai nuovi impianti geotermici, alle dimensioni degli impianti, sugli impianti a ciclo aperto e quelli a ciclo chiuso, sull’importanza della copianificazione e sull’accordo stipulato dalla Regione con la Rete Geotermica.
Nel corso del dibattito intervengono Stolzuoli,  Scazzola, Magrini, Batini, Boco che forniscono i chiarimenti richiesti dai Commissari.
Il Presidente Baccelli ringrazia per l’esauriente illustrazione i rappresentanti della Rete Geotermica e li congeda.
La seduta è sospesa.

12 novembre 2015 ore 12 – Audizione presidente associazione GIGA, Fabio Roggiolani in merito alla “Carta di Abbadia San Salvatore per la buona geotermia”
Il Presidente Baccelli ricorda che sul tema della geotermia la Commissione ha già svolto molte audizioni e che il gruppo PD ha presentato una mozione di indirizzo politico alla Giunta regionale che è stata approvata. Il Presidente ricorda che la Commissione ben volentieri intende ascoltare tutte le voci sul tema che possono dare un contributo.
Interviene Fabio Roggiolani, presidente dell’associazione GIGA che illustra alla Commissione gli obiettivi della “Carta di Abbadia San Salvatore, regole per la buona geotermia, quello di definire ed indicare le linee guida da adottare per favorire lo sviluppo delle migliori pratiche tecnologiche e ambientali in tema di geotermia sostenibile e pienamente compatibile con le peculiarità socio-economiche del territorio. Roggiolani ricorda anche che l’Associazione Giga è un gruppo organizzato di ricercatori provenienti dal mondo dell’università, dell’ecologia politica e delle imprese, il cui fine è quello di rendere sostenibile l’utilizzo di una risorsa che dovrebbe cambiare volto e approccio, anche partendo da una serie di soluzioni tecnologiche come impianti a ciclo binario caratterizzati dalla totale e controllata reiniezione nel sottosuolo dei fluidi geotermici di
media entalpia, o la micro geotermia elettrica che può essere impiegata tra i 60 e i 110 gradi.
L’illustrazione è accompagnata dalla proiezione di slides a cura dell’ Associazione Giga su cui intervengono sia Roggiolani che il prof. Gabbani, responsabile scientifico di Giga, dell’università di Firenze, per rispondere ad alcune domande di chiarimento richieste dal presidente Baccelli.
Il Presidente Baccelli ringrazia per l’esauriente illustrazione i rappresentanti dell’Associazione Giga, afferma che questa audizione ha fornito spunti interessanti che arricchiscono il bagaglio di conoscenza per la commissione che è impegnata in un percorso di approfondimento sul tema della geotermia e delle risorse rinnovabili, e, non essendoci ulteriori interventi da parte dei Commissari, li congeda.

La seduta si conclude alle ore 12:46

Il Vicepresidente Segretario (Francesco Gazzetti)
Il Presidente (Stefano Baccelli)

Nostre conclusioni: come afferma il “democratico” Baccelli queste audizioni devono aver sicuramente “fornito spunti interessanti che arricchiscono il bagaglio di conoscenza per la commissione che è impegnata in un percorso di approfondimento sul tema della geotermia e delle risorse rinnovabili”, infatti in data 26 luglio 2016 i funzionari della Regione emettono, su richiesta di Magma Energy, questi provvedimenti di occupazione coatta (significa occupazione forzata dei terreni agricoli privati quando i proprietari hanno manifestato il loro disaccordo)

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Complimenti ai compagni del partito democratico! Per mandare avanti la geotermia hanno ancora una volta utilizzato una legge fascista del 1927. Se fossimo stati nel ventennio fascista S. E. il Ministro Segretario di Stato per l’economia nazionale Giuseppe Belluzzo (collega del senatore fascista Piero Ginori Conti di Larderello) non avrebbe saputo fare di meglio.
http://www.energia.sicilia.it/D/Documenti/1927/1927.08.23.pdf

Geotermia. Breve analisi di una legge fascista

Geotermia. Breve analisi di una legge fascista
Regio Decreto 29 luglio 1927, n. 1443
Norme di carattere legislativo per disciplinare la ricerca e la coltivazione delle miniere nel Regno.

1- brevissimo riassunto del contesto storico, correva l’anno 1922 …
tratto da http://cronologia.leonardo.it/storia/a1927d.htm

“Il primo governo Mussolini, formatosi il 31 ottobre 1922, nacque nel rispetto dello Statuto Albertino (a parte l’eversione politica della marcia su Roma) ed ottenne la fiducia del Parlamento. Fu un Gabinetto di coalizione molto ampio, visto che erano rappresentate quasi tutte le forze parlamentari (eccetto comunisti e socialisti), praticamente una sorta di compromesso politico. Il programma del governo Mussolini fu all’inizio di restaurazione; venne adottata una politica estera di prestigio (cha avrebbe portato nel 1924 all’annessione della città dalmata di Fiume) ed una politica economica liberista, attuata attraverso la privatizzazione di molte attività statali, che eliminò il disavanzo del bilancio pubblico.   
La trasformazione dello Stato liberale in un regime autoritario, quale fu quello fascista, fu molto graduale: il fascismo riuscì ad alterare l’ordinamento costituzionale dello Statuto Albertino (che non richiedeva complesse procedure per la sua modifica come l’attuale ordinamento repubblicano) e a dar vita ad un sistema statalista, caratterizzato dalla commistione tra strutture del partito ed istituzioni statali (ad esempio la  Milizia per la sicurezza nazionale, forza armata di partito, o il Gran Consiglio del Fascismo, formato da Mussolini e gli altri gerarchi fascisti). La vera svolta totalitaria del regime avvenne tra il ‘25 ed il ‘26 quando furono emanate le leggi “fascistissime”. Esse incidevano sia sul potere esecutivo che su quello legislativo, delineando una forma di governo centrata sulla supremazia del leader del partito fascista, il Duce Mussolini, capo del governo e superiore gerarchico di tutti i ministri. La sua nomina spettava esclusivamente al Re, abolendo l’istituto della fiducia parlamentare; inoltre al governo venne concesso il potere di emanare norme giuridiche, svuotando così di reali poteri il Parlamento. Vennero cancellate le libertà di stampa e di parola, furono aboliti tutti i partiti (tranne ovviamente quello fascista) e lo stesso principio della rappresentanza elettiva: il popolo doveva solamente tracciare un sì od un no su una lista di 1.000 candidati, tutti iscritti al P.N.F. Con la riforma amministrativa del 1926 furono cancellate pure le libertà locali; l’intero potere decisionale venne concentrato nella figura del Podestà nei comuni e del Prefetto nelle province.”

Nel 1927 c’era un Regno, non una Repubblica. Essendoci un Re ed un Duce i cittadini erano sudditi. Non c’era la democrazia, le donne neppure votavano, non c’era il Ministero dell’ambiente, non c’era la Costituzione, non c’era la Comunità Europea.
Il tessuto sociale ed economico era completamente diverso da quello odierno, c’era l’analfabetismo ed il paesaggio e l’ambiente non venivano presi neanche in considerazione. In quegli anni i pochi che provavano ad esprimere liberamente il proprio pensiero venivano picchiati ed arrestati
“RIBOLLA – 1928 Arresto del repubblicano Leonardo Stefanini [12/9/1885, Castiglione dei Pepoli -Bo], bracciante, per avere offeso pubblicamente Mussolini. Sarà condannato a 3 mesi e 15 giorni di reclusione. In seguito sottoposto a periodici controlli, lʼultimo dei quali il 19/11/43 (ARB – DBPB).” (cronologia italiana del 1927)

2 – esaminiamo ora l’art. 10 del Regio Decreto 1443/1927 (accesso ai fondi privati)
“10. I possessori dei fondi, compresi nel perimetro al quale si riferisce il permesso, non possono opporsi ai lavori di ricerca, fermi restando i divieti contenuti nella legge di polizia mineraria 30 marzo 1893, n. 184.       (1893!!!)
È fatto obbligo al ricercatore di risarcire i danni cagionati dai lavori di ricerca. 
Il proprietario del terreno soggetto alle ricerche ha facoltà di esigere una cauzione. 
Quando le parti non siansi accordate, l’ingegnere capo del distretto minerario, sentito, ove occorra, l’avviso di un perito, stabilirà d’ufficio, provvisoriamente, l’ammontare del deposito, eseguito il quale il ricercatore potrà dare esecuzione ai lavori. Ogni ulteriore contestazione tra il proprietario del suolo e il ricercatore sarà decisa dalla autorità giudiziaria.” 

I caporioni del regime fascista si imponevano in questo modo sui sudditi. Se uno degli amici del Re o del Duce, come ad esempio il principe fascista Piero Ginori Conti di Larderello, voleva espandere i suoi impianti industriali nessuno doveva provare ad ostacolarlo.

3 – passiamo all’art. 32 del Regio Decreto 1443/1927 (la pubblica utilità secondo i fascisti)
“32. Entro il perimetro della concessione, le opere necessarie per il deposito, il trasporto e la elaborazione dei materiali, per la produzione e trasmissione dell’energia, ed in genere per la coltivazione del giacimento e per la sicurezza della miniera, sono considerate di pubblica utilità a tutti gli effetti della L. 25 giugno 1865, n. 2359.(1865!)
In caso di contestazione circa la necessità e le modalità delle opere anzidette, decide l’ingegnere capo del distretto minerario.
Quando le opere indicate nel primo comma del presente articolo debbano eseguirsi fuori del perimetro della concessione, il concessionario può domandare la dichiarazione di pubblica utilità agli effetti della legge suddetta. Tale dichiarazione è fatta dal Ministro per l’economia nazionale, sentito il Consiglio superiore delle miniere.  
Su richiesta del concessionario, il Ministro per l’economia nazionale, può ordinare l’occupazione d’urgenza, determinando provvisoriamente l’indennità e disponendone il deposito.” 

Una volta erano i caporioni fascisti a decidere quali erano le opere di pubblica utilità. Ma oggi, in democrazia, chi lo decide? Al posto dei caporioni dovrebbero essere i cittadini a deciderlo e la cosa andrebbe fatta in tutta trasparenza, ma purtroppo non è così. Le decisioni vengono prese in regione a stanze chiuse.
La legge n. 1443 del 27 luglio 1927 è quella che disciplina la ricerca e la coltivazione mineraria. Mai abrogata in 89 anni. Tra l’altro è di dubbia applicabilità in quanto le norme per la sua esecuzione non sono mai state emanate.
“Art. 65. Il Governo del Re (ora della Repubblica) è autorizzato ad emanare le norme per la esecuzione del presente decreto il quale entrerà in vigore il giorno della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del Regno.” 

Questa legge è un lascito del fascismo e la Regione Toscana non si attiva per farla abrogare. E’ un regalo agli speculatori.
E’ un insulto ai cittadini democratici.

segue un breve elenco di chi vuole costruire le centrali in Alta Valdelsa, Alta Val di Cecina ed altre zone italiane:
Fausto Batini   amministratore delegato di Magma Energy Italia (ex dirigente Enel)
Stefano Boco  presidente di Magma Energy Italia (ex senatore dei Verdi)
Fabio Roggiolani   socio di Toscogeo (ex consigliere regionale dei Verdi)
Gianni Gori      presidente di Graziella Green Power (controlla Magma Energy e Toscogeo)

 

 

 

 

Nogesi: la lunga mobilitazione contro la geotermia industriale

Geotermia Toscana. Cresce l’opposizione nei territori e in Consiglio, inadeguate risposte del PD

LA LUNGA MOBILITAZIONE DELLA ASSOCIAZIONI, DEI COMITATI DI CITTADINI E DEI SINDACI PORTANO ALLA RIBALTA IL TEMA GEOTERMIA IN TOSCANA: SCOMPOSTE REAZIONI DELL’ASSESSORE FRATONI E INSUFFICIENTI PROPOSTE DI MARRAS. CI VUOLE BEN ALTRO PER AFFRONTARE CON RESPONSABILITA’ IL TEMA DELLA GEOTERMIA IN TOSCANA. LE OPPOSIZIONI IN CONSIGLIO REGIONALE DEVONO PORTARE FINO IN FONDO LE ISTANZE DEI TERRITORI.

Il convegno di Firenze sulla geotermia del 9 aprile scorso nei locali del Consiglio Regionale della Toscana –organizzato dalla Rete Nazionale NOGESI- portava a compimento la diffusa mobilitazione di questi anni in Toscana contro la geotermia elettrica, speculativa e inquinante. Anche in questa regione cominciava ad incrinarsi il collaudato consenso sulla geotermia per cui l’attuale partito di maggioranza, il PD, veniva costretto ad occuparsi della vicenda, sospinto anche dalle opposizioni -e segnatamente dal M5S, Lega Nord e SI Toscana a Sinistra- che hanno cominciato a rendersi conto della potenzialità sociale della tematica geotermia e della possibilità di aprire di fatto una vertenza presso il Consiglio regionale.

E così la Quarta Commissione (Ambiente) si è dovuta spostare nei territori (particolarmente acceso è stato il dibattito in quel di Seggiano del 10 maggio scorso!), audiva i giorni scorsi l’assessora del ramo Federica Fratoni, il PD stesso imbastiva una proposta di legge per cercare di venire incontro ai “mal di pancia” di molti sindaci (ma –come vedremo- senza pagare troppo pegno…). I giornali danno molto risalto alle (prime?) dichiarazioni della Fratoni sulla materia che mostra tutta l’inadeguatezza di chi per anni non è stata costretta a prendere pubbliche posizioni sulla materia.

E così che comincia -come Rossi- con lo stanco ritornello che “la geotermia può essere la leva per rilanciare lo sviluppo economico” a cui ormai alcun amministratore crede più, preferendo al suo posto il rilancio delle produzioni di eccellenza, del turismo, della storia e del paesaggio toscano famoso nel mondo.
E prosegue dicendo che “quanto è successo a Bagnore 4 è increscioso”: certo assessore, molto increscioso per la Regione se sono vere -e non abbiamo motivo di ritenere che non sia così- le dichiarazioni del dr. Zita su cui la attivata Magistratura speriamo si esprima presto!

Circa poi le vecchie centrali Enel dell’Amiata -le cui concessioni scadono nel 2024- l’assessora, bontà sua, dichiara ”…che a quel tempo si potrà vedere se rinnovare (o meno) le concessioni”, ignorando l’annoso inquinamento ambientale e sanitario dell’area che dovrebbe continuare per circa un ulteriore decennio…

Si è poi soffermata sul tema della “zonizzazione”, operazione prevista dal PAER per l’individuazione delle cosiddette “aree non idonee”: e qui si è superata, mostrando tutta la sua incompetenza in materia!
Infatti mostra di non conoscere che la richiesta di “zonizzazione “è contenuta nella Risoluzione Parlamentare delle Commissioni VIII (Ambiente) e X (Attività Produttive) della Camera dei Deputati –approvata all’unanimità in data 15.04.2015- che impegna il Governo ad attivarsi per immettere nella legislazione di settore ben 12 interventi, tra cui il primo è appunto la “zonizzazione”! Attività che il Governo -in ritardo sui tempi stabiliti dalla Risoluzione- sta facendo con una commissione nominata nel maggio 2015, mostrando che la “zonizzazione” è possibile, sbugiardando la contraria tesi dell’assessore Fratoni per cui “la attività di ricerca geotermica per sua natura è libera e quindi inevitabile”. Questo è vero ad oggi grazie alla “privatizzazione” immessa dai Decreti Legislativi 22/2010 e 28/2011 del duo Berlusconi-Scajola, ma il Parlamento ha chiesto modifiche anche alla legislazione del settore.

E sul tema della cosiddetta “ricerca geotermica” vogliamo soffermarci essendo un vistoso “cavallo di Troia” per realizzare impianti geotermici in aree in cui la effettiva “adeguatezza” non è sancita da necessari pareri delle istituzioni, ma dalle mire economiche –legate ai favolosi incentivi alla produzione elettrica geotermica- di una miriade di piccole e piccolissime imprese, peraltro quasi sempre senza alcuna esperienza precedente! Non solo: dobbiamo -sulla base delle esperienze che abbiamo fatto in molti territori- imparare a riconoscere la geotermia come una attività industriale a sé stante, ove ogni attività “di ricerca” è propedeutica alla costruzione, produzione e commercializzazione di energia elettrica e non solo alla estrazione di materia. Finché continuiamo ad assimilare la geotermia ad una attività mineraria con le regole conseguenti siamo fermi a 15 anni fa. Senza considerare che le concessioni minerarie non pongono limite al numero di pozzi/ gallerie nel territori oggetto di concessione.

Circa poi la dichiarazione “ingenua” dell’assessore per cui “anche a seguito di un pozzo esplorativo -peraltro molto costoso- non corrisponda la realizzazione di un impianto”: ha mai inteso parlare l’assessore di denuncia per danni? e poi che senso ha arrivare alla perforazione di un pozzo, se non si intende autorizzare un impianto geotermoelettrico? Infatti come è noto il pozzo esplorativo rappresenta il terzo step di questo processo (rilevazioni superficiali, pozzetti geotermometrici e, quindi, pozzo esplorativo). Quando siamo arrivati a questo punto il principio di continuità ci danneggerà in ogni tribunale: se mi hai detto di sì fino ad ora, non puoi cominciare a dirmi di no adesso che ho investito un sacco di quattrini, addirittura in un pozzo esplorativo …quindi faremo la centrale!

Circa la dichiarazione dell’assessora: “Segnalo però che non è possibile individuare aree idonee e non idonee per la ricerca”. Ci sono aree idonee e non idonee alle centrali non alla ricerca, che è – come detto ormai infinite volte – solo un passaggio nel processo di progettazione/ realizzazione di impianto geotermoelettrico.

In merito poi alla proposta di legge Marras [pdl n. 93, prot. 14796/2.6 del Consiglio regionale in data 1.06.2016 “Disposizioni in materia di impianti geotermici. Modifiche alla legge regionale 24 febbraio 2005, n.39 (Disposizioni in materia di energia)”] siamo veramente al ridicolo: la montagna ha partorito il topolino!
Si propone infatti che, all’inizio della procedura di valutazione di un progetto geotermoelettrico, venga ricercata dalla Regione una intesa con i comuni coinvolti. Se l’intesa (a costruire l’impianto) non viene realizzata, la Regione procede nell’iter autorizzativo dell’impianto! E’ questa la traduzione normativa della “ferma volontà di coinvolgere i territori” sbandierata da Marras? E’ molto, ma molto inferiore, a quanto la stessa Risoluzione parlamentare del 15.04.2015 citata che testualmente recita “si impegna il Governo…a prevedere nella fase pre-realizzativa un pieno coinvolgimento delle amministrazioni e delle popolazioni locali nel processo decisionale favorendo l’eventuale applicazione del principio di precauzione”!

E’ pertanto di fronte a queste posizioni che le opposizioni -in sinergia con i movimenti ed i cittadini dei territori (come le elezioni amministrative recentissime dimostrano vince chi è legato ai territori ed ascolta la voce dei cittadini!)- si giocano la reale possibilità di statuire in Toscana, ma per l’importanza che la Toscana ha sempre avuto storicamente nel settore geotermico, per tutto il Paese, una più avanzata normativa nel settore, visto ancora il permanere della inadempienza da parte del Governo circa il rispetto della Risoluzione parlamentare citata, su cui la Rete Nazionale NO Geotermia Elettrica, Speculativa e Inquinante insisterà anche con mobilitazioni nazionali entro l’autunno.

Senza dimenticare -ma anzi facendone un punto di battaglia politica- la necessità di avviare una specifica Commissione di inchiesta-con tecnici che possano rappresentare il punto di vista delle associazioni del territorio- sulla annosa vicenda dell’inquinamento ambientale e sanitario provocato dalle centrali geotermiche utilizzanti tecnologia “flash” in Amiata; problematica che –come è comparso alla ribalta i giorni scorsi- si sta allargando all’inquinamento da mercurio sui corsi d’acqua toscani-laziali-umbri fino al mar Tirreno.

RETE NAZIONALE NOGESI – NO GEOTERMIA ELETTRICA, SPECULATIVA E INQUINANTE

per approfondimenti:

Geotermia Toscana. Cresce l’opposizione nei territori e in Consiglio, inadeguate risposte del PD

Geotermia e posti di lavoro persi. La Magma Energy chiama i polacchi!

mappa tracciati sismica a riflessione

clicca sulla mappa e controlla se il tracciato passa vicino a casa tua!

riceviamo dagli amici di Radicondoli questa incredibile segnalazione:

“Buonasera a tutti,
Operai della “GEOFIZYCA TORUN” ditta Polacca incaricata da Magma Energy Italia di eseguire la tracciatura sismica del nostro territorio, sono in giro sulle nostre strade.
Sono stati avvistati oggi un pick up e un fiorino di questa ditta in località strada di Pennanino, strada del Tesoro, e località la Speranza.
Parlano malamente italiano, non chiedono permesso e entrano nelle strade vicinali.
Si ricorda che nelle proprietà private i proprietari possono impedire l’accesso di sconosciuti.
Purtroppo ad una emergenza (LUCIGNANO /SERRACONA) ora si aggiunge questa…”

Alcune nostre considerazioni. Ma la geotermia non doveva rilanciare l’occupazione locale? Le ricadute economiche tanto sbandierate nei progetti presentati da Magma Energy – Graziella Green Power a quanto pare cominciano a dare i primi segni: soldi che vanno via dall’Italia e progetti orribili che restano. Noi lo ripetiamo da anni, questi sono solo speculatori. Ma secondo voi ai gioiellieri di Arezzo dei problemi sociali dei nostri territori gliene importerà qualcosa? Se alla crisi aggiungono altra crisi finirà che ci trasformeranno in un’area da terzo mondo.

P. S. tenete gli occhi aperti perchè oltre al comune di Radicondoli sono interessati i comuni di Casole d’Elsa, Volterra, Castelnuovo Val di Cecina e Colle Val d’Elsa. Sorvegliate le vostre proprietà, in uno qualsiasi dei prossimi giorni potreste trovarvi i polacchi in giardino.

by Difensori della Toscana

 

 

Masso delle Fanciulle, il PIT e la Soprintendenza non vedono di buon occhio la geotermia industriale

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Progetto per due pozzi esplorativi (produttivi) del permesso di ricerca Mazzolla. In attesa della seconda conferenza dei servizi che si terrà a porte chiuse negli uffici della Regione il 19/05/2016, il Comitato Difensori della Toscana ha inviato al Soprintendente per i Beni Paesaggistici di Pisa e Livorno una lettera di sostegno.

Il progetto Mazzolla parla di due primi pozzi geotermici da piazzare nei pressi del fiume Cecina.
Ricordiamo che le zone fluviali nelle quali si trovano ecosistemi ed aree di interesse naturalistico sono tutelate ai sensi del DPR n. 357 del 1997 che ha recepito la direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche (GU 23 ottobre 1997, n. 248). L’allegato A della direttiva è stato successivamente modificato con DM 31 luglio 2013, e le zone protette sono state confermate. L’elenco delle zone a protezione speciale ai sensi della Direttiva è stato pubblicato con il DM 3 aprile 2000 (GU 22 aprile 2000, n. 95).
Infine è necessario tenere in considerazione il PIT – Piano di indirizzo territoriale con valenza di Piano Paesaggistico ai sensi dell’articolo 143 del Codice dei beni culturali e del paesaggio adottato dalla Regione Toscana. Allegato al Piano di indirizzo territoriale troviamo la Scheda d’ambito n. 13 Val di Cecina (riguardante i Comuni di: Bibbona, Casale Marittimo, Castagneto Carducci, Castellina Marittima, Castelnuovo Val di Cecina, Cecina, Guardistallo, Montecatini Val di Cecina, Montescudaio, Monteverdi Marittimo, Pomarance, Radicondoli, Ripabella, Volterra) in cui la stessa Regione Toscana rileva che ” Alle spalle delle catene costiere, si struttura un paesaggio complesso, una seconda serie di catene collinari segue a breve distanza, talvolta senza soluzione di continuità, raccordandosi alle propaggini settentrionali delle Colline Metallifere, cui è associata dalle emergenze vulcaniche e minerarie. Dietro a questa seconda compagine collinare si estendono i paesaggi dei bacini neo-quaternari di Volterra – Pomarance con, al limite orientale, già visibili le avanguardie delle Colline senesi. Le colline del volterrano si distinguono per l’elevato valore estetico-percettivo dato da morfologie dolci nelle quali si aprono spettacolari fenomeni erosivi (balze, calanchi) e dagli orizzonti continui dei seminativi estensivi, sporadicamente interrotti da un sistema insediativo rarefatto
Successivamente al punto 3 “invarianti strutturali” della Scheda d’ambito n. 13 viene sottolineato il valore del suddetto territorio: “Di notevole valore le aree di pertinenza del Fiume Cecina e dei suoi affluenti inclusi nelle Anpil Fiume Cecina e di Giardino – Belora – Fiume Cecina e nel SIR Fiume Cecina da Berignoni a Ponteginori. Lungo i Fiumi Fine e Cecina sono presenti ex-siti estrattivi rinaturalizzati dall’importante valore naturalistico.”
Tale scheda è corredata da documentazione fotografica che rende molto bene l’idea dei luoghi che il proponente vorrebbe occupare per la realizzazione dei suoi piani industriali.
-Ambienti agricoli e pascolivi nella pianura alluvionale del Fiume Cecina (Loc. Canova), con elevata presenza di alberi camporili, nell’ambito del Sito Natura 2000 “Fiume Cecina da Berignone a Ponteginori”, foto L. Lombardi, archivio NEMO).
-Fiume Cecina in località Masso delle Fanciulle (Riserva Foresta di Beringone). Ecosistema fluviale di alto valore ed eccellenza naturalistica nell’ambito del Sito Natura 2000 “Fiume Cecina da Berignone a Ponteginori” (foto L. Lombardi, archivio NEMO)
Quest’ultimo documento è stato redatto dalla Regione Toscana e dimostra chiaramente che esistono concrete preoccupazioni sulla tutela dell’integrità del paesaggio e dell’ecosistema nell’area in questione.
Alla luce di tutti questi elementi al fine di tutelare il delicato ecosistema minacciato dal progetto “Mazzolla” si sta valutando di interessare formalmente il Ministero dei beni e delle attività culturali ed il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare affinché vigilino su quanto sta accadendo nel territorio del Comune di Pomarance.

Comitato Difensori della Toscana

Tempa Rossa: lo scandalo di Potenza sui conflitti di interesse al Mise si allarga alla geotermia

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LO SCANDALO DI POTENZA SUI CONFLITTI DI INTERESSE AL MISE SI ALLARGA ALLA GEOTERMIA: LO STESSO GRUPPO DI AFFARI “QUELLI DEL QUARTIERINO” DA ANNI BRIGAVA PER FACILITARE IN TUTTI I MODI I PROGETTI PERICOLOSI MA LUCROSI CHE I CITTADINI RIFIUTANO

Articoli de “Il Sole 24 ore” e de “Il Fatto Quotidiano” riportano stralci delle indagini compiute dalla polizia nei confronti del gruppo collegato al compagno della ex-Ministra del MISE, Federica Guidi. Costretta alle dimissioni proprio per la gravità dei fatti emersi, che coinvolgevano le attività del Ministero. Oltre al filone “Tempa Rossa” e al tema del pontile di Augusta, emerge con forza nelle ultime ore un altro scandalo: lo stesso gruppo si sarebbe dato molto da fare per facilitare in ogni modo l’espansione della geotermia a media entalpia, sia per una serie di impianti definiti “pilota” che per un faraonico piano di decine e decine di permessi di ricerca propedeutici alla costruzione di numerosi impianti in Umbria, Lazio, Toscana, Campania e Sardegna. Finanziati con elevati incentivi statali pagati dai cittadini nelle loro già elevatissime bollette elettriche.

Una serie di piccole società improvvisate, prive di qualsiasi esperienza, a volte risalenti a paradisi fiscali, ha dato l’assalto a questo filone aureo della speculazione. Un filone che è partito dal decreto Romani del 2010, elaborato da Scajola nel governo Berlusconi, e che – da quanto emerge dall’inchiesta di Potenza – ha visto una precisa lobby darsi da fare per sostenere il mega-affare.

I cittadini delle zone coinvolte, come Castel Giorgio e Acquapendente ed una vasta area della Tuscia umbro-laziale, attraverso i loro sindaci, le associazioni e i comitati, hanno in tutti i modi cercato di opporsi a questa campagna speculativa. Ma la banda di società raccogliticce ha continuato ad andare avanti senza particolari ostacoli nella golosa opportunità speculativa aperta dal decreto Romani. Del tutto indifferente al fatto che numerosi sono i rischi sismici, di inquinamento di aria e acqua e di devastazione del paesaggio, connessi a questi impianti. E si è dimostrata capace di mettere in campo deputati compiacenti, lobbisti abili a compiere scippi di legalità notturni nelle aule parlamentari, settori di ministeri, regioni e persino dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) pronti a favorire le imprese anche a costo di ripetute illegalità e patenti conflitti di interessi.

Con l’inchiesta potentina finalmente sta venendo alla luce l’arcano: il gruppetto di società della geotermia speculativa aveva a disposizione “quelli del quartierino”, come li definisce nelle intercettazioni la stessa ex- ministra Guidi. Un gruppo di lobbisti con influenza in Parlamento e al Governo, nei ministeri interessati al progetto. Ecco perché i cittadini ed i sindaci non venivano affatto ascoltati nei loro gravi timori. Ecco perché i loro documenti che dimostravano liste di illegalità e di gravi conflitti di interesse non venivano affatto presi in considerazione al MISE o al MATTM o in certe regioni.  Semplicemente perché una banda di lobbisti ben protetta ed influente aveva le entrature giuste per spegnere la voce dei cittadini e favorire gli intenti speculativi. Il direttore di una delle società speculatrici coinvolte arrivava addirittura ad irridere i comitati e i sindaci dicendo che quando inviavano le loro denunce e osservazioni ai ministeri questi non solo non ne tenevano conto, ma si facevano “grasse risate”.

Ma chi erano, secondo i giornali nazionali che riportano le inchieste in corso, i protagonisti di questa fumosa e fangosa vicenda geotermica?

Due in particolare: Stefano Boco, ex-sottosegretario, ex-onorevole, ora presidente della società geotermica Magma Energy Italia (con le collegate ToscoGeo e Graziella Green Power di una nota famiglia di gioiellieri di Arezzo, città da cui proviene anche il deputato PD Marco Donati, di cui si parla nelle intercettazioni) che viene favorito dal sig. Gemelli, compagno della Ministra Guidi, per un incontro con la Ministra sul tema di questi impianti. E che dalle intercettazioni risulta darsi molto da fare per trovare vie preferenziali per la campagna speculativa, insieme con gli altri protagonisti del “quartierino”. Ma i cittadini sono vigili: diverso trattamento è riservato al Boco, durante una sua recente visita al comune di Radicondoli,  accolto con cori di protesta da parte dei cittadini che sono scesi in piazza per contestare lui e i piani industriali speculativi che portano la sua firma.

E l’altro è l’Onorevole Ignazio Abrignani, che probabilmente segue dalle origini l’iniziativa, essendo stato Capo della Segreteria dell’On Scajola. Le imprese pro-quartierino dell’onorevole sono numerose. E di sue attività notturne in Parlamento per infilare emendamenti pro-geotermia parlano le carte dell’inchiesta potentina, collegandole in qualche modo all’attività del Boco. Ma già prima dell’inchiesta i cittadini dei comitati avevano evidenziato lo scandalo di un suo intervento nel 2013 in Parlamento, quando era riuscito a far passare con una strana azione notturna un emendamento che scippava alle regioni la competenza sui progetti pilota geotermici e la trasferiva allo Stato, proprio quando la Regione Umbria si apprestava a rifiutare l’approvazione della Valutazione di Impatto Ambientale per l’impianto di Castel Giorgio. E per di più, cosa gravissima, faceva escludere questi impianti dalla “direttiva Seveso”, che impone il pagamento dei danni in caso di incidenti provocati dagli impianti stessi.

Un vero pozzo di fango, che i cittadini, i comitati e tanti sindaci avevano già ampiamente subodorato, si sta aprendo con l’inchiesta potentina. Speriamo che tutto venga alla luce e che la giustizia faccia rapidamente il suo corso.

Ma soprattutto confidiamo che il governo si renda  ”immune” da queste influenze ed interferenze affaristiche. Che i Ministeri e i Governi Regionali ascoltino la voce delle popolazioni e dei sindaci, le loro preoccupazioni e le loro giuste osservazioni e rimostranze. E non sempre e solo la voce delle lobbies affaristiche a caccia di denaro pubblico.

Confidiamo che il Governo compia una svolta sana e precisa: chiuda il pozzo di fango e ripensi totalmente il piano geotermico. Evidentemente sorto per favorire gruppi di amici a danno di cittadini e territori. E che decida una seria programmazione di forme di geotermia veramente efficienti, prive di aspetti speculativi e di malaffare e esenti da rischi per l’incolumità dei cittadini e dell’ambiente.

BY: RETE NAZIONALE NO GEOTERMIA ELETTRICA SPECULATIVA E INQUINANTE

per approfondire: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2016-04-18/gli-interessi-quartierino-settore-geotermico-075851.shtml?uuid=ACKbqq9C