Archivio mensile:dicembre 2015

Clima, da Parigi a Firenze, passando per Roma: quando le mucche inquinano più delle centrali geotermiche (invisibili)

Ma che strano, dopo Kyoto e nonostante le evidenze scientifiche, ancora si persevera con la “favola” che la geotermia amiatina non sia climalterante (come le centrali a fonti fossili, le industrie, le auto e …le mucche). La famosa sostenibilità di Enel…

Geotermia, progetto per centrale pilota a 900 metri dal borgo storico di Montecastelli Pisano.

  STAMPTOSCANA

Geotermico, progetto per centrale pilota a 900 metri da borgo storico    

Radicondoli (Siena) – Nonostante la strenua battaglia portata avanti dai comitati e, seppure con sfumature diverse (ad esempio, richiesta di maggior partecipazione alle decisioni prese dalla Regione e dal governo), dai sindaci dell’Alta Val di Cecina e della Val d’Elsa, i progetti per l’apertura di nuove centrali geotermiche nella zona vanno avanti senza rallentamenti. Anzi. Proprio ieri, sul sito del Ministero dell’Ambiente è stata pubblicata, come segnala il Comitato Difensori della Toscana, la documentazione relativa al progetto per la centrale geotermica pilota “Castelnuovo”.L’hanno chiamata “Castelnuovo” (Castelnuovo Val di Cecina, che in realtà si trova  più distante, dietro le colline, n.d.r.) ma in realtà la centrale la vorrebbero costruire a solo 900 metri di distanza dall’abitato di Montecastelli”, fanno sapere dal Comitato.
Montecastelli Pisano è uno di quei borghi incantati della Toscana fuori dagli itinerari turistici dove il tempo sembra essersi impigliato nelle sue stradine che seguono l’andamento concentrico dell’abitato, dal basso verso l’alto fino alla Rocca. Antichissima storia che data dall’anno Mille e che …  (continua la lettura su STAMPTOSCANA.IT)

Casole d’Elsa comune biologico. Se ne parlerà in un convegno sabato 12 dicembre 2015

Casole d’Elsa comune biologico. Se ne parla sabato con un convegno.
«A Casole ormai decine e decine di agricoltori sono passati alle produzioni biologiche – conferma il Sindaco di Casole Piero Pii – e oltre il 70% della superficie dedicata all’agricoltura segue pratiche biologiche. Ora il passaggio strategico è mettere a sistema tutto ciò creando le relazioni con le strutture turistiche e produttive e con i consumatori locali. Casole può diventare una caso nazionale e l’esempio di come la dinamicità delle piccole realtà sia determinante per lo sviluppo dell’Italia» (continua a leggere su Valdelsa.net)