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Geotermia, Radicondoli, Enel trivellerà un nuovo pozzo profondo 4200 metri

video di un impianto HH300 utilizzato da Eni in area desertica ( Enel questi impianti li utilizza in Toscana in aree abitate di grande pregio paesaggistico )

La Regione ha deciso. La geotermia va avanti. I cittadini si arrangino.

REGIONE TOSCANA
DIREZIONE AMBIENTE ED ENERGIA
SETTORE MINIERE

IL DIRIGENTE

Visto il R.D. 29/07/1927, n. 1443 contenente norme di carattere legislativo sulla disciplina della ricerca e coltivazione delle miniere;
Visto il D.P.R. 09/04/1959, n. 128 sulle norme di polizia delle miniere e delle cave;
Vista la legge 09/01/1991 n. 9 sul piano energetico nazionale;
Visto il D.P.R. 27/5/1991, n. 395 – Approvazione del regolamento di attuazione della legge n. 896/1996;
Visto il D.P.R. 18/4/1994, n. 485 – Regolamento recante la disciplina dei procedimenti per il rilascio dei permessi di ricerca e delle concessioni di coltivazione delle risorse geotermiche;
Visto il D.M. del 30/12/1994 di conferimento all’Enel S.p.A.(ora Enel Green Power S.p.A.) della
concessione di coltivazione di risorse geotermiche denominata “Travale”, nelle Province di Pisa, Siena e Grosseto;
Visto l’art. 34 del D.Lgs. 31 marzo 1998 n. 112 con il quale “Le funzioni degli uffici centrali e periferici dello Stato relative ai permessi di ricerca ed alle concessioni di coltivazione di minerali solidi e delle risorse geotermiche sulla terraferma sono delegate alle regioni”;
Visti i DD.Lgs 09/04/2008, n. 81 e 25/11/1996, n. 624 contenenti norme sulla sicurezza e salute dei lavoratori;
Visto il D.Lgs 11/02/2010 n. 22 sul riassetto della normativa in materia di ricerca e coltivazione delle risorse geotermiche;
Vista l’istanza n. 2799 della Enel Green Power S.p.A. datata 14/02/2017 con la quale è stata chiesta
l’autorizzazione alla perforazione del pozzo “Radicondoli 22 B”, in Comune di Radicondoli (SI), nell’area della concessione suddetta, da effettuarsi mediante impianto di perforazione HH-300;
Esaminato il programma di perforazione dal quale risulta che:
− il pozzo è ubicato nel territorio del Comune di Radicondoli (SI), a quota m 419 s.l.m., nel punto di
coordinate geografiche Lat. 43° 12’ 46” N e Long. 1° 24’ 27” W (Monte Mario), https://www.google.it/maps/@43.2134428,11.0448701,72m/data=!3m1!1e3 e raggiungerà la profondità verticale pari a 4200 m;
− l’obiettivo dell’intervento è quello di reperire vapore endogeno;
− saranno poste in opera le seguenti colonne:
Ø 24” ½ da m 0 a m 100;
Ø 18” ⅝ da m 0 a m 650;
Ø 13 ⅜ da m 0 a m 1200;
Ø 9” ⅝ da m 1170 a m 2200;
Tenuto conto degli esiti sopralluogo;

DECRETA

di autorizzare la Società Enel Green Power S.p.A., per gli aspetti di competenza mineraria, ai sensi
dell’art. 49 del D.P.R. n. 395/1991, ad effettuare la perforazione del pozzo “Radicondoli 22 B”, nel punto di ubicazione nelle premesse citato, alle seguenti condizioni:
1. prima dell’avvio dei lavori dovrà essere presentata la Denuncia di esercizio ai sensi dell’art. 20 del D.Lgs n. 624/1996 nonché il DSS di cui all’art. 6 dello stesso D.Lgs;
2. tutte le operazioni dovranno essere condotte nell’osservanza delle prescrizioni contenute nel D.M. di conferimento della concessione e di tutte le Leggi e Regolamenti vigenti in materia di sicurezza e salute dei lavoratori e di protezione ambientale;
3. prima di innalzare la torre di perforazione la Enel Green Power S.p.A. dovrà premunirsi, ove ne
ricorrano gli estremi, del nulla osta da parte dello SMD per quanto concerne la sicurezza della
navigazione aerea;
4. dovranno essere inviate alla scrivente Settore Miniere e Monitoraggio Acque Minerarali e Termali preventivamente, e comunque in tempo utile per poter predisporre i sopralluoghi ispettivi, le comunicazioni di tutte le operazioni speciali (tubagli, cementazioni, carotaggi, diagrafie, prove di
strato, ecc). Lo stesso Settore dovrà essere informato settimanalmente, anche per le vie brevi, sullo
stato di avanzamento dei lavori;
5. dovranno essere comunicate, in particolare, le date effettive di inizio e termine dei lavori di
allestimento del piazzale, nonché di perforazione e moving del relativo impianto;
6. dovranno essere adottate le necessarie misure necessarie alla salvaguardia delle strutture produttive esistenti sul piazzale (pozzi e vapordotti);
7. le prove di produzione, le modalità di completamento e l’eventuale chiusura mineraria dovranno essere sottoposte alla preventiva approvazione;
8. prima dell’esecuzione di qualsiasi operazione che richieda l’uso di esplosivo la Società Enel Green Power dovrà presentare la denuncia d’esercizio e chiedere l’attestato di cui all’art. 296 del D.P.R. n. 128/1959 volto all’ottenimento della licenza per il trasporto e l’uso degli esplosivi necessari per le operazioni. La stessa Società dovrà indicare il tipo di prodotti esplodenti e dichiararne l’idoneità all’uso minerario, citando gli estremi della specifica appendice all’elenco degli stessi esplosivi, emessa dal M.S.E. – D.G.E.R.M; il Direttore Responsabile dei Lavori dovrà infine sottoporre all’approvazione l’Ordine di Servizio ai sensi dell’art. 305 del D.P.R. n. 128/1959;
9. la Società Enel Green Power S.p.A. dovrà mettere a disposizione del Direttore Responsabile, per gli adempimenti, copia del programma dei lavori e della presente autorizzazione. Lo stesso Direttore Responsabile dovrà dare specifico assenso all’inizio delle operazioni, dopo verifica della rispondenza alle vigenti norme di polizia mineraria dell’impianto di perforazione e del cantiere allestito e dopo aver approvato, ai fine della sicurezza, il programma di perforazione, dandone comunicazione scritta allo scrivente Settore;
10. alla fine della perforazione del pozzo, la Società Enel Green Power S.p.A. dovrà trasmettere una
relazione riepilogativa sulle operazioni eseguite durante la perforazione ed un profilo litologico-
stratigrafico completo dei risultati ottenuti sia sotto l’aspetto geologico che minerario, ai sensi
dell’art. 20 del DPR n. 395/1991;
11. i lavori dovranno essere iniziati entro 1 anno ed ultimati entro 2 anni dalla data del presente decreto, rendendosi altrimenti necessario inoltrare una nuova istanza a questo Settore.
Avverso il presente provvedimento è ammesso ricorso giurisdizionale al TAR nei termini di legge,
oppure, in alternativa, ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, per soli motivi di legittimità, entro 120 (centoventi) giorni dalla data di notificazione, di comunicazione o di piena conoscenza comunque acquisita.

IL DIRIGENTE

http://www301.regione.toscana.it/bancadati/atti/Contenuto.xml?id=5140847&nomeFile=Decreto_n.2587_del_10-03-2017

geotermia in Toscana, non tutte le aree sono idonee

01 Febbraio 2017

RISOLUZIONE n. 140 approvata nella seduta del Consiglio regionale del 1° febbraio 2017
OGGETTO: In merito alla definizione delle aree non idonee per l’installazione di impianti di produzione di energia geotermica in Toscana.

Il Consiglio regionale

Premesso che la geotermia riveste notevole importanza nella politica energetica della Toscana ai fini del raggiungimento degli obiettivi del c.d. “Burden Sharing”, che può comportare notevoli vantaggi in termini di ricerca tecnologica e ambientale, di formazione delle risorse umane sul settore in oggetto e che tale risorsa necessita di essere inserita correttamente nel paesaggio affinché sia garantita la sostenibilità ambientale e socio economica dei territori interessati;

Visto il decreto legislativo 11 febbraio 2010, n. 22 (Riassetto della normativa in materia di ricerca e coltivazione delle risorse geotermiche, a norma dell’articolo 27, comma 28, della legge 23 luglio 2009, n. 99), che considera di pubblico interesse e di pubblica utilità la ricerca e la coltivazione a scopi energetici delle risorse geotermiche;

Ricordato che le attività previste sono la ricerca, soggetta a permesso, e la coltivazione, che sottostà a regime di concessione, e che sul territorio toscano sono attualmente presenti otto concessioni geotermiche, sei nell’area di Larderello e due nell’area del monte Amiata. Le otto concessioni ospitano un totale di trentaquattro impianti;

Tenuto conto che, per quanto concerne la componente ambientale, la Regione ha competenza in materia di procedimenti di verifica di assoggettabilità e di valutazione di impatto ambientale (VIA), dato che i progetti di ricerca rientrano tra quelli di cui alla lettera a) dell’allegato B1 della legge regionale 12 febbraio 2010, n. 10 (Norme in materia di valutazione ambientale strategica “VAS”, di valutazione di impatto ambientale “VIA”, di autorizzazione integrata ambientale “AIA” e di autorizzazione unica ambientale “AUA”), ovvero tra le “Attività di ricerca sulla terraferma delle
sostanze minerali di miniera di cui all’articolo 2, comma 2, del Regio decreto 29 luglio 1927, n. 1443, ivi comprese le risorse geotermiche, incluse le relative attività minerarie”, ed è, quindi, prevista l’applicazione della procedura di verifica di assoggettabilità di cui all’articolo 20 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale) ed agli articoli 48 e 49 della l.r. 10/2010;

Ricordato che:
– ai fini di un corretto inserimento della produzione geotermica sul territorio, con legge regionale 16 febbraio 2015, n.17 (Disposizioni urgenti in materia di geotermia), la Regione ha preso atto della necessità di realizzare uno studio volto a commisurare il numero e la localizzazione dei pozzi esplorativi all’esigenza di installazione di nuova potenza geotermoelettrica assicurando, al contempo, un equilibrato sviluppo del territorio;
– di conseguenza, con deliberazione 15 dicembre 2015, n.1229, la Giunta regionale ha provveduto ad approvare uno studio conoscitivo volto alla formulazione di un piano di sviluppo della geotermia nel territorio toscano, compresi i criteri per l’autorizzazione alla perforazione dei pozzi esplorativi ed i parametri per la valutazione dell’ubicazione degli stessi;
– tali linee guida contengono indicazioni operative utili in merito al numero ed alla corretta distribuzione sul territorio dei pozzi esplorativi geotermici.

Vista la legge regionale 3 agosto 2016, n. 52 (Disposizioni in materia di impianti geotermici. Modifiche alla l.r. 39/2005), che, per quanto concerne la localizzazione e la realizzazione degli impianti geotermici, ai fini di un’appropriata valutazione riguardo alle strategie di sviluppo sostenibile del territorio perseguite dalle amministrazioni interessate, prevede la ricerca di un’intesa, da avviarsi contestualmente all’avvio del procedimento, tra la Regione ed i comuni interessati dalla localizzazione dell’impianto;

Preso atto che:
– a partire dal 2009, sono state presentate alla Regione Toscana sessantasette istanze di permesso di ricerca per risorse geotermiche, anche in territori non compresi in quelli della geotermia tradizionale e, rispetto a queste, risultano ad oggi attivi ventitre permessi di ricerca, mentre sette istanze si trovano in fase di istruttoria;
– questi dati danno la dimensione di un fenomeno spontaneo e non ancora soggetto a regolamentazione sotto il profilo dell’inserimento nel territorio che rende necessaria l’individuazione di aree non idonee in analogia con le restanti fonti di energia rinnovabile.

Rilevato che:
– il Piano ambientale ed energetico regionale (PAER), istituito dalla legge regionale 19 marzo 2007, n. 14 (Istituzione del piano ambientale ed energetico regionale), ed approvato dal Consiglio regionale con deliberazione 11 febbraio 2015, n. 10, tra gli allegati al disciplinare di piano, individua le aree non idonee alla produzione di energia elettrica da impianti eolici, a biomasse e fotovoltaico; ai fini dell’individuazione dell’idoneità o non idoneità delle aree del territorio regionale, sono stati considerati vincoli preesistenti su quelle aree, quali, ad esempio, i siti inseriti nella lista del patrimonio UNESCO; le aree ed i beni immobili di interesse culturale, come individuati ai sensi degli articoli 10 e 11 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio), o quelli dichiarati di notevole interesse pubblico (articolo136 d.lgs. 42/2004), i parchi nazionali, regionali, provinciali, interprovinciali (altresì tutelati ai sensi del d.lgs. 42/2004, articolo 142, comma 1, lettera f) e dalla legge regionale 11 aprile 1995, n. 49 (Norme sui parchi, le riserve naturali e le aree naturali protette di interesse locale);
– anche il Piano di indirizzo territoriale (PIT) con valenza di piano paesaggistico, approvato dal Consiglio regionale con deliberazione 27 marzo 2015, n. 37, ha tenuto conto, tra i propri allegati, di schede contenenti norme comuni, aree non idonee e prescrizioni per il corretto inserimento di alcune tipologie di energie rinnovabili dal potenziale impatto sul territorio.

Ricordato, inoltre, che:
– la Quarta Commissione consiliare “Territorio, ambiente, mobilità e infrastrutture” ha intrapreso in questi mesi un percorso di approfondimento della materia in oggetto, importante per numero e qualità delle audizioni ospitate e che ha visto anche due sopralluoghi nelle aree geotermiche tradizionali (Larderello ed Amiata), prendendo cognizione delle esigenze territoriali ed imprenditoriali di tali realtà;
– nell’ambito dei lavori della Commissione, la Giunta regionale si è dichiarata disponibile a valutare un approfondimento che, a partire dalle indicazioni contenute nelle linee guida di cui alla del. gr. n. 1229/2015, arrivi a definire una zonazione del territorio regionale maggiormente vincolante per i soggetti interessati dall’attività di sfruttamento della risorsa geotermica, analogamente a quanto previsto nel PAER per la produzione di energia elettrica da impianti eolici, a biomasse e fotovoltaico.

Considerato che:
– la presenza di tale risorsa in Toscana è già puntualmente localizzata e sfruttata in alcune aree della regione, ovvero nei sedici comuni della geotermia tradizionale collocati nell’area di Larderello ed in quella del monte Amiata, per un totale di trentaquattro centrali (trentasette gruppi di produzione), con una potenza installata netta di 761 MW (916 MW di potenza installata lorda) ed una produzione annua di circa 5,8 miliardi di KW/h;
– il Ministero dello Sviluppo economico ha approvato, lo scorso ottobre, le linee guida sulla geotermia a media ed alta entalpia, in attuazione della risoluzione in materia di geotermia approvata dalle Commissioni riunite Ambiente ed Attività produttive della Camera il 15 aprile 2015. Tali linee guida sono propedeutiche alla procedura di “zonazione” del territorio italiano, per le varie tipologie di impianti geotermici, identificando le aree potenzialmente sfruttabili in coerenza anche con le previsioni degli orientamenti europei relativamente all’utilizzo di tale risorsa, e in linea con la strategia energetica nazionale.

Ritenuto che:
– sia, pertanto, opportuno arrivare a definire le aree non idonee per lo sfruttamento dell’energia geotermica, tenendo conto delle caratteristiche e dei vincoli paesaggistici o di altra natura insistenti sulle diverse aree della regione;
– ai fini di tale zonazione dei bacini geotermici, è opportuno che la Giunta regionale:
• definisca delle linee guida per la determinazione di tali aree non idonee partendo dai vincoli paesaggistici ed ambientali presenti sul territorio, nonché dalla presenza di produzioni agricole di particolare pregio, come, per esempio, le aree vitate secondo i disciplinari delle DOCG esistenti, analogamente a quanto già previsto nel PAER per gli impianti eolici, a biomasse e fotovoltaico;
• sulla base di tali linee guida, coinvolga i comuni interessati, al fine di arrivare all’approvazione di una zonazione delle aree non idonee all’installazione di impianti di produzione di energia geotermica;
• tale zonazione dovrà prevedere un coinvolgimento prioritario di quei comuni attualmente oggetto di concessioni di coltivazione, di permessi di ricerca rilasciati o che potranno rientrare nella zonazione del territorio italiano allo studio del Governo.

Su proposta della Quarta commissione consiliare;

Impegna
la Giunta regionale

– a definire, anche mediante apposita integrazione al PAER e nel rispetto delle competenze regionali in materia, le aree non idonee per l’installazione di impianti di produzione di energia geotermica, nonché a disporre adeguate prescrizioni per il corretto inserimento degli stessi. Tale zonazione dovrà essere definita attraverso una fase di coinvolgimento dei comuni che preveda:
1) la predisposizione, da parte della Giunta regionale, delle linee guida per la determinazione delle aree non idonee, attraverso un’intesa con i comuni interessati ed una ricognizione che tenga conto sia dei vincoli esistenti di natura paesaggistica e ambientale, sia della vocazione produttiva del territorio in oggetto, a partire dalle produzioni agricole di particolare pregio, come, per esempio, le aree vitate secondo i disciplinari delle DOCG esistenti;
2) sulla base dei contenuti di tali linee guida, la formulazione, da parte dei comuni interessati, della proposta di individuazione delle aree considerate non idonee per lo sfruttamento dell’energia geotermica all’interno dei confini comunali, coerentemente con la loro pianificazione urbanistica. Tali proposte dovranno pervenire alla Regione in un tempo congruo e, comunque, non oltre novanta giorni dalla pubblicazione delle linee guida;
3) l’approvazione, da parte della Regione, nei successivi sessanta giorni, del dettaglio delle aree non idonee all’installazione di impianti di produzione di energia geotermica, una volta completata la ricognizione delle proposte inviate dai comuni e la verifica della coerenza di tali proposte con le linee guida regionali.
– a portare a compimento tale procedimento attraverso un confronto costante con la Commissione consiliare competente;
– a tenere conto, nell’individuazione delle aree non idonee, così come nell’ambito del procedimento di VIA, anche delle implicazioni che l’attività geotermica comporta, relativamente al bilancio idrologico complessivo, al rischio di inquinamento delle falde, individuando e tutelando le aree di ricarica delle falde come previsto dalla legislazione vigente, alla qualità dell’aria, all’induzione di micro sismicità;
– per quanto riguarda gli indirizzi generali sullo sviluppo del settore geotermico in Toscana, ad attivarsi per favorire l’applicazione delle migliori tecnologie al momento disponibili per gli impianti di produzione elettrica da fonte geotermica;
– per quanto riguarda l’area dell’Amiata, a proseguire e rendere permanenti le azioni di monitoraggio già poste in essere dagli organismi preposti, a partire da ARS e ARPAT, anche al fine di sviluppare ulteriori approfondimenti tecnici sugli impatti ambientali della coltivazione geotermica, così come già previsto nell’Accordo volontario attuativo (2009) del Protocollo di intesa tra Regione Toscana ed ENEL del 2007, anche tenendo conto che in Amiata, come indicato nel PAER, il riassetto della concessione di Piancastagnaio e la nuova centrale denominata
Bagnore 4, hanno portato la potenza complessivamente installata attorno ai 100 MW.

Il presente atto è pubblicato integralmente sul Bollettino ufficiale della Regione Toscana, ai sensi dell’articolo 5, comma 1, della l.r. 23/2007 e nella banca dati degli atti del Consiglio regionale ai sensi dell’articolo 18, comma 1, della medesima legge l.r. 23/2007.

IL PRESIDENTE
Marco Stella

Geotermia, la Regione Toscana ascolta chi ha i soldi. La popolazione si arrangi.

verbale-52

15 Settembre 2016,  Regione Toscana,  Quarta Commissione Consiliare Territorio, Ambiente, Mobilità, Infrastrutture

estratto dal verbale

  1. Audizione di Rete Geotermica Toscana S.r.l. e Magma Energy Italia S.r.l in merito al progetto pilota di sfruttamento geotermico Castelnuovo nel comune di Castelnuovo Val di Cecina

Il presidente Baccelli ringrazia i relatori della presenza e dà loro la parola.

Il dott. Magrini ringrazia della possibilità di presentare il progetto pilota di sfruttamento geotermico Castelnuovo di Graziella Green Power spa, società che attraverso Rete geotermica toscana srl e Magma Energy Italia srl investe nel progetto. Gli impianti che si realizzeranno saranno costruiti dalla società Nuovo Pignone a Firenze con tecnologia  made in Tuscany;  presenta i dati ufficiali del progetto già presentati ai competenti ministeri e alla Regione Toscana. Descrive la tecnica applicata al progetto Castelnuovo che prevede, a circuito chiuso, la totale reiniezione del fluido geotermico e ne spiega le modalità operative che non necessitano l’utilizzo di  acqua di raffreddamento e non presentano vapordotti, è un sistema a pozzi obliqui. Mostra delle slides (agli atti della Commissione) che simulano l’impianto realizzato collocato nel territorio che dovrà ospitarlo,  precisa che l’occupazione di suolo è poco più di un ettaro a progetto concluso. Approfondisce, fra le altre cose, le modalità di reiniezione del fluido geotermico e vari sistemi di reiniezione, l’impatto acustico, la presenza turistica a Castelnuovo Val di Cecina e possibili sviluppi occupazionali che si potrebbero creare con attività di coltivazioni in serra. Successivamente descrive il progetto legato  al permesso di ricerca di risorse geotermiche Mensano localizzato non molto distante da quello di Castelnuovo, per due pozzi esplorativi finalizzati alla ricerca di eventuali risorse geotermiche.

Il dott. Stolzioli di General Electric descrive eventuali opportunità ecomnomico-occupazionali legate al progetto Castelnuovo che si inquadra in uno schema di realizzazione di circa venti impianti nei prossimi cinque anni con le varie ricadute ambientali che ne derivano compreso  il risparmio sulla bolletta energetica e che in particolare consente anche l’ impiego di ingegneri e tecnici specializzati per la realizzazione di impianti, macchinari e sistemi di controlli diagnostici.

Il vicepresidente Giannarelli chiede conto del confronto con la cittadinanza: se è stato svolto informando che ci sarà un’infrastruttura di distribuzione elettrica,   di come è stata pensata e chi la realizzerà, che potrebbero esserci dei tralicci fuori terra; inoltre chiede delle prospettive turistico-termali ed agricole e se siano state valutate all’interno della autorizzazione, richiesta come progetto, effettivamente realizzabili, inoltre chiede approfondimenti sulla modalità di reiniezione di fluidi geotermici a circuito chiuso.

Anche  il consigliere Gazzetti chiede chiarimenti sulle ricadute occupazionali e  se queste saranno a favore di imprese toscane o anche di livello internazionale, inoltre domanda di come la vicinanza al paese sia stata valutata e misurata e chi abbia realizzato il rendeering.

La consigliera De Robertis gradirebbe un approfondimento in merito all’aspetto della sicurezza dell’impianto, alla tenuta sismica del territorio, all’impatto acustico, alla salute  in generale e all’eventuale disturbo ambientale per il turismo che sta molto a cuore ai comitati dei cittadini che sono stati auditi dalla Commissione e con i quali occorre trovare un consenso.

Il Consigliere Fattori  evidenzia le perplessità dei cittadini auditi in merito a progetti condivisi e realizzazioni difformi che spesso sono occorse in progetti analoghi; relativamente alla reiniezione dei fluidi occorre poi un approfondimento. In merito all’aspetto  occupazionale gli è giunta notizia che gli operatori che in passato hanno lavorato per Magma a Montecastelli fossero cittadini polacchi e che fosse presente anche una multinazionale canadese.

Il dott. Magrini spiega che l’elettrodotto realizzato da ENEL sarà interrato per 8 km. lungo la strada provinciale tranne un tratto di due chilometri che invece rimarrà aereo. Il progetto è italiano all’80% e  i capitali vengono dalla nostra regione.

Il dott. Boco  riferisce che è stata messa in atto una interlocuzione con la popolazione locale, le aziende si sono confrontate per due volte sul territorio  ma il confronto ha generato incredulità. Chiede alla Regione Toscana di dar corso al protocollo di intesa che prevede momenti partecipativi. E relativamente alle opportunità occupazionali precisa che è  la Regione Toscana a richiederle per  il territorio che ospita gli impianti; sono state depositate due manifestazioni di interesse per attività economiche da realizzarsi in situ, come progetti di coltivazione aeroponica, che sono stati messi a punto insieme con il CNR di Pisa.

Il dott. Batini  risponde in merito  alla sicurezza degli impianti e alla sismicità indotta inoltre fa notare che gli impianti di Castelnuovo e Mensano in questione sarebbero situati in adiacenza a quelli già esistenti di ENEL, spiega che i campi geotermici sono naturalmente interessati dalla sismicità e non si riscontrano esempi di causa effetto fra reimmissione di fluidi e il manifestarsi di sciami sismici. Spiega poi  la modalità di reiniezione  dei gas in eccesso all’interno dei pozzi. Si dichiara disponibile ad un confronto con tecnici per mostrare la validità delle metodiche che si andrebbero ad applicare al progetto pilota Castelnuovo. Le proiezioni delle emissioni sonore dalla centrale sono state realizzate con dei modelli prodotti insieme alla General Electric e si attestano entro i limiti di legge. Infine precisa che la  società che ha impiegato tecnici polacchi scelta  da Magma mediante una competizione internazionale è risultata la più qualificata di Europa e che gli ingegneri ed i geologi che attualmente lavorano con contratti a tempo indeterminato a Castelnuovo sono  tutti toscani ma non della zona perché non ve ne erano disponibili.

Il presidente Baccelli  ringrazia della sintesi e dell’approfondimento effettuato. Aggiunge che effettivamente occorre, oggigiorno, condividere con i cittadini in via anticipativa il confronto prima della realizzazione di opere pubbliche. Occorrerà confrontarsi anche con l’Autorità regionale per la partecipazione per organizzare eventuali confronti con i cittadini. Infine porge i saluti della Commissione

La seduta si conclude alle ore 13.10

Il Vicepresidente Segretario   (Francesco Gazzetti)

Il Presidente   (Stefano Baccelli)

link al verbale

nostre considerazioni sul caso specifico : il consiglio regionale non riflette la volontà della popolazione, riflette più che altro la volontà dei gioiellieri di Arezzo padroni di Magma Energy Srl. Il confronto con la popolazione locale non c’è mai stato. A Casole D’Elsa è stata organizzata una consultazione popolare per chiedere alla popolazione cosa ne pensava in merito ed i cittadini votanti per il 93 % hanno detto NO. Nonostante questo, i dirigenti di Magma hanno detto in pubblico che finchè avessero avuto l’appoggio della Regione loro sarebbero andati avanti. L’ex senatore Stefano Boco in visita a Radicondoli è stato accolto dagli “increduli” residenti al grido di “buffone” https://www.youtube.com/watch?v=vezClQ9qPhU

 

 

Dove c’è geotermia non c’è democrazia. A cosa servono le audizioni della quarta commissione (2ª parte)

logo-4-comm

… Ore 10.00
5. Audizione del Comitato Montecastelli Viva Onlus in merito a due progetti per la geotermia in fase di autorizzazione al borgo medioevale di Montecastelli;
Ore 10.30
6. Informativa dell’Assessore Fratoni in merito alla geotermia;
Alle ore 10.05 il Presidente, accertata la presenza del numero legale, dà inizio alla seduta.
1. Comunicazioni del Presidente
Il Presidente Baccelli svolge le comunicazioni relative alle note di attuazione pervenute su atti di indirizzo del Consiglio regionale e corrispondenza varia. Fa presente che è pervenuta una richiesta di audizione da parte di Rete Geotermica S.r.l. Toscana e Magma Energy Italia S.r.l. in merito al progetto geotermico di Castelnuovo.
5. Audizione del Comitato Montecastelli Viva Onlus in merito a due progetti per la geotermia in fase di autorizzazione al borgo medioevale di Montecastelli
Il Presidente Baccelli saluta i rappresentanti del comitato presenti all’audizione. Fa presente che questa audizione si inserisce all’interno del percorso di approfondimento che la commissione sta effettuando sul tema della geotermia.
Margherita Bosio descrive brevemente le caratteristiche ambientali, paesaggistiche e socio/culturali dell’area dove dovrebbero essere realizzati i progetti di ricerca e sfruttamento della risorsa geotermica denominati “Progetto Mensano” e “Progetto pilota Castelnuovo”.
Claudio Bacci approfondisce alcune criticità tecniche relative ai progetti.
Chiara Mezzedimi effettua una analisi dei costi e benefici e illustra i vari elementi con alcune slide.
I rappresentanti del comitato ribadiscono la non compatibilità della vocazione rurale del territorio con progetti industriali. Esprimono dubbi sulle ricadute occupazionali. Rappresentano i timori della popolazione residente.
Alberto Ferrini richiama l’attenzione sul Comune di Castelnuovo che ha una forte caratterizzazione geotermica ma dove, in alcune porzioni di territorio come il borgo di Montecastelli, la geotermia non si è sviluppata e che ha assunto nel tempo una vocazione anche culturale di grande respiro.
Il Presidente Baccelli ritiene importante che si possa individuare delle aree non idonee alla geotermia.
Il Vicepresidente Giannarelli concorda e ritiene che sarebbe importante che la comunità di cittadini fosse coinvolta nelle scelte, anche con un referendum. Interviene quindi in merito alle politiche energetiche.
Il Consigliere Donzelli chiede cosa può fare la politica a questo punto dell’iter.
Il Consigliere Gazzetti ricorda che la commissione sta lavorando per approfondire il tema cercando di portare un contributo proprio in merito alle aree idonee o non idonee alla geotermia. Chiede alcuni chiarimenti.
Chiara Mezzedimi e Alberto Ferrini rispondono ai vari quesiti.
Si sviluppa una discussione sulla caratterizzazione tecnico o politica dei pareri della Regione sui procedimenti di valutazione ambientale strategica nella quale intervengono i Consiglieri Giannarelli, Donzelli e De Robertis.
Il Presidente Baccelli chiede all’ufficio legislativo un approfondimento. Ricorda la legge regionale 3 agosto 2016, n. 52 recentemente approvata e fa presente che la disciplina della conferenza dei servizi è di competenza statale.
Margherita Bosio e Claudio Bacci intervengono con alcune considerazioni e informazioni
Il Presidente Baccelli ringrazia e dichiara chiusa l’audizione.
Il Consigliere Donzelli fa presente di aver presentato una mozione in materia di edilizia scolastica che è stata erroneamente assegnata per l’esame ad un’altra commissione. Chiede di velocizzare i tempi per l’esame nella commissione competente.
6. Informativa dell’Assessore Fratoni in merito alla geotermia
Il Presidente Baccelli passa la parola al Consigliere Gazzetti, incaricato di lavorare ad una riformulazione delle mozioni all’esame della commissione in materia di geotermia.
Il Consigliere Gazzetti fa presente che si sta cercando di formulare una mozione che possa acquisire ampia condivisione. In relazione a questo lavoro sarebbe utile approfondire il tema delle aree idonee o non idonee alla geotermia, eventualmente da inserire nel PAER. Chiede all’assessore una riflessione sul tema.
L’Assessore Fratoni ricorda la legge regionale 3 agosto 2016, n. 52 recentemente approvata. Fa presente che la questione della risorsa geotermica è particolarmente complessa perché disciplinata sia da norme sull’energia da fonti rinnovabili che da norme sulle concessioni minerarie. Chiarisce che nel PAER le aree individuate come non idonee per alcune fonti di energia rinnovabile costituiscono per gli eventuali produttori una sorta di quadro conoscitivo, un riepilogo delle vincolistiche a tutela del paesaggio, dell’ambiente e della produzione agricola. Ricorda che un lavoro sulla possibilità di individuare aree non idonee alla coltivazione geotermica era stato fatto nella scorsa legislatura e potrebbe essere recuperato per una riflessione. Esprime alcune considerazioni in merito all’effettiva possibilità di vincolare attraverso la definizione di aree non idonee alla coltivazione geotermica. Ritiene che sia da sviluppare ulteriormente l’aspetto della pianificazione e programmazione. Potrebbero essere valutate, per renderle maggiormente cogenti, alcune indicazioni contenute nelle linee guida della Giunta regionale, approvate con deliberazione 1229/2015.
Il Consigliere Gazzetti chiede all’assessore la documentazione relativa alle ipotesi di individuazione delle aree non idonee elaborate nella scorsa legislatura.
Il Consigliere Fattori e il Vicepresidente Giannarelli chiedono alcuni chiarimenti in merito alla possibilità di introdurre dei vincoli.
L’Assessore Fratoni risponde che la definizione di aree non idonee non potrebbe impedire le perforazioni, data la normativa mineraria.
Il Vicepresidente Giannarelli ritiene che sarebbe importante far valere l’articolo 9 della Costituzione.
La Consigliera Meucci ricorda che la Regione Toscana ha l’integrazione paesaggistica del PIT come strumento fondamentale.
Il Presidente Baccelli ringrazia l’Assessore…

Nostre considerazioni: il pensiero della Fratoni è sbalorditivo. Secondo l’assessore all’Ambiente gli industriali geotermici potrebbero trivellare qualsiasi area, ad esempio anche Piazza della Signoria o Piazza del Campo, “data la normativa mineraria”.

Se questi sono gli assessori regionali siamo messi male.

https://www.dropbox.com/s/7og4a272gw3belw/verb2117.pdf?dl=0

Enrico Rossi e la propaganda a favore della geotermia elettrica

              

Enrico Rossi e la propaganda a favore della geotermia elettrica.
Scrivere articoli parlando bene della geotermia elettrica inquinante e speculativa paga.
Lucia Venturi è stata nominata presidente del Parco della Maremma.

La giornalista Lucia Venturi, fedele alla linea pro-geotermia di Enrico Rossi e tristemente famosa per via dei suoi articoli propagandistici pubblicati su greenreport.it  (partner: La Repubblica),
è stata premiata ancora una volta.

12.10.2016 – BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA – N. 41                 pag. 48
DECRETO 6 ottobre 2016, n. 146
Ente Parco regionale della Maremma. Nomina del Presidente.
… IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE
DECRETA
La Dott.ssa Lucia Venturi è nominata Presidente dell’Ente Parco regionale della Maremma.
Il Presidente
Enrico Rossi

p.s. il PD di Enrico Rossi, vista la dedizione della Venturi, a quanto pare ha deciso così.

Lucia Venturi
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