Archivio mensile:dicembre 2018

Enrico Rossi e Enel. Come spartire incentivi pubblici e compensazioni ambientali.

16 dicembre 2018

In alcuni nostri precedenti post avevamo accennato al famigerato “Accordo Generale sulla Geotermia” del 2007, firmato in primis dai due soggetti più interessati economicamente alla geotermia, Enel e Regione Toscana, e sottoscritto da 15 sindaci oltre a 8 presidenti di enti locali. In un passaggio di tale accordo si può leggere quanto segue:
“Articolo 5
1.
Enel individua nella Regione Toscana un partner privilegiato attraverso la cui collaborazione destinare, nel periodo 2008 – 2024, una ulteriore somma, stimabile in complessivi 250 milioni di Euro, a favore di attività di ricerca e di innovazione tecnologica
nel campo delle energie rinnovabili, nonché a favore degli interventi definiti prioritari dal successivo articolo 6, di programmi di cooperazione internazionale e di altre attività ed iniziative regionali.”

La Regione Toscana partner privilegiato di Enel? Considerando che per legge Enel già versa alla Regione i canoni di concessione e di ricerca, a cui si aggiungono 1,95 € per ogni MWh prodotto dalle centrali, complessivamente quanti soldi passa Enel annualmente al suo “partner privilegiato” Regione Toscana la cui collaborazione deve essere così preziosa? Proviamo a fare una stima per l’anno 2017 sommando i vari importi

Importo n. 1) Il DECRETO LEGISLATIVO 11 febbraio 2010, n. 22 all’art. 16 comma 4 lettera b stabilisce che in base alla produzione Enel deve versare al suo partner privilegiato:
“b) 0.195 centesimi euro per ogni kWh di energia elettrica prodotta nel campo geotermico, ancorche’ prodotta da impianti in funzione dal 31 dicembre 1980, alle Regioni nel cui territorio sono compresi i campi geotermici coltivati, proporzionalmente all’area delimitata dal titolo o dall’insieme dei titoli di coltivazione. “


Sapendo che i GWh elettrici geotermici prodotti nel 2017 sono stati circa 6103 (stima GSE) Enel per legge ha versato alla Regione: 11.900.850 € (undicimilioninovecentomilaottocentocinquanta/00 €).

Importi n. 2 e 3) sempre il DECRETO LEGISLATIVO 11 febbraio 2010, n. 22 all’art. 16 comma 1 e 2 stabilisce che ci sono due tipi di canone o contributo che Enel deve versare al suo partner privilegiato:
“Art. 16 Canoni e contributi
1. Il titolare di permesso di ricerca deve corrispondere all’autorita’ competente il canone annuo anticipato di euro 325 per ogni chilometro quadrato di superficie compresa nell’area di permesso.
2. Il titolare della concessione di coltivazione deve corrispondere all’autorita’ competente un canone annuo anticipato di euro 650 per chilometro quadrato di superficie compresa nell’area della concessione. “

Nel 2017 i permessi di ricerca Enel occupavano 953,23 kmq e i canoni rivalutati corrispondevano a 354,20 €/Kmq, risultano 331.258,47 € (trecentotrentunomiladuecentocinquattotto/47 €)

Le concessioni di coltivazione Enel nel 2017 occupavano come oggi 518 Kmq con canoni di 708,36 €/Kmq. La Regione per tali canoni ha incassato 366.974,41 € (trecentosessantaseimilanovecentosettantaquattro/41 €).

Importo n. 4) L’Accordo Generale sulla Geotermia del 20 dicembre 2007 all’art. 3 dice:
“Articolo 3
1.
Enel si impegna a corrispondere fino al 2024, a decorrere dal 2008 con riferimento alla produzione 2007, in aggiunta al contributo di cui all’articolo 17 comma 3, lett a) L 896/86 e successive modificazioni ed integrazioni, un corrispettivo annuo di circa 6,7 milioni di Euro.
Tale corrispettivo sarà calcolato negli anni in funzione della produzione complessiva, secondo il meccanismo di determinazione ed aggiornamento di cui allo stesso articolo 17 L. 896/86 e dell’articolo 7, comma 1/bis, L.R. 45/97, come modificata dalla L.R. 5/2004.”

Il dato è riferito al 2007, in realtà oggi dovrebbe essere leggermente superiore poiché c’è stata una rivalutazione. La Regione quindi, grazie a questo accordo, ha incassato minimo altri 6.700.000 € (seimilionisettecentomila/00 €)

Importo n. 5) Il botto finale. L’Accordo Generale sulla Geotermia dice all’art. 5 comma 1 e 2: (il comma 1 l’avete già letto ma lo ripetiamo)
“Articolo 5
1.
Enel individua nella Regione Toscana un partner privilegiato attraverso la cui collaborazione destinare, nel periodo 2008 – 2024, una ulteriore somma, stimabile in complessivi 250 milioni di Euro, a favore di attività di ricerca e di innovazione tecnologica nel campo delle energie rinnovabili, nonché a favore degli interventi definiti prioritari dal successivo articolo 6, di programmi di cooperazione internazionale e di altre attività ed iniziative regionali.

2.
A tal proposito le parti si danno atto che la somma di cui al comma precedente dovrà essere riferita, anziché ai 112 Mw oggetto del piano di investimento Enel, alla già ricordata previsione di sviluppo della potenza geotermica installata, pari a 200 Mw. Ciò significa considerare, per i primi 112 megawatt programmati, un valore di circa 140.000.000,00 Euro, da impiegare a favore degli interventi definiti prioritari dal successivo articolo 6, nonché attraverso la condivisione di piani pluriennali in materia di ricerca e di cooperazione internazionale, da attivare a seguito della installazione di nuova potenza geotermica. La parte residua, per i restanti 88 MW e pari ad un valore di 110.000.000,00 Euro, sarà stanziata in proporzione agli eventuali investimenti in incrementi di potenza che dovessero essere avviati da Enel nel periodo successivo alla realizzazione degli investimenti di cui al precedente articolo 2 comma 1.”

In soldoni per merito dell’art. 5 la Regione ha ricevuto da Enel 14 milioni all’anno per 10 anni, considerando solo i primi 112 MW programmati: 14.000.000 € (quattordicimilioni/00 €)

Come avrete capito il nostro calcolo è incompleto perché non abbiamo i dati dei MW che sono stati aggiunti dal 2010 in avanti. Per dare un’idea, nel 2012 ci sono state tre centrali rinnovate, nel 2013 quattro, nel 2015 è stata attivata la centrale ibrida a biomasse Cornia 2. Ogni MW aggiunto sono 1,25 milioni in più versati da Enel alla Regione, rateizzati fino al 2024. In teoria se Enel nel 2019 riuscisse a costruire e attivare una nuova centrale da 20 MW, la Regione aggiungerebbe agli incassi altri 25 milioni pagati in cinque comode rate da 5 milioni ciascuna.  In realtà le rate potrebbero essere in parte ribassate in quanto uno dei punti dell’accordo era che Enel avrebbe chiuso la madre di tutte le centrali inquinanti “Piancastagnaio 2” e i costi di smantellamento sarebbero stati scontati dall’importo totale. In Toscana il principio “chi inquina paga”, vale fino a un certo punto. Stesso sconto per le spese di ricerca i cui esiti sono poco chiari. Tutti soldi che in qualche modo ritornano ad Enel senza grandi pubblicità. Sorgono dubbi in questo senso sulla vendita al Cosvig, da parte di Enel, del laboratorio di Sesta (Radicondoli) dove vengono testati i bruciatori e le turbine a gas(!). Mentre il mondo va nella direzione delle fonti rinnovabili pulite la Regione decide di spendere milioni di euro per comprare da Enel un sito di seconda mano dove si studia come bruciare il gas (Sesta Lab).

C’è infine da ricordare, riguardo ai potenziamenti, una clausola dell’accordo che il partner privilegiato ha firmato. Tale clausola riguarda sicuramente la parte riservata ai Comuni, ma non è chiaro se riguardi anche la parte riservata alla Regione: gli importi delle compensazioni ambientali verranno versati ai Comuni geotermici solo se Enel riuscirà ad incassare i Certificati Verdi, il cui valore è molto superiore (nel 2016 valevano oltre 200 milioni).

Cominciate a capire perché Rossi e i sindaci geotermici si scaldano così tanto quando si parla di togliere gli incentivi alla geotermia? La posta in gioco è alta.

Proviamo a fare una stima della cifra totale annuale con i dati parziali che abbiamo raccolto senza considerare la quota riservata con l’art. 4 e per legge ai Comuni (7,2 + 7,8 M) :

11.900.850,00+
331.258,47+
366.974,41+
6.700.000,00+
14.000.000,00=
33.299.082,88  € (trentatremilioniduecentonovantanovemilaottantadue/88 €!!!)
dei quali una parte non meglio quantificata ritorna nelle mani di Enel per attività concordate con la Regione e una parte viene ridistribuita al Cosvig e ai Comuni.

Adesso si spiegano tante cose. Ma sorgono spontanee anche numerose domande. Chi ha mai visto un produttore di energia rinnovabile spendere così tanti soldi per farsi accettare dalla regione e dagli enti locali ospitanti? Sarà perché il territorio viene pesantemente compromesso dalle sue attività? Perché Enel continua a parlare di sostenibilità e poi spende tali cifre in compensazioni economiche, sociali e ambientali? Ma l’Arpat e l’Ars, che sono aziende regionali con vertici di nomina politica, devono per caso anch’esse comportarsi da “partner privilegiate” di Enel? E’ vero che Ars usa i soldi versati da Enel per produrre studi sulla salute della popolazione che vive nelle aree geotermiche inquinate da Enel stessa? Cosa dobbiamo aspettarci che dichiari in questi studi un dipendente Ars scelto da Enrico Rossi? Come possiamo fidarci? E la ricerca? Le università come si collocano da questo punto di vista? Qualche studio è stato commissionato e pagato anche a loro? Ma dove è stata spesa finora questa barcata di soldi quando i territori geotermici sono quello che sono?

Cercheremo di approfondire le varie questioni nei prossimi post.

By Difensori della Toscana     no copyright

 

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I comitati fanno informazione, i sindaci minacciano denunce (con i soldi degli altri?)

I comitati fanno informazione, i sindaci minacciano denunce (con i soldi degli altri?)
Ringalluzziti dal raduno pro centrali Enel di Larderello, ci vogliono portare in tribunale per “procurato allarme”. Peccato che gli stessi dati pubblici, gli scienziati e la magistratura si esprimano diversamente. Se questo è il confronto che vogliono lo faremo anche nei tribunali, ma -come fanno i comitati- che paghino le cause con i loro soldi e non con le casse pubbliche.
Il sindaco di Castelnuovo Valdicecina, Alberto Ferrini, afferma che sta lavorando con gli altri
sindaci per avviare iniziative legali “forti” al fine di impedirci di “strumentalizzare il tema della
salute pubblica” e invoca il reato di Procurato Allarme, scritto con lettere maiuscole per accentuare il suo pensiero, reato introdotto nel 1930 dal Codice Rocco, a cui tutti i democratici sono particolarmente legati. Lui parla di una “inesistente questione sanitaria” e chiude sollecitando gli altri sindaci: “dobbiamo intraprendere azioni legali anche insieme”, facendo intendere con i soldi della collettività.
Questi signori così disponibili alla libera espressione delle idee e al confronto civile di opinioni
anche molto differenti, debbono sapere diversi fatti, che di seguito elenchiamo, per evitare di
spendere inconsapevolmente e inutilmente soldi pubblici al solo fine di intimorire i loro avversari, perché potrebbero rispondere delle loro azioni personalmente davanti alla Corte dei Conti.
Questi i dieci fatti, che ci fanno sostenere che siamo in buona compagnia:
1- il CNR di Pisa, nel 2010, comparando i dati sanitari standardizzati, ha registrato un eccesso di
mortalità negli uomini del +13% tra i residenti dei Comuni geotermici, sia nei confronti dei   comuni limitrofi, sia nei confronti di quelli regionali, supposti pari a quelli attesi, collegandolo alle concentrazioni crescenti di diversi inquinanti emessi anche dalle centrali geotermiche e misurati nei vari comuni, come dimostra in modo chiarissimo l’Allegato 6 al suddetto Studio dal titolo significativo “Risultati statisticamente significativi delle analisi di correlazione geografica tra dati ambientalie dati sanitari” . Tali eccessi in diversi comuni raggiungono per i tumori negli uomini il + 30%. A pag.162 dello Studio, nel paragrafo 6.2, dal titolo significativo: “Considerazioni sui risultati delle analisi della Mortalità” si legge che: “Negli uomini la mortalità generale osservata nell’intera area geotermica mostra un eccesso statisticamente significativo rispetto sia al riferimento locale sia al riferimento generale”. ARS e ARPAT non hanno saputo fino ad oggi individuare le cause di tali eccessi e non hanno saputo spiegare come mai il precedente Studio dell’Istituto Superiore della Sanità (G.A. Zapponi in “Geotermia e risorse naturali”, 1996, ed. LARAS, Comune di Piancastagnaio) dimostra che tali eccessi negli anni ‘80 in Amiata non esistevano. I molti studi di carattere sanitario, commissionati dalla Regione allo scopo di tranquillizzare, non hanno trovato ad oggi nessuna relazione. Dall’ultimo aggiornamento dello Studio InVetta emerge che il 64% delle persone sottoposte alle analisi risulta avere almeno un metallo pesante superiore ai valori di riferimento SIVR. Ciò nonostante, in questi anni sono stati in molti, dal presidente Rossi a diversi Sindaci ad attribuire tali eccessi di mortalità agli stili di vita, all’alimentazione, all’alcol, al tabacco, a Venere…, ma, sia l’ARS, che l’ha dimostrato analiticamente, sia tutti i residenti sanno che gli stili di vita dagli anni ‘80 agli anni 2000 non si sono affatto modificati e non sono particolari; è solo aumentata la potenza installata delle centrali geotermiche.
2- l’ENEL Green Power ha già tentato di far condannare dal Tribunale di Grosseto in ambito civile un attivista di SOS Geotermia, accusato dalla stessa ENEL G.P. di aver scritto che le emissioni geotermiche in Amiata erano costituite da sostanze inquinanti, pericolose per la salute pubblica. Il Tribunale ha scagionato il nostro compagno e ha condannato l’ENEL Green Power a pagare tutte le spese processuali;
3- la Procura della Repubblica di Grosseto ha aperto un fascicolo di indagini, iscrivendo
l’Amministratore Delegato di ENEL Green Power, ing. Montemaggi, quale persona informata delle indagini a suo carico, per l’ipotesi di reato di emissioni fuori norma delle centrali di Bagnore di Santa Fiora. Il procedimento è in corso davanti al GIP;
4- il Prof Riccardo Basosi, nominato dal Ministro della Ricerca quale rappresentante italiano nel
Comitato di Horizon 2020, Programma della ricerca europea per le tecnologie energetiche, ha
scritto in QualEnergia, giugno 2015: “Dal punto di vista del potenziale di acidificazione (ACP),
l’impatto derivante dall’energia prodotta dalle centrali geotermoelettriche del Monte Amiata è in media 2,2 volte maggiore dell’impatto di una centrale a carbone di pari potenza elettrica. Il valore medio dell’ACP di Bagnore 3 è 4,3 volte più alto di una centrale a carbone e circa 35,6 volte più alto di una centrale a gas”. E’ a tutti noto che le centrali a carbone sono le centrali più inquinanti e pericolose per la salute pubblica;
5- La Risoluzione 8-00103, votata all’unanimità il 15 aprile 2015 dalle Commissioni parlamentari
VIII – Industria e Attività produttive (presidente On. Epifani) e X “Ambiente” (presidente On.
Realacci), chiede al Governo esattamente quello che questi sindaci stanno contestando, cioè di  “assumere iniziative per rivedere gli attuali meccanismi incentivanti garantiti al geotermico, in
quanto fonte rinnovabile, al fine di sostenere maggiormente quelle a minore impatto ambientale”, giustificando questo suo indirizzo, solo oggi in via di elaborazione al MISE, poiché ripetutamente sollecita che: “si tenga conto in particolare delle implicazioni che l’attività geotermica comporta relativamente al rischio di inquinamento delle falde, alla qualità dell’aria, all’induzione di micro sismicità”. Quelle due Commissioni avevano ascoltato in precedenti audizioni diversi scienziati;
6- il Parlamento Europeo ha segnalato la necessità di limitare i contributi pubblici alle tecnologie
geotermiche più inquinanti;
7- la maggioranza dei Comuni geotermici e Comuni confinanti, consultati dalla Regione Toscana al fine di definire quali siano le Aree Non Idonee alla geotermia del loro territorio, hanno deliberato che il 100% del proprio territorio NON è idoneo a sopportare impianti geotermici a media e alta entalpia. Tali Comuni alla data del 15.4.2018, sono ben 28 su 44, tra cui diversi Comuni definiti Geotermici. Sono tutti allarmisti?
8- la Regione Toscana, avendo ricevuto dal Parlamento italiano la delega a stabilire i limiti di
emissione per le centrali geotermoelettriche, ha ritenuto di fissare tali limiti con la Delibera di
Giunta Regionale n. 344/2010, ma nel riportare i limiti di emissione premette che “… tali valori
non costituiscono riferimenti per la tutela sanitaria, ma sono limiti tecnologici stabiliti sulla base
delle “migliori tecniche disponibili” e in relazione alle caratteristiche dei fluidi utilizzati”. Ciò
significa che il non superamento dei valori di emissione non garantisce affatto la tutela sanitaria;
9- nella stessa Delibera GR Toscana n. 344/2010 è scritto: “I livelli di emissione di ammoniaca
sono estremamente significativi e rappresentano per importanza, dopo l’agricoltura, la seconda
sorgente regionale di emissione per questo inquinante”. A pagina 33, paragrafo 3, si legge
relativamente alla ammoniaca: “La riduzione delle emissioni di questo inquinante è importante
soprattutto perché, tra l’altro, l’ammoniaca partecipa alla formazione della componente
inorganica del PM 10 secondario sotto forma di solfati e nitrati di ammonio”. A Pagina 37 si fa
notare: “come queste emissioni siano concentrate essenzialmente nell’area dell’Amiata, dove
l’emissione specifica di NH 3 per centrale è di circa 620 tonnellate [all’anno, n.d.r.] contro le 100
tonnellate nell’area tradizionale Val di Cornia, le 120 tonnellate nell’area Travale-Chiusdino e le
160 dell’area tradizionale Larderello. I dati mostrano chiaramente come le Centrali nell’area
Amiata presentino emissioni specifiche di ammoniaca decisamente superiori a quelle di tutte le
altre zone geotermiche. L’attuale tecnologia degli impianti geotermoelettrici non consente di
ridurre in maniera significativa le emissioni di ammoniaca. Lo stesso AMIS ha un effetto parziale
al momento non quantificabile rispetto all’emissione complessiva”.
A pag. 58: si delineano scenari riguardanti, tra le altre, le emissioni di mercurio e si afferma come “l’area amiatina rappresenta di gran lunga la maggior fonte di emissione di questo inquinante”;
10- nel parere con prescrizioni all’esercizio della centrale di Bagnore 4, a firma del dr. Spagnesi,
dirigente della USL, si legge “… Si precisa che per i valori totali degli elementi chimici tossici si
deve perseguire l’obiettivo di minimizzare la loro presenza sia in termini di concentrazione che di carico di massa. Gli attuali limiti di legge (Dlgs 152/2006 allegato 5 Tabella n.1) previsti per le
concentrazioni soglia di contaminazione (CSC) nel suolo, sottosuolo e acque sotterranee per la
destinazione d’uso di verde pubblico, privato e residenziale non devono essere considerati un limite auspicabile. Ciò che dobbiamo perseguire è la minimizzazione della contaminazione ambientale”.

Rattrista e fa indignare vedere come amministratori eletti per tutelare gli interessi e la salute dei
cittadini, i loro territori e l’ambiente, assumano posizioni antiscientifiche, antieconomiche e anche contro il buon senso, senza rendersi conto che la geotermia industriale, inquinante e speculativa, che porta alla monocoltura, è ormai alla fine; è solo questione di tempo. Prolungarne la vita solo grazie agli incentivi pagati sulle bollette serve solo a prolungarne l’agonia e fare ulteriori e gravi danni alla salute e ai territori.

SOS Geotermia, aderente alla Rete NoGESI