Archivio mensile:marzo 2013

Fotovoltaico: con migliaia di km di autostrade non serve occupare suolo fertile! Salviamo il paesaggio!

Fotovoltaico: con migliaia di km di autostrade non serve occupare suolo fertile!       salviamoilpaesaggio.it

20130326_barrierefotovoltaiche
Da più parti si sottolinea la necessità di un futuro energetico fondato sulle fonti rinnovabili come il fotovoltaico. Per risolvere un problema non se ne deve però creare un altro: quello del consumo di suolo agricolo. Questo è possibile come ci dimostra l’esempio virtuoso di una barriera autostradale fotovoltaica.
Colpisce senza dubbio l’attenzione degli automobilisti che transitano sull’Autostrada del Brennero la barriera antirumore fotovoltaica lunga più di un km realizzata in località Marano nel comune di Isera (TN).
Un’innovativa soluzione, la prima nel nostro Paese, che trasforma le necessarie ma spesso brutte barriere antirumore che costeggiano le numerose autostrade italiane in generatori di energia pulita: il rivestimento anteriore con pannelli fotovoltaici, verticali in basso e inclinati nella parte superiore per sfruttare l’irraggiamento migliore, può infatti garantire una produttività annuale di energia elettrica stimata in quasi 700.000 kWh. (continua a leggere su www.salviamoilpaesaggio.it)

Annunci

Centrali geotermiche, l’Enel chiama “esperti” Usa per far passare come “benefiche” le proprie iniziative industriali.

Americani in Toscana. Cosa non si fa per giustificare lo scempio       da www.contropiano.org

L’Enel chiama “esperti” Usa per far passare come “benefiche” le proprie iniziative contro l’ambiente. Una risposta allo statunitense Horne, probabilmente a corto di informazioni.
L’Enel, in evidente difficoltà nel giustificare la sua geotermia in Amiata, continua ad avvalersi di pareri di ‘esperti americani’ che, al di là delle loro indubitabili capacità, probabilmente non hanno mai messo piede sulla montagna e forse non ne conoscono la particolarità geologica e quello che succede in questa zona in concomitanza con l’attività delle centrali.
Un caso recente e lo studio del prof. Bates sugli abitanti dell’isola di Rototua, Nuova Zelanda (il prossimo dove, su marte?), costretti a vivere in un territorio vulcanico ricco di emissioni ‘naturali’; presentato dall’ARS a Firenze lo scorso anno con il solo scopo di minimizzare l’impatto delle centrali nostrane, sbandierando ai quattro venti che l’acido solfidrico, H2S, non fa male, ma, anzi, potrebbe aiutare nei casi di asma. Il Prof. Borgia risponde a Horne.
( continua la lettura su www.contropiano.org )

la geotermia e l’ambientalismo embedded, dal Blog “Beni Comuni Manciano”

la geotermia e l’ambientalismo embedded
Pubblicato il 14 marzo 2013 ( di Andrea Marciani )

In un articolo sul sito online Green-report (qui) a firma di Lucia Venturi, del circolo Legambiente di Rispescia, sulla geotermia in Amiata, l’autrice interviene per rassicurare ed appoggiare l’ENEL, nel bel mezzo di un’aspra campagna che oppone a questa azienda (ed all’apertura di una nuova centrale da 40Mw a Bagnore.) molti comitati ambientalisti locali Il titolo già dice tutto: Geotermia e acido solfidrico: l’odore è sgradevole, ma non nuoce alla salute. Anzi . Come dire: “Venite, gente, venite tutti a respirare acido solfidrico, perché fa bene alla salute“
da it.wikipedia.org/wiki/Acido_solfidrico: tossicità

Premesso che una associazione ambientalista, che da quella multinazionale percepisce congrue sponsorizzazioni, dovrebbe avere quantomeno il buon gusto di non produrre interventi in sua difesa, ci indigna la superficialità dell’intervento, che pilucca dagli studi scientifici citati, (In particolare quello su di una popolazione maori costretta a convivere con un vulcano attivo) solo quel poco che serve a scagionare l’ENEL da quel 13% di mortalità in eccesso registrata dallo studio ARS nei comuni geotermici dell’Amiata, ignorando tutto il resto.       ( continua la lettura su benicomunimanciano.wordpress.com )

EUROPA, UN MILIONE DI FIRME PER FERMARE LA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA, MANCA ANCORA LA TUA

petizione.europea.acquaL’iniziativa dei Cittadini Europei per chiedere alla Commissione Europea che le risorse idriche siano messe fuori dal mercato ed al riparo dai tentativi di privatizzazione ha superato il milione di firme.

È un risultato importante per contrastare la privatizzazione del servizio idrico voluta dalla Commissione Europea e rafforzare la battaglia per l’applicazione del referendum sull’acqua in Italia.
Per centrare l’obiettivo è necessario che in almeno 7 paesi si raggiunga la quota minima stabilita.
In Italia mancano 40 mila firme per raggiungere il quorum e 100 mila per contribuire a raddoppiare e raggiungere i due milioni complessivi entro il 22 marzo, giornata mondiale dell’acqua.
5 piccole azioni in 5 minuti per partecipare anche tu all’iniziativa:

1) Se non hai ancora firmato fallo al più presto cliccando qui
2) Se hai firmato convinci almeno altre due persone a farlo
3) Condividi sui social network la pagina www.acquapubblica.eu
4) Scarica qui la cover dell’ICE ed esponila sul tuo profilo facebook fino al 22 marzo
5) Diffondi la notizia via email a chi non è ancora informato

Aiutaci a trasformare l’acqua in un bene comune in tutta Europa.

http://www.acquapubblica.eu/