Archivio mensile:dicembre 2013

Una delegazione del Comitato Difensori della Toscana a Firenze per la presentazione ufficiale del nuovo piano paesaggistico della Regione

Progetto Mensano. Il Comitato Difensori della Toscana: “Chi l’ha vista? Cercasi pratica per vincoli paesaggisti scomparsa in Regione Toscana”.

Il 19 Dicembre una delegazione del Comitato a Firenze per la presentazione ufficiale del nuovo piano paesaggistico della Regione. Dubbi e timori.

IMG00392-20131219-1742QuiSiena.it       David Busato

Siena – Progetto Mensano. Il Comitato dei Difensori della Toscana continua a nutrire dubbi e perplessità sulla vicenda. Il 19 dicembre, infatti,  presso gli uffici della Regione Toscana in Piazza Unità a Firenze, una delegazione del comitato si è recata alla presentazione ufficiale del nuovo piano paesaggistico della Regione Toscana che verrà approvato nei prossimi mesi. Forte il sospetto nel Comitato di essere stati “snobbati”.

“Il 19 dicembre – affermano dal Comitato –  presso gli uffici della Regione Toscana in Piazza Unità 1 a Firenze, una delegazione del nostro comitato si è recata alla presentazione ufficiale del nuovo piano paesaggistico della Regione Toscana che verrà approvato nei prossimi mesi. La partecipazione all’evento si è resa necessaria per il timore, poi purtroppo confermato, che un’istanza di tutela del paesaggio, sottoscritta da diverse associazioni e tremila cittadini e presentata alcuni mesi prima agli uffici regionali, non fosse stata presa in considerazione. Il sospetto di essere stati “snobbati” era sorto vedendo che nessuno degli uffici regionali preposti rispondeva alle email inviate, nemmeno a quelle di posta certificata che notoriamente vengono protocollate”.  (continua la lettura su Qui Siena)

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lettera al Garante della comunicazione per la partecipazione nel governo del territorio in Toscana, terzo invio a vuoto


ovvero, vi garantiamo che quando la comunicazione non funziona, la partecipazione dei cittadini non c’è, il governo non riesce a rappresentare gli elettori, il territorio perde la sua identità e la Toscana procede nella sua involuzione [1].

16 dicembre 2013, terzo invio

(questo messaggio è già stato inviato in data 27 novembre 2013 a  massimo.morisi@regione.toscana.it,
e in data 8 dicembre 2013 a regionetoscana@postacert.toscana.it , siamo ancora in attesa di risposta)

Egregio Prof. Massimo Morisi,
Garante della comunicazione per la partecipazione nel governo del territorio in Toscana.

Buongiorno,
La informiamo che in data 11 febbraio 2013I Cittadini della Toscana, dell’Italia e del Mondo”, il “Comitato Difensori della Toscana, l’AssociazioneCasolenostra, l’AssociazioneEcomuseo Borgo La Selva e “WWF Siena”, raccogliendo circa 3000 firme, hanno presentato
richiesta di
attivazione della Procedura di Dichiarazione di notevole interesse pubblico (art. 136 e succ. D.Lgs. n. 42 del 22 gennaio 2004) del paesaggio di Casole d’Elsa-Monteguidi-Mensano-Radicondoli (SI).

Tale richiesta è stata ufficialmente sostenuta con atto proprio dal FAI – Fondo Ambiente Italiano, che per statuto svolge attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni di interesse artistico, storico e paesaggistico di cui al D. Lgs. 22 gennaio 2004, n.42.

A tale proposito, si segnala che in passato, in data 10 gennaio 2008, la Sezione senese di Italia Nostra ha richiesto l’attivazione di una
procedura di apposizione di vincolo
per le aree situate nel Comune di Casole d’Elsa.
Il 18 gennaio 2008 ha ricevuto positiva risposta da parte dell’allora Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana Mario Lolli Ghetti che sollecitava la Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio delle province di Siena e di Grosseto, e alla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana , ad esprimere le proprie motivate valutazioni in merito alla richiesta.
Il 29 ottobre 2012 , la Sezione senese di Italia Nostra, constatando la perdurante inerzia da parte delle Soprintendenze contattate dal Direttore Regionale Lolli Ghetti, ha inoltrato una nota di “sollecito” alla Soprintendenza di Siena e alla Direzione Regionale di Firenze, per conoscere se era stata avviata l’istruttoria sulla procedura di apposizione di vincolo per le aree situate nel Comune di Casole d’Elsa; tale lettera è rimasta senza risposta.

Le chiediamo gentilmente se la nostra richiesta ha trovato attenzione nel Piano Paesaggistico in fase di redazione o in altri atti della Regione.

In attesa di un Suo gradito riscontro, ringraziando per l’attenzione,
porgiamo distinti saluti

per il “Comitato Difensori della Toscana”
La presidente    Marina  Sartor

Associazione Italia Nostra Siena
La presidente   Lucilla Tozzi

Associazione “Casolenostra”
Il presidente    Dario Conte

Associazione “Ecomuseo Borgo La Selva”
La presidente  Scilla Sonnino

Associazione “WWF Siena”
Il referente WWF Siena Tommaso Addabbo


[1] l’involuzione identifica, in contrapposizione all’evoluzione, un processo di riduzione ed atrofizzazione di alcune parti vitali o sostanziali che producono un fenomeno inarrestabile di decadimento e regresso con riferimento anche alla vita culturale ed economica di una popolazione. torna all’inizio

Invito alla presentazione del Piano paesaggistico della Regione Toscana , 19 dicembre 2013

www.greenreport.it/eventi
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Ai cittadini, alle associazioni e ai comitati di cittadini della Toscana interessati alle tematiche territoriali e paesaggistiche

Firenze, Regione Toscana, Uffici del Piano paesaggistico, Piazza dell’Unità 1 (primo piano, sala riunioni n. 114) 19 dicembre 2013, ore 15.

Con la presente, d’accordo con l’Assessore Anna Marson, ho il piacere di invitarvi alla presentazione del Piano paesaggistico della Regione Toscana nella sua formulazione conclusiva prima che la Giunta della Regione lo esamini e ne deliberi la conseguente trasmissione al Consiglio regionale ai fini della sua adozione.

L’incontro, durante il quale l’Assessore Marson, con l’ausilio dei tecnici della Regione, illustrerà il piano e la sua disciplina, avrà luogo il 19 dicembre con inizio alle ore 15.00 presso gli Uffici del Piano paesaggistico, Piazza dell’Unità Italiana 1, (primo piano, sala riunioni, n. 114)

Auspicando di poter contare sulla Vostra presenza e sul Vostro contributo alla discussione, prego gradire molti cordiali saluti.

di Massimo Morisi, garante regionale della comunicazione

Casolenostra: “Sempre più Ingarbugliata la questione geotermica”

SASSO_21 L’acquisizione del 55% della Magma Energy Italia da parte della società Graziella Green Power solleva interrogativi che complicano il quadro del futuro economico di quest’area.La preoccupazione dei cittadini di Casole d’Elsa e dei comuni interessati dalle prospezioni della Magma-Graziella Green Power è una preoccupazione palpabile. Preoccupazione per i posti di lavoro, per la salute, per l’inquinamento acustico, per l’economia del turismo, per la salvaguardia del paesaggio, che si legge nelle decine di osservazioni presentate alla Regione Toscana e dall’impressionante partecipazione popolare alle assemblee, alle iniziative associative e alla raccolta di firme per i vincoli paesaggistici.Eppure, seguendo la linea strategica della Magma Energy che dal giugno 2011 non ha ancora degnato di una risposta i cittadini che avevano pubblicato una lettera aperta a Ross Beaty, la società Graziella Green Power non ha emesso alcun comunicato a proposito dell’acquisizione, né ha informato cittadini e associazioni di quali saranno o le conseguenze del nuovo assetto societario. Nel silenzio dell’informazione la preoccupazione dei cittadini aumenta. Se infatti ora la Magma possiede solo il 45% della società, si può immaginare che le decisioni verranno prese dalla Graziella Green Power. Tuttavia il …         (continua la lettura su gonews)

Geotermia: le osservazioni che il comitato Difensori della Toscana ha inviato alla Regione, alle province ed ai comuni


Premessa
Con nota del 23 luglio 2010 (prot. 197044/L.60.20.10), la Soc. Magma Energy Italia S.r.l., ha richiesto alla Regione Toscana il rilascio di Permesso di ricerca di risorse geotermiche denominato “Mensano”, che riguarda complessivamente un’area di 215.26 kmq nel territorio provinciale di Pisa e Siena nei Comuni di Casole d’Elsa, Colle Val d’Elsa, Radicondoli, Volterra, Castelnuovo Val di Cecina, San Gimignano.
 Il Permesso di ricerca “Mensano”, come da dichiarazione contenuta nella “Relazione tecnica al programma lavori e Progetto Preliminare” (di seguito citati come “Relazione Tecnica 2010”), presentato da Magma Energy Italia S.r.l. nel 2010 all’atto dell’istanza di Permesso di ricerca (pag. 8), è relativo ad un sistema geotermico ad alta entalpia (oltre i 150°C) (potenza erogabile complessiva di almeno 20 MW termici alla temperatura convenzionale dei reflui di 15 gradi centigradi) e quindi da considerarsi di interesse nazionale (e quindi patrimonio indisponibile dello Stato).
Ipotesi di sviluppo (successiva istanza di Concessione di Coltivazione):
presenza di due potenziali livelli produttivi, rispettivamente,
– a profondità tra 1000-2000 m con temperatura attesa pari a 150 °C
– a profondità tra 2800-3000 m con temperatura attesa pari a 200 °C.
installazione di 50-80 MW.
 In data 23 luglio 2010 Magma Energy Italia S.r.l. ha depositato, al competente Settore VIA Regionale, istanza di attivazione della procedura di Verifica di assoggettabilità a VIA , ai sensi dell’art. 48 della L.R. 10/10, per il progetto delle attività di ricerca di fluidi geotermici denominato “Mensano”, nei Comuni di Casole d’Elsa (SI), Colle Val d’Elsa (SI), Radicondoli (SI), Volterra (PI), Castelnuovo Val di Cecina (PI) e San Gimignano (SI), trasmettendo i relativi elaborati progettuali ed ambientali ( continua la lettura delle osservazioni )

Cronache da un paesaggio motore di sviluppo, di Guido Ferrara

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Cronache da un paesaggio motore di sviluppo

di Guido Ferrara

Nel dibattito promosso a Casole d’Elsa il 23 novembre 2013 dal Comitato dei Difensori della Toscana riguardo al futuro del territorio, due schieramenti ben precisi hanno sostenuto le loro ragioni: da un lato un progetto industriale – quello della Magma Energy Italia – che si propone di vendere all’esterno sotto forma di energia proprio le risorse del sottosuolo richiamate nel suo nome, e dall’altro quello degli abitanti e dei proprietari dei suoli, delle ville, dei castelli, delle case coloniche, dei centri storici, in cui attualmente si realizzano fino a 140.000 presenze turistiche, che dichiarano la loro aperta ostilità ad un modello industriale che non ha alcun rapporto stabile con i bisogni del luogo. Il dibattito ha dimostrato senza ombra di dubbio che si tratta di un clamoroso conflitto di interessi, di obiettivi e di intenzioni: il primo progetto[1] propone quanto è stato realizzato finora nel mondo solo in luoghi desertici e privi di risorse ambientali alternative; il secondo esprime l’esigenza di un fermo presidio di quanto già realizzato su un territorio agricolo ad alta valenza ambientale, dove si vende con successo e in modo integrato, oltre al foraggio, al miele, al vino e all’olio, anche cultura, benessere, silenzio, bellezza e salute, e dove agricoltura, escursionismo, agriturismo, ricettività, ristorazione di pregio, caccia sono le modalità produttive consolidate da circa un trentennio.

Nel mezzo fra i contendenti si è levata la voce del Sindaco Pii, che da un lato si è impegnato a dirsi solidale con la causa dei suoi concittadini e dall’altro ha rivolto critiche invero curiose alla richiesta del Comitato Difensori della Toscana con l’insolita sottoscrizione di oltre 3000 firme per richiedere su questo territorio di qualità il riconoscimento ufficiale da parte della Regione Toscana, in quanto paesaggio d’eccezione, ovvero del fondamentale motore di sviluppo, necessariamente da tutelare secondo gli ordinamenti vigenti.

L’Assemblea ha conclamato un appello alla necessità di mantenere viva a Casole la “filiera corta” del rapporto fra risorse ed economia, che è il segreto del successo delle imprese locali diffuse sul territorio, con le cifre da capogiro che il Sindaco ha riferito sui redditi che ne sono scaturiti e sugli investimenti effettuati dai detentori dei beni, la maggioranza dei quali era presente nella sala strapiena.

Due concezioni dove da un lato l’unica rassicurazione che veniva fornita con certezza dal Dr. Batini, Amministratore Delegato della Magma, è stata quella che le previste centrali a ciclo binario “della dimensione di mezzo campo di calcio o al massimo di un campo di calcio” non sarebbero state ovviamente ubicate nella piazza di Casole (anche perché non c’entrano) e dall’altro l’espressione di un secco no ad accettarle in un territorio produttivo grazie al bello, all’utile e all’eccellenza dei suoi prodotti.

E allora ecco il Sindaco che dà tutta la responsabilità agli assenti, ovvero in primis alla Regione Toscana, e ai comuni vicini, colpevoli di aver ospitato da decenni una geotermia di rapina, i cui riflessi inquinanti interessano di arsenico e di boro le falde e le acque del fiume Cecina che arrivano fino all’isola d’Elba, entro cui è impossibile trovare alcuna compatibilità con il modello d’uso messo in atto a Casole. Si tratta di una presa di posizione che dovrà ovviamente essere approfondita nel prossimo futuro, sia a livello politico che istituzionale.

La domanda quindi è: chi vincerà in questa sfida fra un Golia multinazionale, che si dichiara poco informato sulla natura dei gioielli che il paesaggio mette a disposizione dell’economia locale, e un esercito di David che difendono le proprie case e il modello di produzione finora adottato e che ha assunto il paesaggio come proprio retroterra e bandiera ?

L’unica cosa certa, per ora, è che l’Assemblea di Casole d’Elsa del 23 novembre ha fatto sentire il suono delle sue campane, forte e chiaro, mentre la Magma procederà a scavare tre pozzi nel suolo per cercare il calore di cui ha bisogno per alimentare il proprio business. Si tratta di un primo risultato concreto, che invita in particolare tutte le Autorità competenti, compresi amministratori ed eletti, ad una riflessione sulle loro funzioni e sul loro futuro.


[1] Che va sotto il nome di “Mensano”, per la verità del tutto impropriamente per un progetto geotermico, perché è lo stesso centro storico che perfino Leonardo conosceva per la sua rilevanza culturale e ambientale.