Archivio mensile:febbraio 2016

Da Sorano riparte la lotta in Toscana contro ogni tipo di geotermia

1000.fiori Il 21 febbraio scorso i comitati si incontrano e rilanciano le iniziative in tutta la regione: che 100 fiori sboccino…

Tanti i comitati presenti all’incontro di Sorano del 21 febbraio, dai comitati storici a quelli più recenti, nati soprattutto dopo il disvelamento dei tanti progetti delle nuove centrali a media entalpia che ormai coinvolgono tutto il territorio regionale.
Si è fatto il punto sulle diverse realtà, dalla ormai insopportabile geotermia Enel del monte Amiata ai progetti della media entalpia figli del piano Berlusconi-Scajola, ma fatti propri dal governatore Rossi che per la Toscana ha deciso di puntare solo e soltanto sulla geotermia (il solare sta praticamente scomparendo) nonostante abbia già raggiunto le quote prefissate di rinnovabile e nonostante che ormai è appurato che siamo in sovrapproduzione di energia, tanto che Enel, lentamente, inizia la dismissione delle centrali a combustibili fossili.
A pensar male si potrebbe dedurre che non sia il reale bisogno di energia che muove la regione Toscana a sostenere un piano abnorme di geotermia, ma, più prosaicamente, tutta la partita degli incentivi, ancor più sostanziosi di quelli di cui gode l’Enel, che ruota attorno alle centrali a media entalpia, sperimentali e non.
Per questo i Comitati riuniti a Sorano rilanciano la sfida a tutto campo, sia per informare e coinvolgere tutti i cittadini toscani e sia per andare a contrastare direttamente la politica energetica di Rossi, nonostante sempre più sindaci siano contrari al suo piano.
E’ in preparazione un’iniziativa a Firenze, al consiglio regionale, dove i Comitati porteranno le ragioni di territori e coinvolgeranno scienziati, tecnici, politici e giornalisti; si chiederà conto agli amministratori regionali e alle forze politiche presenti in consiglio di pronunciarsi e sostenere la battaglia contro la geotermia speculativa e inquinante. L’iniziativa si terrà tra marzo ed aprile in base alle disponibilità dei Comitati e degli invitati; daremo conto del programma appena possibile.
In tutti i territori invece i Comitati sono mobilitati ad organizzare più iniziative possibili per giungere alla giornata regionale “100 fiori contro la geotermia”, una giornata di lotta e di festa in cui in tanti paesi e campagne della Toscana, in contemporanea, si terranno incontri, assemblee, feste, concerti, volantinaggi, riunioni conviviali, all’insegna della lotta e della gioia, in difesa del paesaggio, dell’ambiente, delle specialità enogastronomiche, della cultura e di un diverso sviluppo e valorizzazione della Toscana e per ribadire “basta altra geotermia in Toscana, moratoria subito” .
Succederà il 24 aprile ed a breve sarà disponibile il programma.
Sarà una primavera che vedrà la ripresa e il rilancio delle mobilitazioni e che non si esaurisce con il 24 aprile, ma continuerà sia a livello istituzionale – ricordiamo che il Governo è in ritardo di mesi sulle “linee guida” e che la Regione nel frattempo procede come se nulla fosse – e sia nei territori con le specifiche battaglie, i ricorsi, l’informazione diffusa, le feste, come a Monticello Amiata dove il 3 luglio ci sarà una giornata di mobilitazione e di festa.

Assemblea dei comitati contro la geotermia di Toscana, Umbria e Lazio aderenti alla Rete nazionale NoGesi

Annunci

Centrale geotermica sperimentale Lucignano… ovvero “Con il TAR a volte ritornano”

avolteritornano  articolo pubblicato su www.pisorno.it

Siamo rimasti senza parole quando aprendo la pagina web del MISE (Ministero dello Sviluppo Economico) abbiamo trovato ancora una volta quel nome in elenco… Lucignano.
 http://unmig.mise.gov.it/unmig/info/impianti_pilota.asp

L’impressione che ci è rimasta dopo gli ultimi eventi riguardanti la geotermia è che regna una gran confusione. Ora sullo stesso fazzoletto di terra a un passo dell’abitato di Radicondoli si sono sovrapposti due permessi di ricerca geotermica, “Serracona” e “Lucignano”. Cosa succederà adesso? Due società concorrenti (Graziella Green Power e Lucignano Pilot Project) faranno a gomitate per piazzare la prima trivella? Una cosa che non si era mai vista prima.

Il 22 settembre 2015 i cittadini di Radicondoli si erano riuniti in assemblea con il sindaco Emiliano Bravi presso il teatro dei Risorti per discutere del problema e in centinaia avevano poi preparato e inviato osservazioni scritte per opporsi al progetto Lucignano. Il sindaco in quell’occasione li aveva rassicurati dando per probabile la bocciatura definitiva del progetto. Ma purtroppo così non è stato… ora i progetti sono addirittura due.

… ma che sta succedendo al Ministero?

Viene bocciato (rigettato) un permesso per una centrale, ignorato il ricorso al TAR e viene riassegnata immediatamente l’area ad un’altra società senza attendere il giudizio del tribunale amministrativo che come facilmente si poteva prevedere rimette tutto in discussione.

Una cosa è certa, procedure importanti per l’ambiente che vengono monitorate con estrema attenzione dai cittadini, vengono portate avanti dai funzionari ministeriali in modo troppo approssimativo: notiamo tra l’altro che nella tabella relativa al progetto Lucignano appare “annullamento del provvedimento di rigetto dell’istanza denominata “CUMA” … troppi provvedimenti annullati su una lista che vede solo dieci progetti pilota in tutta Italia.

http://unmig.mise.gov.it/unmig/istanze/dettaglio_pilota.asp?cod=615&numerofasi=4

Una considerazione finale: l’ambiente riguarda tutti noi, come possiamo ancora fidarci?

ordinanza TAR: https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=7SHMIYHU7HQVQT23TWRUXSCX3E&q=

Convegno “buona geotermia” ad Abbadia: un boomerang per il sindaco Tondi e i venditori di centrali

Fabio Roggiolani (ToscoGeo-Graziella Green Power)

Fabio Roggiolani (ToscoGeo – Graziella Green Power)

Sos Geotermia e Movimento di Cittadinanza rompono le uova nel paniere ai promotori del convegno, il 29 e 30 gennaio. Anche Marras, ospite annunciato, si defila…

La mobilitazione di Sos Geotermia e del Movimento di Cittadinanza di Abbadia San Salvatore è stata una iniziativa coraggiosa, dimostratasi utile e positiva in occasione della due giorni promossa dal sindaco Fabrizio Tondi e dalle associazioni Giga, Free Coordinamento e Ecofuturo per presentare la “Carta della buona geotermia”; l’obiettivo degli organizzatori era quello di informare la cittadinanza, il cui territorio non detiene alcun impianto geotermico, sulla media entalpia e sulle centrali a ciclo binario, proposte da Sorgenia Geothermal e da Tosco Geo, le due società a caccia di incentivi pubblici, che anche in questo comune hanno ottenuto le autorizzazioni regionali a fare ricerca per realizzare nuove centrali.

La scelta degli organizzatori di presentarsi in maniera democratica e dialogante, invitando anche i comitati al convegno, non crediamo abbia dato loro i risultati sperati.
Infatti i membri di SOS Geotermia e i componenti del Movimento di Cittadinanza sono intervenuti sia all’interno del convegno con due relazioni, sia all’esterno attraverso iniziative di contro-informazione, con un massiccio volantinaggio e la esposizione di cartelloni per le intere due giornate.
Già il consigliere regionale e capogruppo del PD, nonché ex presidente della provincia di Grosseto, Marras, che pure era annunciato come uno tra gli invitati “di peso”, ha preferito dare forfait, non sappiamo se per motivi personali o perché in effetti il palcoscenico poteva diventare – come poi è stato – bersaglio delle critiche di comitati e cittadini.
Chiara la posizione dei comitati intervenuti: “Basta altre centrali in Amiata e moratoria delle esistenti”, posizione ribadita sia all’interno del convegno che nelle strade. “Non si può aggiungere altra geotermia se non si eliminano prima le cause dell’eccesso di mortalità” e “se non si ripristinano le condizioni sanitarie di una legalità costituzionale violata nel silenzio dei sindaci, responsabili della salute pubblica” ha detto chiaramente Roberto Barocci (SOS Geotermia), citando i dati degli studi Ars 2010 e 2012 che indicano un eccesso statisticamente significativo per tutti i tumori intorno al + 30% in diversi comuni geotermici dell’Amiata.
Ha poi citato le emissioni climalteranti delle centrali geotermiche Enel, che lo studioso Basosi ha recentemente equiparato a quelle delle centrali a carbone, di cui ha quantificato – solo per l’ammoniaca – un danno sanitario di diverse centinaia di milioni all’anno, denunciando infine la scelta recentemente effettuata dalla Regione Toscana di aggiungere altri 225 MW di centrali geotermiche che rischiano di trasformare l’Amiata e le colline della Maremma in un settore industriale monocolturale, che esclude ogni altra attività.
Un sicuro deterrente per fermare questa corsa sfrenata ‘all’oro geotermico’ dovrebbe essere quello di eliminare gli incentivi di cui gode la geotermia a prescindere dai danni e rischi che comporta, così si è espresso Velio Arezzini di Sos Geotermia, aggiungendo che non si può attendere il 2024 (anno di scadenza delle concessioni Enel), in tale drammatica situazione per salute, ambiente, acqua, sismicità, subsidenza, etc. Serve una moratoria subito. Ed è anche necessario riappropriarsi della democrazia, affinché le decisioni sul territorio non vengano mai più calate dall’alto!

Gli studenti presenti in sala hanno manifestato un vivo apprezzamento agli interventi di Sos Geotermia e molti cittadini si sono fermati all’esterno per esprimere il loro parere critico alle intenzioni manifestate dal Sindaco Tondi. Anche molti dei tecnici e dei ricercatori universitari, che si sono alternati nella due giorni, hanno dovuto rispondere alle critiche dei manifestanti, confermando che le centrali esistenti sono fonte di seri pericoli da eliminare, che la risorsa non è rinnovabile e che i rischi per l’acquifero sono reali, perché “la geotermia senza acqua non si fa”.

Ovviamente gli organizzatori del convegno hanno tentato di fare buon viso a cattivo gioco nel tentativo di differenziare la geotermia in cattiva (Enel) e buona (la loro), dichiarandosi addirittura disponibili a “muoversi nei confronti della Regione Toscana, perché le centrali esistenti vengano riconvertite” (Roggiolani). Una presa d’atto pubblica rispetto alle centrali inquinanti e pericolose di Enel, di cui staremo a vedere gli esiti, affinché non sia stata una boutade, solo per ingraziarsi una platea critica e attenta.

Più che una lode alla “buona” geotermia – che presenta comunque le sue criticità – la due giorni si è trasformata in una chiara denuncia della insostenibilità della geotermia in Amiata che – come peraltro asserito da quasi tutti i sindaci della montagna – non può sopportare ulteriori altre centrali, e che invece richiede, per Sos Geotermia e per il Movimento di Cittadinanza, la dismissione di quelle esistenti prima di iniziare a discutere di ogni e qualsiasi altro impiego della risorsa geotermica.

Sos Geotermia e Movimento di Cittadinanza di Abbadia San Salvatore