Archivio mensile:agosto 2017

Siccità e geotermia, i diritti delle generazioni future

L’acqua scorre verso il basso. Più si estraggono fluidi dal sottosuolo profondo più si abbassano i livelli delle acque sotterranee e superficiali soprastanti ai punti di prelievo. Ma se si arriva al punto in cui le risorse idriche diventano insufficienti per il consumo umano cosa succede?
Non è notizia di oggi, ma è stato calcolato più di 20 anni fa che la ricarica naturale del campo geotermico sfruttato dal gruppo di centrali insediate nella zona di Larderello, Radicondoli e dintorni prosciuga ogni anno il bacino del Cecina di qualcosa come 8 milioni di metri cubi di acqua (fonti, arpat1, arpat2). Le centrali sfruttano il vapore acqueo per produrre corrente e di questo vapore solo una parte (circa un terzo) viene recuperata a fine ciclo per essere reiniettata nel sottosuolo. Il grosso (circa due terzi) viene utilizzato per far funzionare le torri di raffreddamento evaporative. Quindi milioni di metri cubi di acqua vengono fatti sparire nel cielo sotto forma di vapore. Diventeranno nuvole e ripioveranno in qualche altra regione del mondo più fortunata di noi.
Inutile ricordare che il discorso vale per tutte le centrali Enel, comprese quelle in costruzione (progetto centrale Monterotondo 2, pag. 18) : L’acqua derivante dalla condensazione del vapore geotermico in parte evapora nella torre di raffreddamento (il 70-80%%, corrispondente a circa 90-105 t/h); la parte restante (il 20-30%, pari a circa 25-40 t/h) è inviata ai pozzi di reiniezione mediante appositi acquedotti.
Alle altre regioni del mondo regaliamo la nostra acqua, a noi resta il problema della siccità. A Pomarance e Volterra vengono spesi soldi pubblici per portare l’acqua con le autobotti o per farla arrivare, mediante stazioni di pompaggio, da decine di chilometri di distanza. La bolletta della corrente necessaria per far funzionare le pompe elettriche potremo sempre pagarla a chi l’acqua l’ha fatta sparire. Se non ci fossero state le centrali avremmo avuto a disposizione milioni di metri cubi di acqua in più e le portate dei fiumi, dei pozzi e delle sorgenti sarebbero state un’altra cosa.

Ma cosa dice la legge?
Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152  Norme in materia ambientale
(G.U. n. 88 del 14 aprile 2006)
144. Tutela e uso delle risorse idriche
1. Tutte le acque superficiali e sotterranee, ancorché non estratte dal sottosuolo, appartengono al demanio dello Stato.
2. Le acque costituiscono una risorsa che va tutelata ed utilizzata secondo criteri di solidarietà; qualsiasi loro uso è effettuato salvaguardando le aspettative ed i diritti delle generazioni future a fruire di un integro patrimonio ambientale.
3. La disciplina degli usi delle acque è finalizzata alla loro razionalizzazione, allo scopo di evitare gli sprechi e di favorire il rinnovo delle risorse, di non pregiudicare il patrimonio idrico, la vivibilità dell’ambiente, l’agricoltura, la piscicoltura, la fauna e la flora acquatiche, i processi geomorfologici e gli equilibri idrologici.
4. Gli usi diversi dal consumo umano sono consentiti nei limiti nei quali le risorse idriche siano sufficienti e a condizione che non ne pregiudichino la qualità.

La legge dice cose giuste, peccato che non venga applicata. Oltretutto la Regione insiste nel riproporre e favorire la geotermia industriale speculativa ed inquinante ignorando le proteste dei cittadini. Sapremo chi non votare la prossima volta.

By Difensori della Toscana

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