Parlamento europeo: passano gli emendamenti contro la geotermia inquinante

17-01-2018, Strasburgo

Per prima cosa desideriamo ringraziare tutte le persone che hanno firmato il recente appello di Dario Tamburrano che è stato da noi ripreso e direttamente inviato agli europarlamentari. Ci sono buone notizie dal Parlamento Europeo. Nella seduta plenaria odierna venivano affrontati diversi argomenti riguardanti le nuove normative comunitarie sulle energie rinnovabili e per quanto riguarda la geotermia venivano messi al voto due importanti emendamenti in difesa dei cittadini e dell’ambiente di cui riportiamo per comodità i relativi testi tradotti in italiano:

“AM 37/1
A seconda delle caratteristiche geologiche di una determinata zona, la produzione di energia geotermica può generare gas a effetto serra e altre sostanze dai liquidi sotterranei e da altre formazioni geologiche del sottosuolo. Gli investimenti dovrebbero essere mirati esclusivamente alla produzione di energia geotermica a basso impatto ambientale, con conseguente risparmio di gas a effetto serra rispetto alle fonti tradizionali.”

“AM 37/2
Pertanto, la Commissione dovrebbe valutare, entro dicembre 2018, se vi sia la necessità di una proposta legislativa intesa a regolamentare le emissioni, da parte delle centrali geotermiche, di tutte le sostanze, tra cui il CO2 , che sono nocive per la salute e ambiente, sia nelle fasi esplorative che in quelle operative.”

Abbiamo la conferma che i due emendamenti sono passati. Per il primo non ci sono stati problemi. Per il secondo (il 37/2) c’è stato un tentativo di affossamento, per nostra fortuna andato a vuoto, da parte di diversi eurodeputati. Abbiamo redatto la lista degli italiani che hanno votato contro l’emendamento e la pubblichiamo sotto. Purtroppo tra chi dovrebbe rappresentarci in Europa c’è questa gente.

Bonafè, Bresso, Briano, Caputo, Chinnici, Costa, Danti, De Castro, De Monte, Giuffrida, Gualtieri, Kyenge, Morgano, Mosca, Picierno, Sassoli, Toia, Zoffoli (S&D, Gruppo dell’Alleanza progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) eletti col Partito Democratico

Gardini, La Via, Martusciello, Matera, Mussolini, Pogliese, Salini (PPE, Gruppo del Partito popolare europeo – Democratici cristiani) eletti con Forza Italia

Bizzotto, Borghezio (ENF, Gruppo Europa delle Nazioni e della Libertà) eletti con la Lega Nord

Sernagiotto (ECR, Gruppo dei Conservatori e Riformisti europei)

by Difensori della Toscana

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Geotermia elettrica: aderisci all’appello inviato ai deputati europei

Per aderire all’appello clicca sulla foto , si aprirà un modulo da compilare ed inviare entro le ore 13.00 del 16-01-2018! (oppure compila il modulo che appare a fine articolo)

segue articolo de ilcittadinoonline.it

Geotermia elettrica: appello in Europa
Data: 14 gennaio 2018 15:01
in: Ambiente
Sostegno della Rete NoGESI alla richiesta fatta ai parlamentari europei

VITERBO. Abbiamo sempre sostenuto che quando si parla di geotermia elettrica non si può mai generalizzare, come invece è stato fatto in sede legislativa nazionale ed Europea, ma tutto deve essere analizzato e valutato rispetto alle peculiarità dei territori, poiché a differenza di altre fonti energetiche, il cui impatto ambientale è definibile e spesso indipendente dal territorio, in ambito geotermico esso varia notevolmente tra un’area ed un’altra a seconda della natura e delle quantità di sostanze inquinanti presenti nei fluidi geotermici, delle caratteristiche idrogeologiche del sottosuolo, degli equilibri tettonici, delle vocazioni economiche già radicate in superficie, dalle attività agrituristiche a quelle termali, oltre che delle tecnologie utilizzate.

Pertanto sottoscriviamo e salutiamo come una iniziativa di buon senso, necessaria e indice di coerenza l’appello ai Parlamentari Europei (allegato sotto) affinché sia sostenuta la richiesta di una normativa europea e nazionale a tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente, attenta in particolare alle emissioni che non siano clima-alteranti oltre che pericolose per la salute umana. Chiediamo anche noi che si votino gli emendamenti numero 357 e 358 presentati dall’On. Tamburrano e da numerosi altri parlamentari europei e in discussione nei prossimi giorni nel Parlamento Europeo.

Non è tollerabile che con le risorse pubbliche si continui a finanziare la produzione di energia elettrica con un potenziale di acidificazione delle emissioni pari a 2,2 volte superiore rispetto all’energia elettrica prodotta da centrali a carbone, come nel caso del Monte Amiata, oppure con una quantità di Ammoniaca emessa, nell’ordine di migliaia di tonnellate all’anno, quando la stessa UE nel Report CAFE (Clean Air for Europe), afferma che tali emissioni contribuiscono in maniera significativa alla formazione di particolato di origine secondaria (PM10 e PM2,5) per circa il 20% in massa, il cui costo sanitario medio è di euro 20,5 al Kg di Ammoniaca emessa.

Riteniamo quindi che ogni iniziativa che vada verso una regolamentazione stringente di tutti gli impianti geotermoelettrici esistenti e di progetto (compresi gli impianti cosiddetti binari) sia da sostenere, certi che si tratta di un ulteriore passo in avanti affinché anche la geotermia non venga più considerata tout court come pulita e rinnovabile, ma, come per ogni altro impianto industriale, sia sottoposta alle adeguate verifiche e all’impatto che questa produce sul paesaggio, sulla salute e sull’economia esistente e di sviluppo dei territori interessati.

Ieri 13.01.2018, nel corso dei lavori del Convegno di Viterbo sulla geotermia elettrica in Tuscia, organizzato dalla Provincia di Viterbo con la collaborazione della Rete NOGESI, il suddetto appello letto dal dott. Pietro Nocchi, Presidente della Provincia di Viterbo, è stato approvato all’unanimità dei presenti.

Chiediamo in primis agli amministratori a tutti i livelli (comunali, provinciali, regionali), ai medici, ai comitati e a tutti i cittadini sui cui territori si manifestano le contraddizioni immesse dalla geotermia elettrica di prendere posizione a favore di tale appello.

Rete Nazionale NOGESI (NO Geotermia Elettrica Speculativa e Inquinante)

……………………………………………………………………………..

APPELLO GEOTERMIA AL PARLAMENTO EUROPEO

Le 34 centrali geotermiche italiane immettono nell’atmosfera enormi quantità di gas serra e di sostanze pericolose per la salute e per l’ambiente. Secondo i dati ufficiali del 2007 – gli unici disponibili – in un anno questi impianti diffondono nell’aria 1,5 tonnellate di mercurio, 16.181 tonnellate di idrogeno solforato e 6.415 tonnellate di ammoniaca.
La legislazione dell’Unione Europea non prevede limiti di emissioni in atmosfera per le centrali geotermiche.
Siamo cittadini, medici ed amministratori dei Comuni che ricadono nelle aree geotermiche italiane. Siamo docenti universitari e geologi. Chiediamo che anche le centrali geotermiche debbano rispettare norme europee a difesa della salute e dell’ambiente. Chiediamo al Parlamento Europeo di approvare gli emendamenti numero 357 e 358 alla Direttiva sulla promozione dell’impiego di energia da fonti rinnovabili, tra le quali l’Unione Europea inserisce la geotermia che andranno al voto a Strasburgo mercoledì 17 gennaio 2017.
Gli emendamenti chiedono alla Commissione Europea di approfondire il problema delle emissioni inquinanti legate al funzionamento delle centrali geotermiche e, se lo ritiene opportuno, di presentare una proposta legislativa per normarle.
Dire sì a queste richieste ci pare un atto di puro buonsenso. Confidiamo che questo atto venga compiuto.

Geotermia e Terremoti. I cittadini chiedono spiegazioni.

mappa di Bulera, per la serie non ci facciamo mancare niente

Bulera, la presunta sostenibilità ambientale sbandierata da Enel

10-10-2017 riceviamo e volentieri pubblichiamo questa lettera aperta scritta da una cittadina:

“Ai dirigenti ENEL Larderello,

chiedo di chiarire pubblicamente se nel terremoto di magnitudo ML 3.0 avvenuto nella zona:
4 km SE Pomarance (PI), il 07-10-2017 13:36:55 (UTC +02:00) ora italiana,
con coordinate geografiche (lat, lon) 43.27, 10.89 ad una profondità di 8 km
che è stato localizzato da: Sala Sismica INGV-Roma,

ci sia una qualche responsabilità ENEL.

Nedda Grassi, Montecastelli Pisano”

Nei prossimi giorni quando arriverà un’eventuale risposta di Enel, ma anche nel caso in cui non arrivi alcuna risposta, pubblicheremo un articolo che parlerà di SUBSIDENZA, MANCATA REINIEZIONE DEI FLUIDI, MANCANZA DI CONTROLLI, ECC.

Mercurio da geotermia, come rimandare la soluzione dei problemi

02.10.2017

Il 12 giugno 2017, subito dopo la pubblicazione del nostro articolo intitolato “geotermia-e-veleni-la-quantita-di-mercurio-emesso-dalle-centrali “, Il M5S regionale a firma del consigliere Giacomo Giannarelli aveva presentato un’interrogazione scritta ad Enrico Rossi e alla Giunta Regionale per chiedere spiegazioni sui dati riguardanti il quantitativo di mercurio immesso nell’atmosfera dalle centrali Enel e per sapere quali azioni avrebbe attuato la Regione per difendere l’ambiente e i cittadini.

La risposta scritta firmata dall’Assessore Federica Fratoni, arrivata dopo alcune settimane, si dimostra del tutto insufficiente e ricorda a tratti il vecchio stile democristiano di rispondere senza mai rispondere. Intanto possiamo notare che il suo Assessorato si chiama ”Ambiente e Difesa del Suolo”. Chissà perchè non si chiama più “Tutela dell’ambiente e energia” come fino a poco tempo fa, quando c’era Anna Rita Bramerini. È scomparsa, con nostra gioia, la Bramerini e con lei la parola energia, ma anche la parola tutela… non sarà che oggi la linea politica del PD sia di ignorare la tutela dell’ambiente, che comprende aria ed acqua, e difendere, per così dire, solo il suolo magari cementandolo?  Grandi opere tipo Tav, aeroporti, Tirrenica, bacini artificiali, ecc. forse non bastano per rilanciare i guadagni degli amici dell’industria del cemento?

Esaminiamo alcune parti della risposta della Fratoni.

Prima parte:

“REGIONE TOSCANA Giunta Regionale  Assessore Ambiente e Difesa del Suolo
Interrogazione a risposta scritta n. 1196 del 13/06/2017
“In merito alle emissioni di mercurio dagli impianti geotermici”
Del Consigliere regionale Giacomo Giannarelli

Secondo quanto riferito dagli uffici regionali preposti, le emissioni in atmosfera prodotte dalle centrali geotermoelettriche si sono negli anni ridotte grazie alla dismissione degli impianti più vetusti, all’innovazione dei processi industriali impiegati e all’introduzione dei sistemi di abbattimento degli inquinanti. Anche il miglioramento delle procedure di manutenzione e delle modalità di gestione degli eventi non previsti a causa di malfunzionamenti e guasti ha permesso di limitare rilasci non controllati.”

Dire che le emissioni si sono ridotte senza riportare le quantità non significa nulla, in realtà è una conferma che le emissioni velenose ci sono sempre state. La certezza è che in passato le centrali inquinanti non sono mai state fermate nonostante fosse noto che provocassero danni all’ambiente e alla salute della popolazione. Il “miglioramento delle procedure” è una delle classiche frasi che di solito usa Enel per imbonire l’opinione pubblica e che la Regione ripete in questa non-risposta senza riuscire a scendere nei dettagli. Se volevano dei suggerimenti sulle parole da usare per imbonire la popolazione bastava attingere ai comunicati stampa di Enel. Avrebbero potuto scegliere tra: elevati standard, sostenibilità, innovazione, efficienza operativa, responsabilità sociale, ecc.

Le parole “limitare i rilasci non controllati” confermano che i guasti continuano. Del resto, con tutti i prepensionamenti e la riduzione del personale decisa per ottenere sempre maggiore profitto, gli impianti, anche se pericolosi, oggi non sono più sorvegliati come si dovrebbe. In questi casi viene condizionato negativamente il fattore sicurezza. Se ne è avuta prova questa estate, quando hanno preso fuoco alcune parti impiantistiche di varie centrali tra cui torri di raffreddamento in cui dovrebbe circolare solo acqua. Colonne di denso fumo nero contenente sicuramente diossina si sono alzate nel cielo, ma Arpat non si è né vista né sentita. Gli incentivi statali riservati alle sole energie pulite sono sempre stati comunque riscossi pur in presenza di questo e altro inquinamento ambientale. Un’altra cosa scandalosa è che Enel, pur non essendoci nessuna legge che la obbligasse, ha fatto accordi con la Regione arrivando a pagare 32 milioni di euro all’anno per avere in cambio un qualcosa di non chiaro, una specie di garanzia che è difficile da definire ma proveremo a spiegarlo più avanti, che di fatto le ha permesso di continuare a guadagnare con le sue centrali inquinando il territorio (Delibera n. 989 del 12/11/2012).

Seconda parte:

“A conferma di tale andamento i livelli di concentrazione delle sostanze inquinanti monitorate mediante la rete di monitoraggio ENEL costituita da 17 stazioni di misura che coprono tutti i centri abitati interessati dagli effetti, i cui dati sono validati da ARPAT e confermati grazie all’utilizzo dei mezzi mobili, nonché dalla stazione di Montecerboli della rete regionale di rilevamento della qualità dell’aria, si sono nel tempo ridotti mantenendosi in ogni caso
distanti dai valori di concentrazione presi a riferimento per la tutela della salute umana e utilizzati in ambito internazionale.”

Il calcolo fatto dai cittadini sulla quantità di mercurio emesso dalle centrali si basa principalmente sulle misurazioni che Arpat ha effettuato sulle emissioni in uscita dalle torri di raffreddamento. La risposta della Fratoni parla di monitoraggi e stazioni di misura di Enel (non di Arpat) posizionate lontano dalle torri e quindi dove il mercurio non passa. Che cosa c’entra tutto questo con il mercurio totale emesso dalle centrali? Anche in una banale revisione di un’auto le emissioni del motore vengono controllate inserendo una sonda nello scappamento, mica si misurano le emissioni lasciando la macchina accesa e andando con lo strumento a distanza. Che poi questi dati di Enel siano validati da Arpat anche “grazie all’utilizzo dei mezzi mobili” fa capire il livello a cui siamo arrivati grazie a questa Regione. La frase “I livelli di concentrazione delle sostanze inquinanti si sono nel tempo ridotti” non significa niente. Se invece di morire per tumore dieci persone come qualche anno fa oggi ne muoiono nove, sono ancora troppe.

Terza parte:

“Per quanto riguarda le concentrazioni in aria di mercurio, che attualmente non risulta tra gli inquinanti atmosferici per i quali il legislatore ha stabilito valori limite di qualità dell’aria, le campagne di monitoraggio effettuate da ARPAT nell’Area definita tradizionale mostrano livelli di concentrazioni ben al di sotto del valore limite di cautela sanitaria indicato dell’ATSDR, pari a 200 ng/m3   come media annuale, e alla linea guida dell’OMS, pari a 1.000 ng/m3   con valori compresi tra 1 e 18 ng/m3 .”

Come sopra. Invece di rispondere sulla quantità di mercurio emesso viene citata la mancanza di valori limite per tale inquinante atmosferico. Chissà se ARS ha mai comunicato ad altri enti interessati i dati in suo possesso sulla quantità di mercurio emesso dalla geotermia industriale. Questi dati non compaiono nei registri ufficiali italiani ed europei (INES, ISPRA, E-PRTR) che riportano le quantità di mercurio emesse da tutti i settori industriali tranne la geotermia. Sulle concentrazioni c’è da dire qualcosa. Non stiamo parlando di ciminiere con tiraggio limitato. Le ventole delle torri di raffreddamento delle centrali geotermiche muovono mediamente cinque milioni di metri cubi all’ora di aria contaminata per ogni 20MW di potenza. Facciamo un piccolo esempio. Se mettiamo una sigaretta davanti ad un ventilatore è chiaro che non vedremo più il fumo perchè verrà diluito, ma diluire la sostanza nociva non vuol dire eliminarla. Questo significa che anno dopo anno la sostanza si accumulerà nell’ambiente, nella terra, nel cibo, negli organi interni di chi la mangia o la respira. Immaginiamo una giornata invernale con aria stagnante ed inversione termica con le emissioni che rimangono sul posto. Una sola centrale tipo Vallesecolo in 24 ore con le sue emissioni coprirebbe un volume di quattro chilometri di raggio per dieci metri di altezza (l’altezza di una casa a due piani).

Quarta parte:

“Le indagini condotte dall’Agenzia Regionale di Sanità con il “Progetto geotermia e salute in Toscana” su incarico di Regione Toscana non mostrano correlazioni causa-effetto derivanti dall’esposizione della popolazione a tali livelli.”

Deve essere chiara una cosa: lo studio suddetto è stato pagato con i fondi geotermici, cioè con i soldi che Enel versa a Cosvig e Regione. Con questa premessa possiamo immaginarci come possa essere stato condotto tale studio da ARS. Un meccanismo perverso del tipo: “ se io gli dò un bel po’ di soldi si sentiranno in obbligo, quando sarà il momento, di pesare attentamente quello che scriveranno su di me…” e dall’altra parte “se io scrivo cose rassicuranti saranno contenti i miei padrini politici che hanno firmato accordi con gli industriali della geotermia” . Lo studio precedente è piaciuto così tanto alle parti che le conclusioni in sostanza dicevano che i dati non erano sufficienti e sarebbero stati necessari altri approfondimenti e quindi altri finanziamenti. Rimandare, rimandare, rimandare. Incassare, incassare, incassare. A Enel tanto i soldi non mancano, con la scusa che la geotermia elettrica è stata definita fonte rinnovabile al pari di idroelettrico, eolico e fotovoltaico, riesce ad incassare più o meno 400 milioni di euro l’anno di incentivi statali. Anche se di questi soldi ogni tanto ne deve versare 840 mila euro per uno studio sanitario va benone uguale. Basta che non sia dimostrato niente. Tanto sono i cittadini, compresi quelli malati, a sborsare questi soldi pagando bollette maggiorate del 20%. Gli incentivi statali alle rinnovabili vengono finanziati in questo modo.

La parte finale, che ci riserviamo di riprendere e approfondire in futuro:

“Tutto ciò premesso, in relazione a quanto osservato nell’interrogazione in oggetto che ripropone le considerazioni riportate nell’articolo “Geotermia e veleni: la quantità di Mercurio emesso dalle centrali” pubblicato dal Comitato difensori della Toscana, in merito alle emissioni derivanti dall’esercizio delle 30 centrali ubicate nelle Area definita tradizionale comprendente il distretto di Larderello (22 impianti) e di RadicondoIi-Travale (8 impianti) per una potenza complessiva installata di 795 MW, sulla base del rapporto predisposto da ARPAT allo scopo si precisa che fin dal 2012 le misure condotte da ARPAT risultavano sistematicamente più elevate (in alcuni casi anche di 10 volte) rispetto a quelle di ENEL GP.
Tale discordanza era attribuibile al fatto che per la determinazione del Mercurio in uscita dalla torre evaporativa non esisteva (e non è ancora disponibile) una norma tecnica validata da un organo tecnico di certificazione (es. UNI, 1SO, Unichim, etc). Inoltre le condizioni di campionamento, forte presenza di sali, l’elevatissima umidità nonché per l’elevato diametro dei diffusori delle torri refrigeranti, comportano incertezze che risultano ben superiori a quelle indicate da ISPRA in misura del 30%. Infine trattandosi di valori di concentrazione estremamente bassi (0,1 — 0,3 milionesimi di grammo per metro cubo) e di portate di fluido di circa 5.000.000Nm3/h, per una centrale standard da 20MWe, anche piccole incertezze sulle misure comportano di conseguenza differenze significative su base annuale.
Allo scopo di definire  una   procedura di analisi e di campionamento applicabile da entrambe le parti nel 2014 Regione Toscana ha avviato con D.D n.1743 del 08.05.2014, una procedura di intercalibrazione tra ARPAT e ENEL GP, coordinata dal CNR Istituto di Geoscienze, che si è concluso 11 03/10/2016 con la formalizzazione del metodo, approvato con D.D. 9721 del 26.09.2016, per il campionamento ed analisi delle emissioni di mercurio dalle Torri di
raffreddamento. Alla fine del 2017 dovrebbero essere analizzati i risultati del monitoraggio.
Sulla base di quanto a conoscenza, non sembrano sussistere allo stato attuale elementi tali da indicare condizioni di rischio ambientale e sanitario in ordine ai quali assumere provvedimenti limitanti l’esercizio delle attività di coltivazione delle risorse geotermiche.”

Mettendo in discussione le misure di Arpat la Regione stessa è come se affermasse che i tecnici Arpat non sanno fare il loro lavoro. Per 20 anni avrebbero monitorato gli impianti geotermici misurando le emissioni in modo sbagliato? Tutto quello che è stato scritto in questi anni sui loro report allora sarebbe sbagliato e i vertici non se ne sarebbero mai accorti. Quanti errori e quanti soldi pubblici buttati via. Se così fosse bisognerebbe cacciarli via tutti compreso chi ce li ha messi. Andrebbe cacciata via anche l’assessore visto che è stato il suo gruppo politico a scegliere i direttori di Arpat e sarebbe meglio commissionare i controlli a società indipendenti lontane da politica e da Enel. Per quanto riguarda la scelta del CNR – Istituto di Geoscienze come coordinatore della nuova procedura di analisi, si passa dalla padella alla brace. Perfino nel CNR ci sono soggetti schierati apertamente a favore della geotermia, anche se inquinante, come Adele Manzella. Non sappiamo se Enel finanzi o meno attività del CNR. Antonio Caprai, tecnico che fa parte del CNR, ha eseguito il compito che gli è stato assegnato dai suoi superiori e in ogni caso si riuscirà a perdere altro tempo, per ora tre anni. Rimandare ed incassare. No comment sulle tre righe finali della risposta “Sulla base di quanto a conoscenza, non sembrano sussistere…”.

Le misure alle emissioni per avere un senso devono essere fatte in continuo (CEMS) non una volta ogni morte di Papa avvisando Enel 15 giorni prima. Negli USA e in Germania sono stati sviluppati strumenti e metodi molto precisi per la misurazione in continuo delle emissioni di mercurio. Tali strumenti vengono utilizzati in tutto il mondo nei cementifici, nelle acciaierie, nelle centrali termoelettriche, nei grossi impianti di combustione, ecc. Negli USA le norme dettate da EPA impongono la misura in continuo anche per ottimizzare il consumo delle sostanze utilizzate nell’abbattimento del mercurio presente nei fumi. Ricordiamo che in Italia per la misurazione in continuo del mercurio è disponibile più di uno strumento certificato QAL1 (o QAL3) dal TÜV tedesco Rheinland  secondo le norme EN 15267-1:2009, 15267-2:2009, 15267-3:2008 e EN 14181:2004, il cui measuring range va da 0.05 µg/m3 a 500 µg/m3 Hg ed  esistono linee guida europee per le CEMS con norma EN 14181 aggiornate al 2013.

Fine prima parte

By Difensori della Toscana

Geotermia: Fratoni contestata a Radicondoli

RADICONDOLI, 18 Settembre 2017

Anche i cittadini di Radicondoli contestano Federica Fratoni. Un incontro pubblico del PD locale, dove l’assessore all’Ambiente della Regione Toscana è stata invitata a parlare delle aree non idonee alla geotermia, diventa un’occasione in cui gli abitanti possono esprimere il loro dissenso sulla politica regionale.

Già il 54% del territorio del comune di Radicondoli è sacrificato alla geotermia ma questo non basta, la Regione ha rilasciato altri permessi di ricerca che insistono sulla restante parte del territorio comunale.

I radicondolesi da oltre sei anni sono tenuti in scacco da un’ondata di nuove richieste di permessi di ricerca geotermica. Questa spada di Damocle sta scoraggiando i cittadini e gli imprenditori che non vogliono più investire a livello locale. Questi permessi fanno crollare il valore immobiliare delle abitazioni, i cittadini vivono con la preoccupazione di vedersi costruire un pozzo o una centrale davanti alle loro finestre. Inoltre sono anche costretti a spendere i pochi risparmi che un’economia in crisi gli consente, pagando professionisti e legali per cercare di far sentire la loro voce nei procedimenti amministrativi che precedono la costruzione di nuovi impianti, voce che oltretutto viene sistematicamente ignorata. I cittadini sono stufi ed esasperati.

Egregio dottor Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, non le sembra che 6 (sei) centrali geotermiche in un Comune di 900 abitanti possano bastare? Radicondoli ha già dato!!!

Come ha ribadito il sindaco Emiliano Bravi nel suo intervento, il Comune, attraverso il piano strutturale approvato da Provincia e Regione, già dal 2009 ha identificato chiaramente le aree in cui è consentito lo sfruttamento geotermico e quelle invece dedicate ad altre attività. Questo ha permesso che nelle aree non sfruttate si sviluppasse un’agricoltura di qualità, un’economia legata al paesaggio portata avanti in armonia col territorio, il recupero di un patrimonio immobiliare di inestimabile valore storico, la preservazione della biodiversità, laddove invece nelle aree sfruttate dalla geotermia non c’è stato altro spazio che per le centrali.

Cara Fratoni e caro Rossi, che siete così favorevoli all’espansione della geotermia, sapete di cosa si sta parlando?

Radicondoli ha più di 1000 anni di storia, è una perla che vanta più di 20000 presenze turistiche annue. I turisti vengono ad ammirare Radicondoli da ogni parte del mondo per le sue ricchezze, non per la geotermia. Le produzioni agricole sono di altissima qualità, sono presenti due riserve naturali, aree IBA , aree SIC, il suo territorio ha caratteristiche rare e preziose, tali da attirare stabilmente importanti studiosi per compiere ricerche sulla biodiversità, il paese è vivo, sede di una scuola di musica, di un trentennale festival teatrale di rilevanza internazionale, di attività artigiane e artistiche che solo in un ambiente sano possono nascere.

Questa è la vocazione di Radicondoli. Questo è il vero tesoro che qui abbiamo. Un tesoro che ci invidiano e che potremo trasmettere orgogliosi ai nostri figli.

Non ultimo sul territorio di Radicondoli pendono due richieste per l’apposizione di vincoli paesaggistici. Una è stata presentata dalla soprintendenza di Siena nel 2003, e l’altra è stata presentata nel 2008 da Italia Nostra e da altre associazioni ambientaliste, entrambe giacciono in attesa di valutazione su qualche tavolo negli uffici della regione, mentre invece le richieste di ricerca presentate dagli imprenditori geotermici, che qualcuno ha definito speculatori, viaggiano spedite, vengono approvate e si moltiplicano.

Questa ricerca all’oro geotermico incentivata con i soldi dei contribuenti non convince per nulla gli abitanti di Radicondoli, che dicono con forza: ”BASTA!”.

L’ accettabilità sociale, assessore Fratoni, non si compra con i soldi delle compensazioni ambientali! Si ottiene solo ascoltando e rispettando le ragioni dei cittadini.

Erano presenti all’incontro anche i consiglieri regionali del PD Bezzini e Scaramelli. Gli striscioni, le domande e gli interventi del pubblico presente in sala, tutti critici verso la politica regionale dichiaratamente pro-geotermia, hanno dato un’idea chiara di come si stia alzando il livello di insofferenza nei confronti di una Regione che rappresenta sempre meno i suoi cittadini.

Presente all’incontro anche il sindaco di Casole d’Elsa Piero Pii, che negli ultimi anni si è impegnato a tutelare e a salvaguardare i valori paesaggistici e ambientali del territorio di Casole e dei comuni limitrofi da proposte di attività di ricerca geotermica. Nel suo intervento ha ribadito come la geotermia industriale possa determinare un impatto fortemente negativo per tutto il territorio in considerazione delle scelte di riqualificazione compiute negli ultimi anni dalle amministrazioni comunali e dei rilevanti investimenti pubblici e privati effettuati che hanno portato allo sviluppo, tra le altre cose, di settori viti-vinicoli, agricoli e turistico-ricettivi di grande qualità.

By Difensori della Toscana (ringraziamo il comitatoxradicondoli che ci ha inviato una memoria)

notizia pubblicata anche su:

http://www.ilcittadinoonline.it/ambiente/geotermia-fratoni-contestata-radicondoli/

http://www.stamptoscana.it/articolo/toscana-cronaca/geotermia-lassessore-fratoni-a-radicondoli-i-cittadini-la-contestano

http://www.gonews.it/2017/09/19/geotermia-fratoni-contestata-radicondoli/

Una centrale a biomasse a Casole D’Elsa? No grazie.

Casole D’Elsa (SI), 1 settembre 2017

E’ stato presentato un progetto per la realizzazione di un impianto di generazione elettrica alimentato a biomasse. L’area interessata dal progetto è in località Il Piano di Casole , nei pressi del Campo Sportivo. La società proponente, nata il 10.07.2017, si chiama VDE VALDELSA PELLET S.R.L.

Anche le centrali a biomasse, come quelle geotermiche, godono di incentivi statali e sono proprio questi incentivi a ispirare gli imprenditori privati (… o le mogli degli imprenditori)
La documentazione è scaricabile al seguente link:
http://www.casole.it/comune-casole-media/altro/Consulta_Ambiente_26_agosto.zip
Il giorno 26 agosto si è svolta la riunione della Consulta dell’Ambiente di Casole. Durante l’incontro l’ingegnere Sergio Borgioli di Castelfiorentino ha presentato vagamente il progetto al pubblico presente.
Le criticità sono ancora una volta tante, ad esempio le emissioni in atmosfera provocate dagli inquinanti derivanti dalla combustione, il rumore , la tipologia e la provenienza delle biomasse da bruciare, ecc. Come sempre invitiamo tutti i cittadini ad informarsi e a diffondere la notizia tra tutti coloro che ancora non lo sanno.
Ci stiamo organizzando per avviare una raccolta firme contro il progetto che riteniamo dannoso per l’interesse pubblico e l’ambiente.
Entro il giorno 6 settembre chiunque potrà inviare o consegnare a mano presso gli uffici del Comune di Casole d’Elsa le proprie osservazioni. Ricordiamo che nel caso il cittadino fosse contrario al progetto lo può manifestare solo in forma scritta elencando i motivi della propria contrarietà. Invitiamo tutti i cittadini a farlo.

Il Comitato Difensori della Toscana
Per informazioni contattateci a : difensoridellatoscana@gmail.com

scarica il modulo per inviare le osservazioni

 

 

 

Siccità e geotermia, i diritti delle generazioni future

L’acqua scorre verso il basso. Più si estraggono fluidi dal sottosuolo profondo più si abbassano i livelli delle acque sotterranee e superficiali soprastanti ai punti di prelievo. Ma se si arriva al punto in cui le risorse idriche diventano insufficienti per il consumo umano cosa succede?
Non è notizia di oggi, ma è stato calcolato più di 20 anni fa che la ricarica naturale del campo geotermico sfruttato dal gruppo di centrali insediate nella zona di Larderello, Radicondoli e dintorni prosciuga ogni anno il bacino del Cecina di qualcosa come 8 milioni di metri cubi di acqua (fonti, arpat1, arpat2). Le centrali sfruttano il vapore acqueo per produrre corrente e di questo vapore solo una parte (circa un terzo) viene recuperata a fine ciclo per essere reiniettata nel sottosuolo. Il grosso (circa due terzi) viene utilizzato per far funzionare le torri di raffreddamento evaporative. Quindi milioni di metri cubi di acqua vengono fatti sparire nel cielo sotto forma di vapore. Diventeranno nuvole e ripioveranno in qualche altra regione del mondo più fortunata di noi.
Inutile ricordare che il discorso vale per tutte le centrali Enel, comprese quelle in costruzione (progetto centrale Monterotondo 2, pag. 18) : L’acqua derivante dalla condensazione del vapore geotermico in parte evapora nella torre di raffreddamento (il 70-80%%, corrispondente a circa 90-105 t/h); la parte restante (il 20-30%, pari a circa 25-40 t/h) è inviata ai pozzi di reiniezione mediante appositi acquedotti.
Alle altre regioni del mondo regaliamo la nostra acqua, a noi resta il problema della siccità. A Pomarance e Volterra vengono spesi soldi pubblici per portare l’acqua con le autobotti o per farla arrivare, mediante stazioni di pompaggio, da decine di chilometri di distanza. La bolletta della corrente necessaria per far funzionare le pompe elettriche potremo sempre pagarla a chi l’acqua l’ha fatta sparire. Se non ci fossero state le centrali avremmo avuto a disposizione milioni di metri cubi di acqua in più e le portate dei fiumi, dei pozzi e delle sorgenti sarebbero state un’altra cosa.

Ma cosa dice la legge?
Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152  Norme in materia ambientale
(G.U. n. 88 del 14 aprile 2006)
144. Tutela e uso delle risorse idriche
1. Tutte le acque superficiali e sotterranee, ancorché non estratte dal sottosuolo, appartengono al demanio dello Stato.
2. Le acque costituiscono una risorsa che va tutelata ed utilizzata secondo criteri di solidarietà; qualsiasi loro uso è effettuato salvaguardando le aspettative ed i diritti delle generazioni future a fruire di un integro patrimonio ambientale.
3. La disciplina degli usi delle acque è finalizzata alla loro razionalizzazione, allo scopo di evitare gli sprechi e di favorire il rinnovo delle risorse, di non pregiudicare il patrimonio idrico, la vivibilità dell’ambiente, l’agricoltura, la piscicoltura, la fauna e la flora acquatiche, i processi geomorfologici e gli equilibri idrologici.
4. Gli usi diversi dal consumo umano sono consentiti nei limiti nei quali le risorse idriche siano sufficienti e a condizione che non ne pregiudichino la qualità.

La legge dice cose giuste, peccato che non venga applicata. Oltretutto la Regione insiste nel riproporre e favorire la geotermia industriale speculativa ed inquinante ignorando le proteste dei cittadini. Sapremo chi non votare la prossima volta.

By Difensori della Toscana