lettera a chi è pagato dai cittadini per tutelare l’ambiente

Alla cortese attenzione di
Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
Direzione Generale per le Valutazioni Ambientali
Divisione II Sistemi di Valutazione Ambientale
Via Cristoforo Colombo 44, 00147 Roma
DGSalvaguardia.Ambientale@PEC.minambiente.it

Commissione Tecnica di verifica dell’impatto ambientale VIA/VAS
ctva@pec.minambiente.it

trasparenza@pec.minambiente.it

Radicondoli, 14 luglio 2017

OGGETTO: Procedimento di valutazione di impatto ambientale relativo al Progetto per la realizzazione di un impianto geotermico pilota nell’area del Permesso di Ricerca “Lucignano”, comune di Radicondoli (SI), invito all’annullamento in autotutela della proroga concessa con nota del 26/01/2017 (prot. DVA-2017-0001622), invito all’archiviazione della procedura di VIA per mancato rispetto dei tempi indicati.

PROPONENTE: Lucignano Pilot Project S.r.l. (denominazione originaria del proponente: raggruppamento temporaneo di imprese tra la Società Geoenergy S.r.l. e il Consorzio per lo sviluppo delle aree geotermiche Co.Svi.G)

Premesso che

–  In data 24 ottobre 2016 il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare con nota  prot. m_amte.DVA.REGISTROUFFICIALE.U.0025933.24-10-2016  inoltrava  a Lucignano Pilot Project  S.r.l. una richiesta di integrazioni, da consegnare entro 45 giorni e quindi entro il 09/12/2016.

–  In data 25 novembre 2016 LPP S.r.l. chiedeva di prorogare i tempi originariamente concessi dal MATTM.

–  Con nota del 20 dicembre 2016  (prot. DVA-2016-0030604) veniva concessa una proroga di 45 giorni per la consegna delle integrazioni, veniva così concesso il tempo massimo per la consegna delle integrazioni che, come recita l’art. 26 comma 3 del Dlgs 152/2006, è di 90 giorni dalla data della richiesta (45 + eventuali 45 di proroga) fissando la data ultima al 22/01/2017.

–  In data 9 gennaio 2017 LPP S.r.l. chiedeva di prorogare ulteriormente i tempi originariamente concessi dal MATTM per predisporre le suddette integrazioni.

–  Con nota del  26 gennaio 2017  (prot. DVA-2017-0001622) a tempo scaduto il MATTM concedeva una proroga di 75 giorni per la consegna delle integrazioni invece di interrompere la procedura ed archiviarla!

–  In data 4 maggio 2017, fuori tempo massimo di 102 giorni, LPP S.r.l. depositava le Integrazioni richieste, ma nessuno interveniva.

Considerato che ad oggi 14/07/2017 è ancora in vigore il Dlgs 152/2006 risulta per ora poco chiaro il comportamento degli uffici del Ministero. La procedura di valutazione di impatto ambientale è ben descritta dalla legge. Esiste anche un documento ufficiale intitolato “Indicazioni operative per la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale “ prodotto dal Ministero dell’Ambiente consultabile sul sito web http://www.va.minambiente.it/it-IT .

Link:  Home / Comunic-Azione – Spazio per il proponente / Indicazioni operative per la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale

Per comodità di chi legge riportiamo il punto 3 degli “Adempimenti a carico dell’autorità competente”.

Abbiamo marcato in neretto i due passaggi più significativi

… Indicazioni operative per la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale

Adempimenti a carico dell’autorità competente

Istruttoria tecnica – valutazione
La Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale – VIA e VAS provvede all’ istruttoria tecnica di competenza analizzando e valutando il progetto e lo studio di impatto ambientale, anche in contraddittorio con il proponente, ed effettuando generalmente almeno un sopralluogo sulle aree di progetto. Nel corso dell’istruttoria tecnica esamina le osservazioni pervenute da parte del pubblico ed i pareri delle altre amministrazioni e soggetti coinvolti.
La Direzione per le valutazioni ambientali, sulla base delle specifiche indicazioni della Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale – VIA e VAS può richiedere al proponente entro trenta giorni dalla scadenza del termine per la presentazione di osservazioni da parte del pubblico (entro 90 giorni dalla data di pubblicazione sui quotidiani) in un’unica soluzione, integrazioni alla documentazione presentata, con l’indicazione di una precisa scadenza per la risposta che non può superare i 45 giorni, prorogabili, su istanza del proponente, per un massimo di ulteriori 45 giorni, per un totale massimo di 90 giorni dalla data di trasmissione della richiesta di integrazioni; in tali casi il provvedimento di VIA è espresso entro i successivi 90 giorni.
Qualora a seguito della richiesta di integrazioni siano apportate al progetto o allo studio di impatto ambientale modifiche ritenute sostanziali e rilevanti per il pubblico, il Ministero dell’Ambiente richiede che siano effettuati nuovamente il deposito della documentazione presso tutte le Amministrazioni e soggetti coinvolti e l’avviso al pubblico sui quotidiani (si ripetono le attività descritte al punto 2.c degli Adempimenti a carico del proponente); in tale caso ripartono dalla data dell’avviso sui quotidiani i 60 giorni per le consultazioni e la presentazione di osservazioni da parte del pubblico ed il provvedimento di VIA è emesso entro 90 giorni dalla scadenza del termine previsto per la presentazione delle osservazioni. In caso di mancato rispetto dei tempi indicati per la presentazione delle integrazioni non si procede all’ulteriore corso della valutazione e la procedura viene archiviata. Il proponente può comunque spontaneamente presentare integrazioni alla documentazione presentata contestualmente all’istanza purché queste pervengano nell’ambito delle tempistiche previste per la conclusione della procedura.
L’istruttoria tecnica si conclude con un parere della Commissione Tecnica di Verifica dell’ Impatto Ambientale – VIA e VAS che può prevedere un esito positivo, con eventuali prescrizioni, o un esito negativo qualora siano riconosciuti impatti negativi e significativi sull’ambiente derivanti dalla realizzazione del progetto e/o all’esercizio dell’opera…

Per quanto sopra esposto i sottoscritti

chiedono che

Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare in persona del Ministro pro tempore

annulli in autotutela il seguente atto:

proroga di 75 giorni per la consegna della documentazione integrativa relativa al permesso di ricerca “Lucignano” concessa con nota del 26/01/2017 (prot. DVA-2017-0001622)

e conseguentemente dia immediate disposizioni agli uffici interessati

affinché sia interrotta ed archiviata la procedura di VIA relativa al permesso di ricerca di risorse geotermiche finalizzato alla sperimentazione dell’impianto pilota denominato “Lucignano”

chiedono inoltre che venga fatta luce sugli episodi di mancata trasparenza, mancato rilascio di informazioni ambientali e rifiuto di ricezione di posta PEC verificatisi a danno dei cittadini. Tali fatti sono descritti nelle pagine che seguono.

Distinti saluti.

In fede.

 

Seguono n. 4 pagine

Nostra lettera inviata con posta certificata in data 10/05/2017 :

Oggetto: Integrazioni permesso di ricerca di risorse geotermiche “Lucignano”
Mittente: difensori posta certificata <difensoridellatoscana@pec.it>
Data: 10/05/2017 10:55
A: dgsalvaguardia.ambientale@pec.minambiente.it
CC: dgrme.dg@pec.mise.gov.it, segreteria.ministro@pec.minambiente.it,
trasparenza@pec.minambiente.it
10/05/2017, Radicondoli
Spettabile Dott.ssa Carmela Bilanzone
in riferimento al Permesso di ricerca di risorse geotermiche finalizzato alla sperimentazione di un impianto pilota denominato “Lucignano”
premesso che in data 24/10/2016 sono state richieste alla società proponente integrazioni della documentazione (DVA-2016-0025933) e che
Con nota del 26/01/2017 (prot. DVA-2017-0001622) è stata concessa una proroga di 75 giorni per la consegna delle integrazioni che dovranno pervenire entro il 10/04/2017. Con nota del 20/12/2016 (prot. DVA-2016-0030604) è stata concessa una proroga di 45 giorni per la consegna delle integrazioni. Il procedimento è stato riavviato a seguito di sentenza del TAR Toscana (n.r.g. 2037/2016). Per i dettagli si rimanda alla nota di riavvio procedimento prot. DVA-0004406 del 22/02/2016 pubblicata nella documentazione amministrativa.” rif. http://www.va.minambiente.it/it-IT/Oggetti/Info/1561
chiediamo gentilmente di sapere se le suddette integrazioni sono state depositate entro il termine fissato e nel caso lo fossero chiediamo il motivo per cui non sono state ancora pubblicate.
Cordiali saluti
Segreteria del Comitato Difensori della Toscana
e-mail difensoridellatoscana@gmail.commemento http://www.stamptoscana.it/articolo/toscana-cronaca/cittadini-e-partecipazione-ministero-ambiente-posta-e-diritti-bloccati

Avevamo formulato una domanda con risposta semplice (sì o no) chiedendo se era stato rispettato un termine. Quella che abbiamo ricevuto in data 16/06/2017, dopo 36 giorni, è stata una risposta evasiva:

“In riferimento a quanto richiesto con nota del 10.05.2017, acquisita in pari data al prot. n. 10917, si comunica che la documentazione integrativa trasmessa dal proponente è disponibile per la consultazione del pubblico sul portale delle valutazioni ambientali della scrivente Direzione generale alla pagina web dedicata al progetto indicato in epigrafe…”

abbiamo dovuto armarci di tutta la pazienza possibile ed inviare un’ulteriore lettera, scritta in modo chiaro e diretto, per sollecitare la risposta.

Oggetto: Re: Integrazioni permesso di ricerca di risorse geotermiche “Lucignano”. Risposta evasiva.
Mittente: difensori posta certificata <difensoridellatoscana@pec.it>
Data: 16/06/2017 19:36
A: dgsalvaguardia.ambientale@pec.minambiente.it
CC: dgrme.dg@pec.mise.gov.it, segreteria.ministro@pec.minambiente.it, trasparenza@pec.minambiente.it16/06/2017, RadicondoliSpettabili   Dott. Giuseppe Lo Presti
Dott.ssa Carmela Bilanzone
Ing. Antonio Vendittioggetto:  Integrazioni permesso di ricerca di risorse geotermiche “Lucignano”. Risposta evasiva.premesso che
1 – la società Lucignano Pilot Project , dopo aver ottenuto ben due proroghe, doveva farvi pervenire le integrazioni in oggetto entro il 10/04/2017
2 – a distanza di 30 giorni da tale scadenza vi abbiamo inviato una richiesta di informazioni, da voi protocollata il 10/05/2017, e la domanda che ponevamo era chiara, diretta, franca, precisa:“chiediamo gentilmente di sapere se le suddette integrazioni sono state depositate entro il termine fissato e nel caso lo fossero chiediamo il motivo per cui non sono state ancora pubblicate”
3 – considerato che dal vostro Ministero è giunta solo oggi in data 16/06/2017, una replica evasiva che è tutto fuorchè una risposta alla nostra domanda (DVA.REGISTRO-UFFICIALE.2017.0014228-DVA-D2-II-11406_2017-0069.pdf):
“In riferimento a quanto richiesto con nota del 10.05.2017, acquisita in pari data al prot. n. 10917, si comunica che la documentazione integrativa trasmessa dal proponente è disponibile per la consultazione del pubblico sul portale delle valutazioni ambientali della scrivente Direzione generale alla pagina web dedicata al progetto indicato in epigrafe
(http://www.va.minambiente.it/it-IT/Oggetti/Documentazione/1561/2535).”  (n. b. questo lo sapevamo da un mese, vedi incontro pubblico organizzato dai cittadini a Radicondoli)
4 – considerato che la società LPP dava annuncio sui quotidiani della pubblicazione solo il 15/05/2017, quindi ben oltre la data di scadenza della proroga,riproponiamo in modo chiaro, diretto, franco, preciso, schietto e sincero la domanda:chiediamo gentilmente di sapere se le suddette integrazioni sono state depositate entro il termine fissato

vi suggeriamo di risponderci in modo chiaro, diretto, franco, preciso, schietto e sincero  scegliendo tra due possibilità:        o no
e comunicandoci la data precisa in cui le integrazioni sono state depositate.

Cordiali saluti
Segreteria del Comitato Difensori della Toscana
e-mail difensoridellatoscana@pec.it

ringraziamo Treccani per aver fornito i sinonimi ed i contrari della parola “evasivo”
www. treccani. it    evaṡivo agg. [der. di evadere]. – Di persona (e dei suoi modi) che non vuole direttamente impegnarsi, che non vuol far conoscere chiaramente il proprio pensiero o rifugge dal rispondere con precisione a una domanda, a una richiesta: dare una risposta e.; rispondere, promettere con frasi e.; essere, mostrarsi evasivo.  Avv. evaṡivaménte, in modo evasivo: rispondere evasivamente.

http://www.treccani.it    Sinonimi e contrari di evasivo

evasivo  /eva’zivo/ agg. [der. di evadere]. – [che nasconde qualcosa: risposta evasiva; mostrarsi evasivo]
sinonimi   elusivo, generico, impreciso, sfuggente, vago. ↑ ambiguo, enigmatico, equivoco.
contrari ↔ chiaro, diretto, franco, preciso, schietto, sincero.

Aggiornamento del 14/07/2017, non ha risposto nessuno… eppure rispondere è anche una questione di buona educazione. La risposta ufficiale era necessaria per poter avere dati precisi da riportare nelle osservazioni scritte dai cittadini. Probabilmente al ministero dell’ambiente c’è qualcosa che non funziona. Non osiamo pensare al peggio.

 

Nostra lettera inviata con posta certificata in data 03/07/2017. Tra chi invia le osservazioni ci sono anche molti stranieri. La casella PEC del ministero ci fa vergognare di essere Italiani.

Oggetto: Fwd: AVVISO DI MANCATA CONSEGNA: comitato Difensori della Toscana: diritto di partecipazione negato, 4° invio
Data:     Mon, 3 Jul 2017 13:53:35 +0200
Mittente: difensori posta certificata <difensoridellatoscana@pec.it>
A: dgsalvaguardia.ambientale@pec.minambiente.it, segreteria.ministro@pec.minambiente.it, trasparenza@pec.minambiente.it
Buongiorno,
dato che per ben due giorni la casella del ministero ha rifiutato la ricezione dei messaggi PEC da noi inviati e lo stesso fatto si era già verificato in passato, ora è vostro dovere fornirci precise spiegazioni in merito.Restiamo pertanto in attesa di una vostra risposta ufficiale che, ripetiamo, consideriamo doverosa.
Saluti
Comitato Difensori della Toscana
Segreteria
difensoridellatoscana@pec.it——– Messaggio Inoltrato ——–Oggetto: AVVISO DI MANCATA CONSEGNA: comitato Difensori della Toscana: diritto di partecipazione negato, 4° invio
Data: Sun, 2 Jul 2017 11:50:07 +0200
Mittente: posta-certificata@pec.aruba.it
A: difensoridellatoscana@pec.itAvviso di mancata consegnaIl giorno 02/07/2017 alle ore 11:50:07 (+0200) nel messaggio
“comitato Difensori della Toscana: diritto di partecipazione negato, 4° invio” proveniente da “difensoridellatoscana@pec.it”
e destinato all’utente “dgsalvaguardia.ambientale@pec.minambiente.it”
è stato rilevato un errore: 5.2.2 – Aruba Pec S.p.A. – casella piena
Il messaggio è stato rifiutato dal sistema.
Identificativo messaggio: opec285.20170702114125.28485.01.1.67@pec.aruba.it

14 luglio 2017, la risposta ufficiale non è arrivata nemmeno in questo caso. E pensare che noi la consideravamo doverosa.

 

Non ci restava che provare con la casella segreteria.ministro@pec.minambiente.it  e il 3 luglio abbiamo provato

Avviso di mancata consegna

Il giorno 03/07/2017 alle ore 13:53:37 (+0200) nel messaggio
“Fwd: AVVISO DI MANCATA CONSEGNA: comitato Difensori della Toscana: diritto di partecipazione negato, 4° invio” proveniente da “difensoridellatoscana@pec.it”
e destinato all’utente “segreteria.ministro@pec.minambiente.it”
è stato rilevato un errore: 5.0.1 – Aruba Pec S.p.A. – presso il Gestore ricevente si è verificato un errore tecnico che impedisce la consegna
Il messaggio è stato rifiutato dal sistema.
Identificativo messaggio: opec285.20170703135337.32384.04.1.68@pec.aruba.it

Non ha funzionato nemmeno quella. L’idea di partecipazione democratica che avevamo non era così…

 

14 luglio 2017, Radicondoli, Toscana, Pianeta Terra

By Difensori della Toscana

oss-lucignano-2017.art.pdf

Geotermia, quando l’oro non basta

Firenze, 4 luglio 2017

Geotermia, gli industriali-gioiellieri vogliono i soldi pubblici e si riuniscono con gli amministratori pubblici per discutere dei loro progetti e delle sorti del territorio. I cittadini che hanno ricevuto l’avviso di occupazione coatta dei terreni nelle aree in cui potrebbero sorgere le nuove centrali non sono stati invitati, come non sono state invitate le associazioni agricole e ambientaliste rappresentative a livello locale.

Se la sono suonata e cantata tra di loro. Nella nazione nota tristemente all’estero per la corruzione accade che i valutatori siano stati invitati a cena in un lussuoso albergo da chi deve essere valutato.

Sarebbe interessante conoscere quanti soldi hanno speso i gioiellieri aretini del gruppo Graziella (presidenza Rete Geotermica) per organizzare un simile evento. Non sappiamo se il pernottamento nell’hotel 4 stelle e la lussuosa cena siano stati pagati di tasca propria da chi ne ha usufruito. Non sappiamo se nell’occasione gli orefici abbiano regalato oggetti preziosi od altro ai partecipanti, a Lagos era successo.

Abbiamo trovato sul sito web di un partecipante (tre.altamira) la scaletta degli interventi. Scorrendo la scaletta riga per riga e nome per nome traspaiono le interconnessioni esistenti tra i vari personaggi della lista e i soldi pubblici in gioco. Ricordiamo che il MISE (Ministero dello sviluppo economico) distribuisce grassi incentivi a questo tipo di attività che più che imprenditoriali possiamo definire speculative. Una centrale che per un ricco gioielliere può costare relativamente poco, cioè 35 milioni di euro, arriva a rendere con gli incentivi statali 8 milioni di euro l’anno. Lo Stato si impegna a ritirare l’elettricità prodotta pagandola ad un prezzo fisso per ben 25 anni pur sapendo che il costo dell’energia nel breve futuro potrebbe diminuire. Per l’investitore questa è una pacchia, 5 anni per rientrare nell’investimento e 20 di guadagno assicurato e garantito dallo Stato. Un grande affare per il gioielliere ed una fregatura per i cittadini visto che i soldi per gli incentivi provengono da sovrattasse nelle bollette energetiche che noi tutti paghiamo.

Abbiamo rivisto la scaletta degli interventi e contrassegnato i nominativi degli invitati in tre modi differenti seguendo i seguenti criteri:

un asterisco: chi mira ai soldi pubblici, chi collabora ai progetti in esame, chi ha legami con Enel

due asterischi: amministratori o dirigenti pubblici di enti che esaminano progetti drenanti soldi pubblici

tre asterischi: enti/soggetti che possono ricevere o dare contributi economici

Mancherà di sicuro qualche asterisco. Le conclusioni finali le lasciamo al lettore.

RETEGEOTERMICA *

    Seminario

LO SVILUPPO DELL’ENERGIA GEOTERMICA IN TOSCANA

Opportunità e Sfide

Organizzato da RETE GEOTERMICA con il patrocinio del MISE **

Agenda

1° giorno — 4 luglio 2017

13.00 – Registrazione

13.30 — Benvenuto ai partecipanti e apertura del seminario (Moderatore — Stefano BOCO) *

14.00 — L’Energia geotermica in Europa e in Italia (Moderatore — Franco TERLIZZESE) **

  • EGEC (Dott. Ruggero Bertani) * Enel
  • UGI (Ing. Giancarlo Passaleva) *** ex Enel
  • GIGA (Dott. Sauro Valentini) dietro GIGA c’è Fabio Roggiolani = Toscogeo *

14.30 — Prospettive del mercato geotermico in Italia (Moderatore — Matteo CEROTI) *

  • Quadro normativo italiano – MISE (Ing. Marcello Saralli) **
  • Mercato energetico (GSE — Dott.Sperandini) ***
  • L’Esperienza toscana nel nuovo mercato geotermico — Regione Toscana (Dott.ssa Renata Laura Caselli/Dott.ssa Simona Signorini) **
  • Accettabilità sociale (COSVIG- Dott.ssa Loredana Torsello) ***

15.30 Tecnologie per uno sviluppo sostenibile (Moderatore — Fausto BATINI) * ex Enel ora Magma Energy

  • H2020 — Opportunità di ricerca e innovazione – EC (Dott.ssa Irene Bonvissuto) ***
  • Esplorazione e valutazione delle risorse geotermiche — CNR (Dott.ssa Adele Manzella) ***
  • Schlumberger: dallo studio e modellizzazione della risorsa ad un approccio integrato alla perforazione di pozzi (Ing. Gianluigi Moroni-Dott. Giovanni Sosio) *
  • Nanotecnologie per la perforazione dei pozzi geotermici — Consorzio BIOGEL (Dott. Giachi) ***

16.30 Coffee Break

17.00 Centrali a “ciclo chiuso” (Moderatore — Luca MENINI) *

  • L’esperienza di Exergy — Ing. Stefano Consolandi *
  • L’esperienza di Nuovo Pignone — Ing. Massimo Stolzuoli *
  • L’Esperienza di Turboden — Ing. Mauro Guercio *
  • Processi innovativi per la conversione dell’energia geotermica POLIMI (Prof. Paolo Silva)
  • Energia a “ciclo chiuso” – AAT GEOTHERMAE LTD. (Ing. Lorenz Ueing) *

18.00 Effetti ambientali (Moderatore — Francesco MARTINI) *

  • Sismicità — INGV (Dott. Thomas Braun) **
  • Deformazione del suolo —TRE ALTAMIRA(Dott. Davide Colombo) *
  • Emissioni aeriformi LCA — UNISI (Dott.ssa Maria Laura Parisi) ***

19.00 – Discussione 20.30 — Cena

2° giorno – 5 luglio 2017

09.00 — Lo sviluppo della geotermia in Italia- Stato attuale e scenari futuri (Moderatore — Marcello SARALLI) **

  • Sistemi geotermici — UNIPI (Prof. Alessandro Sbrana) *
  • Inventario delle aree geotermiche – MISE (Ing. Fabio Moia) **
  • Progetti in corso:
  • Gruppo Graziella *
  • Renewem *
  • Sorgenia *
  • Usi diretti
  • GES (Ing. Roberto Parri — Dott. Roberto Amidei) * ex Enel
  • Idrogeo (Dott. Alessandro Murratzu) *

11.00 – Coffee Break

11.30 — Tavola Rotonda — La geotermia al 2030: opportunità e sfide (Moderatore Pietro CAVANNA)

  • RETE GEOTERMICA (Sen. Stefano Boco) *
  • ELETTRICITA’ FUTURA (Ing. Andrea Zaghi) *
  • MISE (Ing. Franco Terlizzese) **
  • MATTM (Ing. Antonio Venditti — Prof. Paolo Saraceno) **
  • MIUR (Prof. Riccardo Basosi)
  • Comunità Europea (Dott.ssa Irene Bonvissuto) ***
  • REGIONE TOSCANA (Dir. Edo Bernini) **
  • LEGAMBIENTE

13.00 — Fine dei lavori

Italiana Hotels Firenze Viale Europa 205 — Firenze Sala “Arno”

Geotermia e veleni: la quantità di Mercurio emesso dalle centrali

Geotermia e veleni: il Mercurio

Non essendo mai stata pubblicata la quantità totale di mercurio emesso sulle nostre teste annualmente dalle centrali geotermiche di Enel Green Power abbiamo provato a fare questo calcolo cominciando con la zona “nord” . Per l’area dell’Amiata provvederemo in futuro.
Le fonti dei dati a cui abbiamo attinto per fare il calcolo sono i report di Arpat sulle emissioni delle aree geotermiche pubblicati negli ultimi anni.
Come base di partenza è stato scelto il documento più recente e di più facile lettura, la tabella riassuntiva “geotermia-toscana-mercurio-totale-2011-2015” pubblicata nel dicembre del 2016.
Premesso che:
-nel report del 2015 non sono state dichiarate le condizioni di carico in cui si trovavano le centrali al momento dei controlli e considerando che una centrale fatta lavorare al di sotto del carico nominale emette meno veleni, non è stato possibile fare un controllo incrociato dei dati per poter verificare la correttezza delle misure.
-Secondo i report i filtri amis (abbattimento mercurio e idrogeno solforato) di alcune centrali hanno dimostrato, per quanto riguarda il mercurio, efficienze globali molto basse (report 2011, Nuova San Martino efficienza globale 8,9%, Nuova Monterotondo efficienza globale 9,4%): nel report del 2015 questo importante dettaglio scompare, in compenso i comunicati stampa di Enel insistono nel magnificare tali filtri.
-I frequenti guasti dei filtri amis possono purtroppo far aumentare le emissioni di una centrale anche del 10-20% (es. Valle Secolo 2, report 2015).
-Nel report 2015 non vengono riportati i dati che riguardano gli sfiori di centrale e di pozzo ( fluido geotermico direttamente emesso in atmosfera). Si parla di Kg di mercurio che sfuggono al conteggio finale.
-Il dato Nuova Serrazzano riportato nella tabella riassuntiva che indica 1 g/h per 60MW di potenza nominale, non torna. È stato utilizzato al suo posto il dato di 14.3 g/h scovato nella tabella 2 del report 2015.
-Le centrali della zona nord controllate da Arpat nel 2015 sono solo 7. Per fare il calcolo del mercurio emesso da tutte le centrali della zona nord è stato necessario lavorare sui dati che sono stati pubblicati negli anni precedenti. Un ultimo problema è che alcune centrali sono state controllate prima dell’installazione dei filtri amis ed altre sono state controllate prima del 2011 (Sasso 2, Nuova Monterotondo).
-Per quanto riguarda le emissioni mancanti sono stati incrociati i dati delle centrali note ed è stata ottenuta una media.
-Prendendo come riferimento i dati pubblicati dal 2010 ad oggi si ottiene un’emissione media di circa 0,2 g di mercurio per ogni MWh prodotto (report 2011, tabella 2.11).
-Per essere ancor più prudenti si è optato di considerare per le centrali mancanti un’emissione media di “soli” 0,1 g per MWh.
Considerando un funzionamento degli impianti di 8600 ore all’anno si ottengono i seguenti risultati:

emissioni di mercurio per le aree geotermiche di Larderello, Radicondoli e Lago, anno 2015

1295 Kg , dato teorico che non considera i malfunzionamenti dei filtri amis

1489 Kg , dato realistico ipotizzando +15% di emissioni per filtri Amis funzionanti in media 92 ore su 100 (tabella 17, report 2015)

In qualsiasi caso la quantità di mercurio immessa da queste centrali nell’ambiente in cui viviamo è spaventosa.

Alcune brevi considerazioni finali.
Questo calcolo è stato fatto da alcuni semplici cittadini e il risultato potrebbe essere molto sottostimato. Se i responsabili di Arpat volessero aggiungere qualcosa ce lo comunichino, ci aiuterebbero a interpretare ancor meglio i dati:     difensoridellatoscana@gmail.com
Le centrali diffondono veleno da decenni e nemmeno i tanto decantati filtri amis fermano questo scempio.
Il mercurio è stato immesso in passato e continua ad essere immesso oggi nei nostri territori a tonnellate e tonnellate portando danni alla collettività.
Il silenzio e l’inerzia dei vertici politici e degli amministratori pubblici di fronte a questi fatti non è più tollerabile.
Il prossimo soggetto che affermerà che la geotermia è un’energia pulita ora potrà essere tranquillamente sbugiardato.

fonti: Arpat report geotermia  2009, 2010, 2011, 2012, 2013, 2014, 2015, tabella mercurio 2011-2015,tabella calcolo

By Difensori della Toscana

Mercurio e geotermia. I sindaci negano il problema e minacciano querele.

report-geotermia-emissioni-2015

È stato recentemente pubblicato da Arpat un report sulle emissioni inquinanti di alcune centrali geotermiche Enel. Il report si riferisce al 2015, anno in cui su tutte le centrali Enel erano stati installati i cosiddetti filtri Amis. La tabella che vedete sopra è stata ottenuta ritagliando quella originale di Arpat, in questo modo i dati risultano più leggibili e si riesce a capire meglio cosa sta succedendo per esempio nelle tre centrali che circondano l’abitato di Larderello (Pomarance).

Facciamo una stima veloce: se le tre centrali citate nella tabella rilasciano sulle nostre teste mediamente  41 grammi di mercurio ogni ora, solo nel 2015 ci sono stati vomitati addosso 359 kg di mercurio!  Tutto questo succede da decenni. Non conosciamo le direzioni dei venti, non sappiamo dove ricada il mercurio, sappiamo solo che qualcuno ne soffrirà pesantemente le conseguenze, in special modo le donne gravide con i figli che portano in grembo.

Lo scenario peggiore però non è stato descritto ancora. I filtri Amis e gli impianti non sono efficaci al 100%, molte volte si guastano ed in quel caso, se i vapori vengono fatti sfiorare, il mercurio vola direttamente in cielo. Le centrali poi sono tutte collegate da una fitta rete di vapordotti ed i fluidi provenienti dai pozzi non sono tutti uguali. Se al momento delle verifiche programmate dall’Arpat vengono dirottati alle centrali interessate dai controlli i vapori provenienti dai pozzi mediamente meno sporchi i valori di mercurio in uscita dalle centrali risulteranno più bassi. Nei controlli fatti da Arpat non vengono menzionati quali siano i pozzi utilizzati al momento del controllo. Nessuno poi controlla le emissioni dei nuovi pozzi quando vengono spurgati scaricando in aria tonnellate di inquinanti per giorni e giorni.

Ricordiamo infine che le centrali toscane in esercizio (dati 31-12-2015) sono in tutto 36. L’esempio fatto vale per solo tre di esse. La realtà globale è quindi tristemente immaginabile.

segue video di Luca Mercalli che spiega la tossicità del mercurio

 

 

Ormai lo sanno anche i sassi: la geotermia toscana non è rinnovabile né pulita

Centrale Enel in azione. Si possono notare i vapori contenenti sostanze velenose

L’immagine comune che ci viene data della Geotermia è quella di una fonte energetica rinnovabile, alternativa alle centrali a combustione fossile ed a basso impatto ambientale.
Tuttavia, quando si approfondisce la conoscenza del procedimento attraverso il quale grandi impianti riescono a produrre energia elettrica a livello industriale ci si rende conto che la realtà è ben diversa.
In sostanza, le centrali esistenti iniettano grandissime quantità di acqua (sia di condensa che di superficie) in profondità perché venga riscaldata dalle rocce calde presenti nel sottosuolo. Il vapore prodotto, intercettato a profondità che raggiungono anche i 4800 metri viene convogliato in superficie per muovere turbine atte alla produzione di energia elettrica. Il vapore geotermico viene poi rilasciato per la maggior parte in atmosfera, insieme alle sostanze altamente tossiche di cui si è arricchito nel contatto con le rocce profonde (arsenico, mercurio, acido solfidrico, ammoniaca, radon, ecc.) causando un serio inquinamento atmosferico. In un anno le sole centrali dell’Amiata rilasciano in atmosfera 2700 tonnellate di acido solfidrico, 28,97 chili di arsenico, 2460 tonnellate di ammonio, 889,14 chili di mercurio, 11,01 tonnellate di acido borico, 655248 tonnellate di anidride carbonica, ecc. (dati Arpat 2013). Inoltre, da uno studio svolto dalla società Edra nel 2006 è emerso che lo sfruttamento geotermico del Monte Amiata ha comportato l’abbassamento della falda acquifera superficiale e conseguentemente l’aumento della concentrazione di arsenico nell’acqua che alimenta i pozzi e le sorgenti rimaste.
La variazione di pressione nel sottosuolo che tale sfruttamento determina provoca altri due gravi inconvenienti: la subsidenza (sprofondamento della superficie terrestre locale) e la microsismicità. La prima avviene frequentemente nelle aree intorno alle trivellazioni geotermiche, dove possono comparire crepe e spaccature nelle superfici delle vecchie strade, nei terreni o nei muri delle case; la seconda è un effetto collaterale ammesso dalle stesse compagnie geotermiche.
Ci si chiede se in un territorio ad alto rischio sismico come quello italiano tali effetti collaterali non possano innescare frane o smottamenti o addirittura sismi importanti.
Infine, non da meno, l’impatto visivo. Impianti sicuramente non gradevoli alla vista, corredati da orrendi vapordotti e massicci elettrodotti, spesso sorgono in luoghi naturali di rara bellezza e vanno a sciupare in modo irreversibile panorami unici. Finchè il numero di tali impianti rimaneva limitato a qualche decina in tutto il territorio nazionale, tutto questo riusciva a passare inosservato. La situazione ha subito un netto peggioramento quando il governo italiano ha deciso di aumentare gli impianti in modo esponenziale, passando, per esempio, nella sola Toscana dai 34 esistenti ai 57 ed oltre previsti! Senza considerare gli impianti sperimentali cosiddetti “pilota”, decisi direttamente dal governo.
Non ci si può dunque meravigliare se i cittadini si siano sentiti “assediati” dal pericolo di vedersi circondati da impianti altamente inquinanti che possono mettere in serio pericolo la loro salute e l’economia dei loro territori, ben consolidata da decenni, fondata sul turismo, sull’agricoltura e sul piccolo artigianato, allineata (non per finta) con quei criteri di sviluppo sostenibile che si dovrebbero promuovere.
Ecco dunque sorgere numerosi Comitati contrari allo sviluppo geotermico che trovano appoggio anche da parte delle amministrazioni comunali.
In Toscana, in controtendenza con l’andamento nazionale, si registra un notevole successo nei settori collegati al turismo, all’agricoltura ed al piccolo artigianato, che verrebbero messi in serio pericolo dalla costruzione di centrali geotermiche. Solo per fare un esempio in Valdelsa, Magma Energy Italia srl, concessionaria del permesso di ricerca “Mensano”, vorrebbe costruire diverse centrali contro la volontà dei cittadini. La società, la cui quota di maggioranza è in mano ad un’azienda orafa aretina, senza avere mai costruito o amministrato centrali geotermiche, pretende di costruire decine di centrali e tra le altre cose ha presentato richiesta per ben due centrali pilota, ovvero impianti che dovrebbero sperimentare nuove tecnologie, proprio a ridosso di due antichi borghi toscani .
E che dire ora a quei piccoli o grandi investitori che, credendo nelle potenzialità di un territorio unico a livello mondiale, hanno investito nel turismo, in settori agricoli od artigianali spronati da quegli stessi amministratori pubblici che contemporaneamente li “tradivano” appoggiando iniziative industriali di tipo speculativo e in netta contrapposizione alla linea di sviluppo territoriale promessa. A chi dovrebbero chiedere i danni?
Luoghi conosciuti in tutto il mondo, la Val D’Elsa, la Val D’Orcia, Montalcino, San Gimignano, Volterra, tutti a rischio d’esser circondati da centrali geotermiche inquinanti, consumatrici di acqua e sicuramente estremamente impattanti a livello paesaggistico.
Infine ci si chiede se quest’abnorme aumento nel numero di centrali geotermiche sia effettivamente necessario. Grazie agli impianti solari, idroelettrici ed eolici installati negli ultimi anni in tutto il territorio nazionale, l’Italia ha raggiunto con cinque anni di anticipo gli obiettivi 20-20-20 previsti dalla Comunità Europea e la provincia di Siena è già dal 2013 “Carbon Free”. Non sembra quindi ci sia una particolare urgenza in tal senso. Inoltre la produzione regionale e nazionale dimostra che al momento vi è anzi una sovrapproduzione di energia rispetto alle esigenze di mercato.
Forse i ricchi incentivi promessi dal governo fanno la loro parte.
Il dubbio, o la quasi certezza, è che ci si trovi di fronte al solito caso di speculazione di pochi furbi che grazie all’appoggio di politici amici, attraverso leggi ad hoc, si intascano gli incentivi per la produzione di un’energia che solo loro chiamano “pulita”, incuranti del danno procurato al territorio, all’ambiente ed alla comunità. Paradossalmente, sono gli italiani stessi che attraverso il pagamento di bollette maggiorate, finanziano speculazioni di persone senza scrupoli a danno di loro stessi, del territorio e dell’economia nazionale nel suo insieme.
Possiamo permetterci tutto questo?
Possiamo permetterci di rovinare in modo permanente luoghi unici al mondo, che vengono estimati a livello planetario e che dovrebbero fungere da vero motore di sviluppo per l’Italia del futuro? Noi crediamo di no.

Geotermia, Radicondoli, Enel trivellerà un nuovo pozzo profondo 4200 metri

video di un impianto HH300 utilizzato da Eni in area desertica ( Enel questi impianti li utilizza in Toscana in aree abitate di grande pregio paesaggistico )

La Regione ha deciso. La geotermia va avanti. I cittadini si arrangino.

REGIONE TOSCANA
DIREZIONE AMBIENTE ED ENERGIA
SETTORE MINIERE

IL DIRIGENTE

Visto il R.D. 29/07/1927, n. 1443 contenente norme di carattere legislativo sulla disciplina della ricerca e coltivazione delle miniere;
Visto il D.P.R. 09/04/1959, n. 128 sulle norme di polizia delle miniere e delle cave;
Vista la legge 09/01/1991 n. 9 sul piano energetico nazionale;
Visto il D.P.R. 27/5/1991, n. 395 – Approvazione del regolamento di attuazione della legge n. 896/1996;
Visto il D.P.R. 18/4/1994, n. 485 – Regolamento recante la disciplina dei procedimenti per il rilascio dei permessi di ricerca e delle concessioni di coltivazione delle risorse geotermiche;
Visto il D.M. del 30/12/1994 di conferimento all’Enel S.p.A.(ora Enel Green Power S.p.A.) della
concessione di coltivazione di risorse geotermiche denominata “Travale”, nelle Province di Pisa, Siena e Grosseto;
Visto l’art. 34 del D.Lgs. 31 marzo 1998 n. 112 con il quale “Le funzioni degli uffici centrali e periferici dello Stato relative ai permessi di ricerca ed alle concessioni di coltivazione di minerali solidi e delle risorse geotermiche sulla terraferma sono delegate alle regioni”;
Visti i DD.Lgs 09/04/2008, n. 81 e 25/11/1996, n. 624 contenenti norme sulla sicurezza e salute dei lavoratori;
Visto il D.Lgs 11/02/2010 n. 22 sul riassetto della normativa in materia di ricerca e coltivazione delle risorse geotermiche;
Vista l’istanza n. 2799 della Enel Green Power S.p.A. datata 14/02/2017 con la quale è stata chiesta
l’autorizzazione alla perforazione del pozzo “Radicondoli 22 B”, in Comune di Radicondoli (SI), nell’area della concessione suddetta, da effettuarsi mediante impianto di perforazione HH-300;
Esaminato il programma di perforazione dal quale risulta che:
− il pozzo è ubicato nel territorio del Comune di Radicondoli (SI), a quota m 419 s.l.m., nel punto di
coordinate geografiche Lat. 43° 12’ 46” N e Long. 1° 24’ 27” W (Monte Mario), https://www.google.it/maps/@43.2134428,11.0448701,72m/data=!3m1!1e3 e raggiungerà la profondità verticale pari a 4200 m;
− l’obiettivo dell’intervento è quello di reperire vapore endogeno;
− saranno poste in opera le seguenti colonne:
Ø 24” ½ da m 0 a m 100;
Ø 18” ⅝ da m 0 a m 650;
Ø 13 ⅜ da m 0 a m 1200;
Ø 9” ⅝ da m 1170 a m 2200;
Tenuto conto degli esiti sopralluogo;

DECRETA

di autorizzare la Società Enel Green Power S.p.A., per gli aspetti di competenza mineraria, ai sensi
dell’art. 49 del D.P.R. n. 395/1991, ad effettuare la perforazione del pozzo “Radicondoli 22 B”, nel punto di ubicazione nelle premesse citato, alle seguenti condizioni:
1. prima dell’avvio dei lavori dovrà essere presentata la Denuncia di esercizio ai sensi dell’art. 20 del D.Lgs n. 624/1996 nonché il DSS di cui all’art. 6 dello stesso D.Lgs;
2. tutte le operazioni dovranno essere condotte nell’osservanza delle prescrizioni contenute nel D.M. di conferimento della concessione e di tutte le Leggi e Regolamenti vigenti in materia di sicurezza e salute dei lavoratori e di protezione ambientale;
3. prima di innalzare la torre di perforazione la Enel Green Power S.p.A. dovrà premunirsi, ove ne
ricorrano gli estremi, del nulla osta da parte dello SMD per quanto concerne la sicurezza della
navigazione aerea;
4. dovranno essere inviate alla scrivente Settore Miniere e Monitoraggio Acque Minerarali e Termali preventivamente, e comunque in tempo utile per poter predisporre i sopralluoghi ispettivi, le comunicazioni di tutte le operazioni speciali (tubagli, cementazioni, carotaggi, diagrafie, prove di
strato, ecc). Lo stesso Settore dovrà essere informato settimanalmente, anche per le vie brevi, sullo
stato di avanzamento dei lavori;
5. dovranno essere comunicate, in particolare, le date effettive di inizio e termine dei lavori di
allestimento del piazzale, nonché di perforazione e moving del relativo impianto;
6. dovranno essere adottate le necessarie misure necessarie alla salvaguardia delle strutture produttive esistenti sul piazzale (pozzi e vapordotti);
7. le prove di produzione, le modalità di completamento e l’eventuale chiusura mineraria dovranno essere sottoposte alla preventiva approvazione;
8. prima dell’esecuzione di qualsiasi operazione che richieda l’uso di esplosivo la Società Enel Green Power dovrà presentare la denuncia d’esercizio e chiedere l’attestato di cui all’art. 296 del D.P.R. n. 128/1959 volto all’ottenimento della licenza per il trasporto e l’uso degli esplosivi necessari per le operazioni. La stessa Società dovrà indicare il tipo di prodotti esplodenti e dichiararne l’idoneità all’uso minerario, citando gli estremi della specifica appendice all’elenco degli stessi esplosivi, emessa dal M.S.E. – D.G.E.R.M; il Direttore Responsabile dei Lavori dovrà infine sottoporre all’approvazione l’Ordine di Servizio ai sensi dell’art. 305 del D.P.R. n. 128/1959;
9. la Società Enel Green Power S.p.A. dovrà mettere a disposizione del Direttore Responsabile, per gli adempimenti, copia del programma dei lavori e della presente autorizzazione. Lo stesso Direttore Responsabile dovrà dare specifico assenso all’inizio delle operazioni, dopo verifica della rispondenza alle vigenti norme di polizia mineraria dell’impianto di perforazione e del cantiere allestito e dopo aver approvato, ai fine della sicurezza, il programma di perforazione, dandone comunicazione scritta allo scrivente Settore;
10. alla fine della perforazione del pozzo, la Società Enel Green Power S.p.A. dovrà trasmettere una
relazione riepilogativa sulle operazioni eseguite durante la perforazione ed un profilo litologico-
stratigrafico completo dei risultati ottenuti sia sotto l’aspetto geologico che minerario, ai sensi
dell’art. 20 del DPR n. 395/1991;
11. i lavori dovranno essere iniziati entro 1 anno ed ultimati entro 2 anni dalla data del presente decreto, rendendosi altrimenti necessario inoltrare una nuova istanza a questo Settore.
Avverso il presente provvedimento è ammesso ricorso giurisdizionale al TAR nei termini di legge,
oppure, in alternativa, ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, per soli motivi di legittimità, entro 120 (centoventi) giorni dalla data di notificazione, di comunicazione o di piena conoscenza comunque acquisita.

IL DIRIGENTE

http://www301.regione.toscana.it/bancadati/atti/Contenuto.xml?id=5140847&nomeFile=Decreto_n.2587_del_10-03-2017