La geotermia elettrica industriale: un video animato ne svela i retroscena

La geotermia elettrica industriale

Presentato il 10 febbraio 2018 al Centro Congressi di Casole D’Elsa l’ultimo cortometraggio della videomaker Carla Pampaluna intitolato “La geotermia elettrica industriale”. Basato sui dati ufficiali riguardanti gli aspetti sociali, ambientali e sanitari pubblicati negli ultimi dieci anni questo video animato svela gli aspetti negativi che si nascondono dietro allo sfruttamento geotermico. La fine della proiezione è stata salutata dal pubblico con un lungo applauso.

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geotermia: incontro pubblico a Casole d’Elsa il 10 febbraio 2018 alle ore 16,00

Incontro sul tema “geotermia” organizzato dai cittadini per i cittadini. Alcuni esperti indipendenti ci aiuteranno a capire quello che avremmo dovuto sapere ma non ci è mai stato detto.

  • LUIGI MICHELI – Geologo: “Geotermia elettrica e risorsa idrica, importanza di un corretto monitoraggio”
  • CARLO GALLETTI – Legambiente Valdera: ”Quanto è rinnovabile la geotermia? Economia circolare e sfruttamento geotermico: due sistemi a confronto”
  • PINO MERISIO – SOS geotermia: “Gli incentivi alle centrali geotermiche”
  • GIOVANNA LIMONTA – Comitato Difensori della Toscana: “Aree non idonee alla geotermia? I permessi di ricerca sul nostro territorio”

Presentazione del video realizzato da Carla Pampaluna – Comitato NoGeotermiaValdera
– Seguirà dibattito –

Rete nazionale NoGESI – Comitato Difensori della Toscana – Legambiente Valdera – ComitatoXRadicondoli

Geotermia speculativa e inquinante: l’inizio della fine?

Vengono finalmente al pettine i nodi delle critiche e delle denunce dei comitati, bollati per anni come allarmisti e terroristi.

Forse non è la vittoria finale contro la geotermia speculativa e inquinante, ma quel che sta succedendo in questo primo scorcio del 2018 fa ben sperare.

Continuano a cadere i tabù che da sempre erano considerati inviolabili:
– al Parlamento europeo, con gli emendamenti Tamburrano ed altri, si prende finalmente atto che la geotermia non è pulita per definizione e che quindi gli incentivi dovrebbero essere indirizzati verso quelle fonti che non producano danni all’ambiente (1);
– Enel Green Power di nuovo in Tribunale, stavolta come indagata, a rispondere delle emissioni in atmosfera delle centrali del Monte Amiata che utilizzano la vecchia tecnologia “flash” a rilascio libero in atmosfera (2);
– il Presidente della Regione Toscana Rossi costretto dagli eventi a rivedere la strenua difesa della geotermia “senza se e senza ma”, dichiarando perfino un (falso) sostegno agli emendamenti del Parlamento europeo (3).  Riconoscendo quindi che c’è una geotermia inquinante, tanto che annuncia una imminente legge regionale che, anticipando l’Europa, «stabilisca nuovi limiti all’emissione di inquinanti e della CO2 e migliori l’inserimento degli impianti geotermici nel paesaggio che li ospita». Cioè la riduzione delle emissioni, il che conferma che fino ad oggi tali centrali hanno inquinato (!), ma pensando però di risolvere il problema chiedendo più soldi all’Enel per tacitare sindaci e territori (4). Certo che la campagna elettorale contribuisce alle sorprendenti e contraddittorie sortite del governatore Rossi;

– di certo i fatti accennati sparigliano le carte anche tra i sostenitori della cosiddetta “buona geotermia”, cioè le “piccole” centrali binarie, definite a re-immissione totale dei gas. Infatti al recente convegno “Le nuove frontiere della geotermia – dalla geotermia elettrica alla cogenerazione geotermica” del 18 gennaio u.s. il tema scottante è stato proprio il problema della re-immissione per il quale bisognerà cercare una soluzione in quanto, ad oggi, tale tecnologia non riesce a farlo; tanto che da più parti, considerato che le società che propongono tali centrali spesso non ne hanno mai realizzata neanche una, si chiede un aiuto proprio all’Enel che fino ad oggi avevano criticato per le vecchie centrali flash. Peccato che Enel Green Power, per bocca del suo rappresentante Montemaggi, confermi che in presenza di gas incondensabili superiori all’1%, come generalmente avviene in Italia, sia IMPOSSIBILE la totale re-immissione, certificando quindi che tale tecnologia è comunque inquinante (5).

Pertanto si pone concretamente –ed il presidente Rossi farebbe bene a valutarlo essendo governatore dell’unica regione italiana “geotermica” – come superare il tema delle tecnologie “inquinanti” (sia flash che binarie) e quindi, a seguito di una moratoria di ogni attività, avviare un tavolo di confronto e di studio sulle alternative praticabili e sull’innovazione tecnologica (DBHE e TEG), come sta già avvenendo in USA ed in Giappone.

Noi crediamo che tanta frenetica attività serva solo ad evitare di affrontare una volte per tutte la questione geotermia nella giusta ottica che da sempre i cittadini, i comitati e tanti amministratori locali chiedono:

– fermare subito tutti gli impianti inquinanti; moratoria sui progetti delle nuove centrali flash e binarie, spingere verso l’innovazione tecnologica;

utilizzo di risorse (ad esempio gli incentivi goduti impropriamente dalle attuali centrali) per la ricerca e lo sviluppo di fonti energetiche alternative, davvero pulite e rinnovabili nonché al risparmio energetico e l’efficientamento energetico degli edifici;

– sostegno alle economie locali che valorizzino i territori e le produzioni locali.

Sappiano i sostenitori della geotermia speculativa e inquinante che su questo continueremo le nostre battaglie.

Rete Nazionale NOGESI

Note:
(1) e (2) https://sosgeotermia.noblogs.org/2018/01/18/geotermia-finalmente-cadono-due-tabu-indagata-lenel-e-leuropa-prende-atto-che-la-geotermia-puo-essere-inquinante/
(3) https://sosgeotermia.noblogs.org/2018/01/20/sbornia-elettorale-rossi-sostiene-tutto-e-il-contrario-di-tutto-smentito-da-tutti/
(4) http://www.greenreport.it/news/economia-ecologica/geotermia-la-regione-toscana-al-lavoro-nuova-legge-un-accordo-enel/
(5) http://www.greenreport.it/news/energia/le-nuove-frontiere-della-geotermia-protagoniste-al-gse/

Parlamento europeo: passano gli emendamenti contro la geotermia inquinante

17-01-2018, Strasburgo

Per prima cosa desideriamo ringraziare tutte le persone che hanno firmato il recente appello di Dario Tamburrano che è stato da noi ripreso e direttamente inviato agli europarlamentari. Ci sono buone notizie dal Parlamento Europeo. Nella seduta plenaria odierna venivano affrontati diversi argomenti riguardanti le nuove normative comunitarie sulle energie rinnovabili e per quanto riguarda la geotermia venivano messi al voto due importanti emendamenti in difesa dei cittadini e dell’ambiente di cui riportiamo per comodità i relativi testi tradotti in italiano:

“AM 37/1
A seconda delle caratteristiche geologiche di una determinata zona, la produzione di energia geotermica può generare gas a effetto serra e altre sostanze dai liquidi sotterranei e da altre formazioni geologiche del sottosuolo. Gli investimenti dovrebbero essere mirati esclusivamente alla produzione di energia geotermica a basso impatto ambientale, con conseguente risparmio di gas a effetto serra rispetto alle fonti tradizionali.”

“AM 37/2
Pertanto, la Commissione dovrebbe valutare, entro dicembre 2018, se vi sia la necessità di una proposta legislativa intesa a regolamentare le emissioni, da parte delle centrali geotermiche, di tutte le sostanze, tra cui il CO2 , che sono nocive per la salute e ambiente, sia nelle fasi esplorative che in quelle operative.”

Abbiamo la conferma che i due emendamenti sono passati. Per il primo non ci sono stati problemi. Per il secondo (il 37/2) c’è stato un tentativo di affossamento, per nostra fortuna andato a vuoto, da parte di diversi eurodeputati. Abbiamo redatto la lista degli italiani che hanno votato contro l’emendamento e la pubblichiamo sotto. Purtroppo tra chi dovrebbe rappresentarci in Europa c’è questa gente.

Bonafè, Bresso, Briano, Caputo, Chinnici, Costa, Danti, De Castro, De Monte, Giuffrida, Gualtieri, Kyenge, Morgano, Mosca, Picierno, Sassoli, Toia, Zoffoli (S&D, Gruppo dell’Alleanza progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) eletti col Partito Democratico

Gardini, La Via, Martusciello, Matera, Mussolini, Pogliese, Salini (PPE, Gruppo del Partito popolare europeo – Democratici cristiani) eletti con Forza Italia

Bizzotto, Borghezio (ENF, Gruppo Europa delle Nazioni e della Libertà) eletti con la Lega Nord

Sernagiotto (ECR, Gruppo dei Conservatori e Riformisti europei)

by Difensori della Toscana

Geotermia elettrica: aderisci all’appello inviato ai deputati europei

Per aderire all’appello clicca sulla foto , si aprirà un modulo da compilare ed inviare entro le ore 13.00 del 16-01-2018! (oppure compila il modulo che appare a fine articolo)

segue articolo de ilcittadinoonline.it

Geotermia elettrica: appello in Europa
Data: 14 gennaio 2018 15:01
in: Ambiente
Sostegno della Rete NoGESI alla richiesta fatta ai parlamentari europei

VITERBO. Abbiamo sempre sostenuto che quando si parla di geotermia elettrica non si può mai generalizzare, come invece è stato fatto in sede legislativa nazionale ed Europea, ma tutto deve essere analizzato e valutato rispetto alle peculiarità dei territori, poiché a differenza di altre fonti energetiche, il cui impatto ambientale è definibile e spesso indipendente dal territorio, in ambito geotermico esso varia notevolmente tra un’area ed un’altra a seconda della natura e delle quantità di sostanze inquinanti presenti nei fluidi geotermici, delle caratteristiche idrogeologiche del sottosuolo, degli equilibri tettonici, delle vocazioni economiche già radicate in superficie, dalle attività agrituristiche a quelle termali, oltre che delle tecnologie utilizzate.

Pertanto sottoscriviamo e salutiamo come una iniziativa di buon senso, necessaria e indice di coerenza l’appello ai Parlamentari Europei (allegato sotto) affinché sia sostenuta la richiesta di una normativa europea e nazionale a tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente, attenta in particolare alle emissioni che non siano clima-alteranti oltre che pericolose per la salute umana. Chiediamo anche noi che si votino gli emendamenti numero 357 e 358 presentati dall’On. Tamburrano e da numerosi altri parlamentari europei e in discussione nei prossimi giorni nel Parlamento Europeo.

Non è tollerabile che con le risorse pubbliche si continui a finanziare la produzione di energia elettrica con un potenziale di acidificazione delle emissioni pari a 2,2 volte superiore rispetto all’energia elettrica prodotta da centrali a carbone, come nel caso del Monte Amiata, oppure con una quantità di Ammoniaca emessa, nell’ordine di migliaia di tonnellate all’anno, quando la stessa UE nel Report CAFE (Clean Air for Europe), afferma che tali emissioni contribuiscono in maniera significativa alla formazione di particolato di origine secondaria (PM10 e PM2,5) per circa il 20% in massa, il cui costo sanitario medio è di euro 20,5 al Kg di Ammoniaca emessa.

Riteniamo quindi che ogni iniziativa che vada verso una regolamentazione stringente di tutti gli impianti geotermoelettrici esistenti e di progetto (compresi gli impianti cosiddetti binari) sia da sostenere, certi che si tratta di un ulteriore passo in avanti affinché anche la geotermia non venga più considerata tout court come pulita e rinnovabile, ma, come per ogni altro impianto industriale, sia sottoposta alle adeguate verifiche e all’impatto che questa produce sul paesaggio, sulla salute e sull’economia esistente e di sviluppo dei territori interessati.

Ieri 13.01.2018, nel corso dei lavori del Convegno di Viterbo sulla geotermia elettrica in Tuscia, organizzato dalla Provincia di Viterbo con la collaborazione della Rete NOGESI, il suddetto appello letto dal dott. Pietro Nocchi, Presidente della Provincia di Viterbo, è stato approvato all’unanimità dei presenti.

Chiediamo in primis agli amministratori a tutti i livelli (comunali, provinciali, regionali), ai medici, ai comitati e a tutti i cittadini sui cui territori si manifestano le contraddizioni immesse dalla geotermia elettrica di prendere posizione a favore di tale appello.

Rete Nazionale NOGESI (NO Geotermia Elettrica Speculativa e Inquinante)

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APPELLO GEOTERMIA AL PARLAMENTO EUROPEO

Le 34 centrali geotermiche italiane immettono nell’atmosfera enormi quantità di gas serra e di sostanze pericolose per la salute e per l’ambiente. Secondo i dati ufficiali del 2007 – gli unici disponibili – in un anno questi impianti diffondono nell’aria 1,5 tonnellate di mercurio, 16.181 tonnellate di idrogeno solforato e 6.415 tonnellate di ammoniaca.
La legislazione dell’Unione Europea non prevede limiti di emissioni in atmosfera per le centrali geotermiche.
Siamo cittadini, medici ed amministratori dei Comuni che ricadono nelle aree geotermiche italiane. Siamo docenti universitari e geologi. Chiediamo che anche le centrali geotermiche debbano rispettare norme europee a difesa della salute e dell’ambiente. Chiediamo al Parlamento Europeo di approvare gli emendamenti numero 357 e 358 alla Direttiva sulla promozione dell’impiego di energia da fonti rinnovabili, tra le quali l’Unione Europea inserisce la geotermia che andranno al voto a Strasburgo mercoledì 17 gennaio 2017.
Gli emendamenti chiedono alla Commissione Europea di approfondire il problema delle emissioni inquinanti legate al funzionamento delle centrali geotermiche e, se lo ritiene opportuno, di presentare una proposta legislativa per normarle.
Dire sì a queste richieste ci pare un atto di puro buonsenso. Confidiamo che questo atto venga compiuto.

Geotermia e Terremoti. I cittadini chiedono spiegazioni.

mappa di Bulera, per la serie non ci facciamo mancare niente

Bulera, la presunta sostenibilità ambientale sbandierata da Enel

10-10-2017 riceviamo e volentieri pubblichiamo questa lettera aperta scritta da una cittadina:

“Ai dirigenti ENEL Larderello,

chiedo di chiarire pubblicamente se nel terremoto di magnitudo ML 3.0 avvenuto nella zona:
4 km SE Pomarance (PI), il 07-10-2017 13:36:55 (UTC +02:00) ora italiana,
con coordinate geografiche (lat, lon) 43.27, 10.89 ad una profondità di 8 km
che è stato localizzato da: Sala Sismica INGV-Roma,

ci sia una qualche responsabilità ENEL.

Nedda Grassi, Montecastelli Pisano”

Nei prossimi giorni quando arriverà un’eventuale risposta di Enel, ma anche nel caso in cui non arrivi alcuna risposta, pubblicheremo un articolo che parlerà di SUBSIDENZA, MANCATA REINIEZIONE DEI FLUIDI, MANCANZA DI CONTROLLI, ECC.

Mercurio da geotermia, come rimandare la soluzione dei problemi

02.10.2017

Il 12 giugno 2017, subito dopo la pubblicazione del nostro articolo intitolato “geotermia-e-veleni-la-quantita-di-mercurio-emesso-dalle-centrali “, Il M5S regionale a firma del consigliere Giacomo Giannarelli aveva presentato un’interrogazione scritta ad Enrico Rossi e alla Giunta Regionale per chiedere spiegazioni sui dati riguardanti il quantitativo di mercurio immesso nell’atmosfera dalle centrali Enel e per sapere quali azioni avrebbe attuato la Regione per difendere l’ambiente e i cittadini.

La risposta scritta firmata dall’Assessore Federica Fratoni, arrivata dopo alcune settimane, si dimostra del tutto insufficiente e ricorda a tratti il vecchio stile democristiano di rispondere senza mai rispondere. Intanto possiamo notare che il suo Assessorato si chiama ”Ambiente e Difesa del Suolo”. Chissà perchè non si chiama più “Tutela dell’ambiente e energia” come fino a poco tempo fa, quando c’era Anna Rita Bramerini. È scomparsa, con nostra gioia, la Bramerini e con lei la parola energia, ma anche la parola tutela… non sarà che oggi la linea politica del PD sia di ignorare la tutela dell’ambiente, che comprende aria ed acqua, e difendere, per così dire, solo il suolo magari cementandolo?  Grandi opere tipo Tav, aeroporti, Tirrenica, bacini artificiali, ecc. forse non bastano per rilanciare i guadagni degli amici dell’industria del cemento?

Esaminiamo alcune parti della risposta della Fratoni.

Prima parte:

“REGIONE TOSCANA Giunta Regionale  Assessore Ambiente e Difesa del Suolo
Interrogazione a risposta scritta n. 1196 del 13/06/2017
“In merito alle emissioni di mercurio dagli impianti geotermici”
Del Consigliere regionale Giacomo Giannarelli

Secondo quanto riferito dagli uffici regionali preposti, le emissioni in atmosfera prodotte dalle centrali geotermoelettriche si sono negli anni ridotte grazie alla dismissione degli impianti più vetusti, all’innovazione dei processi industriali impiegati e all’introduzione dei sistemi di abbattimento degli inquinanti. Anche il miglioramento delle procedure di manutenzione e delle modalità di gestione degli eventi non previsti a causa di malfunzionamenti e guasti ha permesso di limitare rilasci non controllati.”

Dire che le emissioni si sono ridotte senza riportare le quantità non significa nulla, in realtà è una conferma che le emissioni velenose ci sono sempre state. La certezza è che in passato le centrali inquinanti non sono mai state fermate nonostante fosse noto che provocassero danni all’ambiente e alla salute della popolazione. Il “miglioramento delle procedure” è una delle classiche frasi che di solito usa Enel per imbonire l’opinione pubblica e che la Regione ripete in questa non-risposta senza riuscire a scendere nei dettagli. Se volevano dei suggerimenti sulle parole da usare per imbonire la popolazione bastava attingere ai comunicati stampa di Enel. Avrebbero potuto scegliere tra: elevati standard, sostenibilità, innovazione, efficienza operativa, responsabilità sociale, ecc.

Le parole “limitare i rilasci non controllati” confermano che i guasti continuano. Del resto, con tutti i prepensionamenti e la riduzione del personale decisa per ottenere sempre maggiore profitto, gli impianti, anche se pericolosi, oggi non sono più sorvegliati come si dovrebbe. In questi casi viene condizionato negativamente il fattore sicurezza. Se ne è avuta prova questa estate, quando hanno preso fuoco alcune parti impiantistiche di varie centrali tra cui torri di raffreddamento in cui dovrebbe circolare solo acqua. Colonne di denso fumo nero contenente sicuramente diossina si sono alzate nel cielo, ma Arpat non si è né vista né sentita. Gli incentivi statali riservati alle sole energie pulite sono sempre stati comunque riscossi pur in presenza di questo e altro inquinamento ambientale. Un’altra cosa scandalosa è che Enel, pur non essendoci nessuna legge che la obbligasse, ha fatto accordi con la Regione arrivando a pagare 32 milioni di euro all’anno per avere in cambio un qualcosa di non chiaro, una specie di garanzia che è difficile da definire ma proveremo a spiegarlo più avanti, che di fatto le ha permesso di continuare a guadagnare con le sue centrali inquinando il territorio (Delibera n. 989 del 12/11/2012).

Seconda parte:

“A conferma di tale andamento i livelli di concentrazione delle sostanze inquinanti monitorate mediante la rete di monitoraggio ENEL costituita da 17 stazioni di misura che coprono tutti i centri abitati interessati dagli effetti, i cui dati sono validati da ARPAT e confermati grazie all’utilizzo dei mezzi mobili, nonché dalla stazione di Montecerboli della rete regionale di rilevamento della qualità dell’aria, si sono nel tempo ridotti mantenendosi in ogni caso
distanti dai valori di concentrazione presi a riferimento per la tutela della salute umana e utilizzati in ambito internazionale.”

Il calcolo fatto dai cittadini sulla quantità di mercurio emesso dalle centrali si basa principalmente sulle misurazioni che Arpat ha effettuato sulle emissioni in uscita dalle torri di raffreddamento. La risposta della Fratoni parla di monitoraggi e stazioni di misura di Enel (non di Arpat) posizionate lontano dalle torri e quindi dove il mercurio non passa. Che cosa c’entra tutto questo con il mercurio totale emesso dalle centrali? Anche in una banale revisione di un’auto le emissioni del motore vengono controllate inserendo una sonda nello scappamento, mica si misurano le emissioni lasciando la macchina accesa e andando con lo strumento a distanza. Che poi questi dati di Enel siano validati da Arpat anche “grazie all’utilizzo dei mezzi mobili” fa capire il livello a cui siamo arrivati grazie a questa Regione. La frase “I livelli di concentrazione delle sostanze inquinanti si sono nel tempo ridotti” non significa niente. Se invece di morire per tumore dieci persone come qualche anno fa oggi ne muoiono nove, sono ancora troppe.

Terza parte:

“Per quanto riguarda le concentrazioni in aria di mercurio, che attualmente non risulta tra gli inquinanti atmosferici per i quali il legislatore ha stabilito valori limite di qualità dell’aria, le campagne di monitoraggio effettuate da ARPAT nell’Area definita tradizionale mostrano livelli di concentrazioni ben al di sotto del valore limite di cautela sanitaria indicato dell’ATSDR, pari a 200 ng/m3   come media annuale, e alla linea guida dell’OMS, pari a 1.000 ng/m3   con valori compresi tra 1 e 18 ng/m3 .”

Come sopra. Invece di rispondere sulla quantità di mercurio emesso viene citata la mancanza di valori limite per tale inquinante atmosferico. Chissà se ARS ha mai comunicato ad altri enti interessati i dati in suo possesso sulla quantità di mercurio emesso dalla geotermia industriale. Questi dati non compaiono nei registri ufficiali italiani ed europei (INES, ISPRA, E-PRTR) che riportano le quantità di mercurio emesse da tutti i settori industriali tranne la geotermia. Sulle concentrazioni c’è da dire qualcosa. Non stiamo parlando di ciminiere con tiraggio limitato. Le ventole delle torri di raffreddamento delle centrali geotermiche muovono mediamente cinque milioni di metri cubi all’ora di aria contaminata per ogni 20MW di potenza. Facciamo un piccolo esempio. Se mettiamo una sigaretta davanti ad un ventilatore è chiaro che non vedremo più il fumo perchè verrà diluito, ma diluire la sostanza nociva non vuol dire eliminarla. Questo significa che anno dopo anno la sostanza si accumulerà nell’ambiente, nella terra, nel cibo, negli organi interni di chi la mangia o la respira. Immaginiamo una giornata invernale con aria stagnante ed inversione termica con le emissioni che rimangono sul posto. Una sola centrale tipo Vallesecolo in 24 ore con le sue emissioni coprirebbe un volume di quattro chilometri di raggio per dieci metri di altezza (l’altezza di una casa a due piani).

Quarta parte:

“Le indagini condotte dall’Agenzia Regionale di Sanità con il “Progetto geotermia e salute in Toscana” su incarico di Regione Toscana non mostrano correlazioni causa-effetto derivanti dall’esposizione della popolazione a tali livelli.”

Deve essere chiara una cosa: lo studio suddetto è stato pagato con i fondi geotermici, cioè con i soldi che Enel versa a Cosvig e Regione. Con questa premessa possiamo immaginarci come possa essere stato condotto tale studio da ARS. Un meccanismo perverso del tipo: “ se io gli dò un bel po’ di soldi si sentiranno in obbligo, quando sarà il momento, di pesare attentamente quello che scriveranno su di me…” e dall’altra parte “se io scrivo cose rassicuranti saranno contenti i miei padrini politici che hanno firmato accordi con gli industriali della geotermia” . Lo studio precedente è piaciuto così tanto alle parti che le conclusioni in sostanza dicevano che i dati non erano sufficienti e sarebbero stati necessari altri approfondimenti e quindi altri finanziamenti. Rimandare, rimandare, rimandare. Incassare, incassare, incassare. A Enel tanto i soldi non mancano, con la scusa che la geotermia elettrica è stata definita fonte rinnovabile al pari di idroelettrico, eolico e fotovoltaico, riesce ad incassare più o meno 400 milioni di euro l’anno di incentivi statali. Anche se di questi soldi ogni tanto ne deve versare 840 mila euro per uno studio sanitario va benone uguale. Basta che non sia dimostrato niente. Tanto sono i cittadini, compresi quelli malati, a sborsare questi soldi pagando bollette maggiorate del 20%. Gli incentivi statali alle rinnovabili vengono finanziati in questo modo.

La parte finale, che ci riserviamo di riprendere e approfondire in futuro:

“Tutto ciò premesso, in relazione a quanto osservato nell’interrogazione in oggetto che ripropone le considerazioni riportate nell’articolo “Geotermia e veleni: la quantità di Mercurio emesso dalle centrali” pubblicato dal Comitato difensori della Toscana, in merito alle emissioni derivanti dall’esercizio delle 30 centrali ubicate nelle Area definita tradizionale comprendente il distretto di Larderello (22 impianti) e di RadicondoIi-Travale (8 impianti) per una potenza complessiva installata di 795 MW, sulla base del rapporto predisposto da ARPAT allo scopo si precisa che fin dal 2012 le misure condotte da ARPAT risultavano sistematicamente più elevate (in alcuni casi anche di 10 volte) rispetto a quelle di ENEL GP.
Tale discordanza era attribuibile al fatto che per la determinazione del Mercurio in uscita dalla torre evaporativa non esisteva (e non è ancora disponibile) una norma tecnica validata da un organo tecnico di certificazione (es. UNI, 1SO, Unichim, etc). Inoltre le condizioni di campionamento, forte presenza di sali, l’elevatissima umidità nonché per l’elevato diametro dei diffusori delle torri refrigeranti, comportano incertezze che risultano ben superiori a quelle indicate da ISPRA in misura del 30%. Infine trattandosi di valori di concentrazione estremamente bassi (0,1 — 0,3 milionesimi di grammo per metro cubo) e di portate di fluido di circa 5.000.000Nm3/h, per una centrale standard da 20MWe, anche piccole incertezze sulle misure comportano di conseguenza differenze significative su base annuale.
Allo scopo di definire  una   procedura di analisi e di campionamento applicabile da entrambe le parti nel 2014 Regione Toscana ha avviato con D.D n.1743 del 08.05.2014, una procedura di intercalibrazione tra ARPAT e ENEL GP, coordinata dal CNR Istituto di Geoscienze, che si è concluso 11 03/10/2016 con la formalizzazione del metodo, approvato con D.D. 9721 del 26.09.2016, per il campionamento ed analisi delle emissioni di mercurio dalle Torri di
raffreddamento. Alla fine del 2017 dovrebbero essere analizzati i risultati del monitoraggio.
Sulla base di quanto a conoscenza, non sembrano sussistere allo stato attuale elementi tali da indicare condizioni di rischio ambientale e sanitario in ordine ai quali assumere provvedimenti limitanti l’esercizio delle attività di coltivazione delle risorse geotermiche.”

Mettendo in discussione le misure di Arpat la Regione stessa è come se affermasse che i tecnici Arpat non sanno fare il loro lavoro. Per 20 anni avrebbero monitorato gli impianti geotermici misurando le emissioni in modo sbagliato? Tutto quello che è stato scritto in questi anni sui loro report allora sarebbe sbagliato e i vertici non se ne sarebbero mai accorti. Quanti errori e quanti soldi pubblici buttati via. Se così fosse bisognerebbe cacciarli via tutti compreso chi ce li ha messi. Andrebbe cacciata via anche l’assessore visto che è stato il suo gruppo politico a scegliere i direttori di Arpat e sarebbe meglio commissionare i controlli a società indipendenti lontane da politica e da Enel. Per quanto riguarda la scelta del CNR – Istituto di Geoscienze come coordinatore della nuova procedura di analisi, si passa dalla padella alla brace. Perfino nel CNR ci sono soggetti schierati apertamente a favore della geotermia, anche se inquinante, come Adele Manzella. Non sappiamo se Enel finanzi o meno attività del CNR. Antonio Caprai, tecnico che fa parte del CNR, ha eseguito il compito che gli è stato assegnato dai suoi superiori e in ogni caso si riuscirà a perdere altro tempo, per ora tre anni. Rimandare ed incassare. No comment sulle tre righe finali della risposta “Sulla base di quanto a conoscenza, non sembrano sussistere…”.

Le misure alle emissioni per avere un senso devono essere fatte in continuo (CEMS) non una volta ogni morte di Papa avvisando Enel 15 giorni prima. Negli USA e in Germania sono stati sviluppati strumenti e metodi molto precisi per la misurazione in continuo delle emissioni di mercurio. Tali strumenti vengono utilizzati in tutto il mondo nei cementifici, nelle acciaierie, nelle centrali termoelettriche, nei grossi impianti di combustione, ecc. Negli USA le norme dettate da EPA impongono la misura in continuo anche per ottimizzare il consumo delle sostanze utilizzate nell’abbattimento del mercurio presente nei fumi. Ricordiamo che in Italia per la misurazione in continuo del mercurio è disponibile più di uno strumento certificato QAL1 (o QAL3) dal TÜV tedesco Rheinland  secondo le norme EN 15267-1:2009, 15267-2:2009, 15267-3:2008 e EN 14181:2004, il cui measuring range va da 0.05 µg/m3 a 500 µg/m3 Hg ed  esistono linee guida europee per le CEMS con norma EN 14181 aggiornate al 2013.

Fine prima parte

By Difensori della Toscana