Archivio mensile:marzo 2016

Ministero dell’Ambiente: come impedire ai cittadini la partecipazione alla vita democratica

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Quando una società industriale intende costruire un grosso impianto produttivo deve presentare al ministero dell’ambiente la documentazione che riguarda il progetto in modo che possa essere fatta un’adeguata valutazione di impatto ambientale. I cittadini preoccupati per la salute e per l’ambiente possono partecipare inviando osservazioni scritte e viene fissato un termine massimo per l’invio di queste osservazioni.  Visto che per l’invio telematico deve essere utilizzata la posta pec, i cittadini spesso chiedono assistenza ai comitati che si incaricano di raccogliere le osservazioni in modo di poterle inviare per tempo.
I comitati si basano sul volontariato e in questa occasione all’invio delle osservazioni doveva pensarci un nostro  iscritto di Casole D’Elsa. Essendo la scadenza dei termini per la presentazione delle osservazioni domenica 20 marzo 2016, in teoria ci sarebbe stato tutto il weekend per farlo.  In teoria.
Già da venerdì sera ad ogni tentativo di invio delle osservazioni con posta certificata ritornava una risposta negativa: “casella piena, Il messaggio è stato rifiutato dal sistema”.
Stiamo parlando di una casella ufficiale di posta certificata di un Ministero della Repubblica Italiana
dgsalvaguardia.ambientale@pec.minambiente.it

Sabato stessa solfa e intanto si avvicinava sempre di più la scadenza dei termini. Alle 22 di sabato veniva inviato un messaggio a tutti gli indirizzi pec del ministero avvisandoli di quanto stava avvenendo. Nessuna risposta.
Domenica ancora nessun segnale. Altri tentativi e sempre la stessa risposta: Il messaggio è stato rifiutato dal sistema.
Dieci minuti prima della mezzanotte il povero attivista inviava disperato la seguente missiva direttamente alla segreteria del ministro e ad una ventina di altri indirizzi ministeriali di posta elettronica, pec e normale:

Spett.li
a tutti gli uffici del ministero raggiungibili via email affinchè sia data una risposta ufficiale

buonasera,
è possibile che la casella di posta certificata di un ufficio ministeriale non funzioni da più di due giorni?
La scadenza per inviare osservazioni contro il progetto dell’impianto sperimentale geotermico Castelnuovo era oggi, e da venerdì 18 marzo i cittadini non sono riusciti ad inviare niente. Qualche cittadino vedendo la malparata  si è dovuto recare in posta sabato per spedire osservazioni in forma cartacea. Non è chiaro cosa stia succedendo nei vostri uffici, ma mantenere efficiente un canale di comunicazione previsto per garantire la partecipazione dei cittadini è un preciso obbligo e nel vostro ministero questo obbligo è stato disatteso. La democrazia non è partecipazione?
Uno o più incaricati dovrebbero controllare che tutto funzioni, giorno per giorno, anzi ora per ora. Un dirigente dovrebbe verificare che gli incaricati svolgano i compiti loro assegnati e risalendo la scala gerarchica il Ministro dell’Ambiente dovrebbe assicurarsi che i cittadini ed elettori possano partecipare alle scelte che riguardano l’ambiente, in special modo se ci lavorano e ci vivono con le loro famiglie.

Saluti

Firmato
Un qualsiasi cittadino che paga le tasse

Lorenzo B.
Casole D’Elsa

Con grande sorpresa anche la posta pec della segreteria del ministro rifiutava di ricevere quanto inviato…
Nel messaggio destinato all’utente “segreteria.ministro@pec.minambiente.it”
è stato rilevato un errore: 5.0.1 – Aruba Pec S.p.A. – presso il Gestore ricevente si è verificato un errore tecnico che impedisce la consegna
Il messaggio è stato rifiutato dal sistema.

Lunedì 21 marzo 2016. Il tempo è scaduto. Preferiamo lasciare ai lettori i commenti finali. Possiamo immaginare quali siano.

p. s. nonostante questa missiva sia stata inviata con posta certificata a 22 indirizzi diversi, pec e normali, dal ministero non è mai arrivata nessuna risposta ufficiale.

Casella piena… il Ministero dell’Ambiente snobba i cittadini.

mancata.consegna
Il ministero pretende dai cittadini che le email contenenti osservazioni scritte siano inviate con posta pec.
Oggi scopriamo che dirigenti pagati centomila euro all’anno non sono in grado di mantenere in funzione una casella di posta pec ministeriale. La scadenza per presentare osservazioni all’impianto sperimentale “Castelnuovo” è il 20 marzo 2016. Un altro colpo basso, ai cittadini e all’ambiente.

Avviso di mancata consegna


Il giorno 18/03/2016 alle ore 20:20:40 (+0100) nel messaggio
“Osservazioni impianto pilota “Castelnuovo”” proveniente da “difensoridellatoscana@pec.it”
e destinato all’utente “dgsalvaguardia.ambientale@pec.minambiente.it”
è stato rilevato un errore: 5.2.2 – Aruba Pec S.p.A. – casella piena
Il messaggio è stato rifiutato dal sistema.
Identificativo messaggio: opec281.20160318202038.30007.02.1.69@pec.aruba.it

(chi volesse i moduli predisposti per inviare al ministero le osservazioni ci scriva a: difensoridellatoscana@gmail.com)

Masso delle Fanciulle e geotermia, per la Regione Toscana il paesaggio non conta

Cronache del paesaggio. Una futura enclave industriale ucraina in terra toscana. Il parere della Soprintendenza e la risposta della Regione riguardo alla difesa del paesaggio.

la lettera della Soprintendenza:

dalla SOPRINTENDENZA BELLE ARTI E PAESAGGIO PER LE PROVINCE DI PISA E LIVORNO     23 FEB 2016 

Oggetto: CASTELNUOVO Dl VAL DI CECINA (H) POMARANCE (PI) – VOLTERRA (P1) Richiedente :- Soc. Gesto Italia srl opere: – Progetto per realizzazione di pozzi esplorativi nel permesso di ricerca di risorse geotermiche “Mazzolla” – Rinvio Conferenza dei Servizi del 04-02-2016 al 26-02-2016  D.Lgs. 42/2004 Parte III ns fasc, n. 95-2016,

A riscontro della Vs. nota n. pec del 02-02-2016 recante la convocazione per la Conferenza dei Servizi in oggetto alla quale questa Soprintendenza non potrà partecipare, per quanto di competenza, esprime il seguente parere.

Preso atto che la documentazione di riferimento per le necessarie valutazioni di compatibilità paesaggistica non risulta variata rispetto a quanto pervenuto in data 02-04-2014 con prot. n. 4536 e in data 29-09-2014 con prot. 11629, questa’ Soprintendenza, alla luce delle direttive e prescrizioni del PIT in vigore dal 27-03-2015 che tutelano le aree ed elementi di valore paesaggistico-ambientale in tutto il territorio d’ambito dei nuclei storici di Volterra, Pomarance e Valle del Cecina, si comunica quanto segue.

La perforazione ai fini della ricerca è finalizzata all’espansione di coltivazioni in aree che rappresentano riferimenti visuali di grande valore paesaggistico e punti di vista privilegiati sulla Valle del Cecina e le zone collinari Circostanti i nuclei storici, anche minori, negli ambiti comunali di Volterra e Pomarance ancora indenni. Non è infatti scindibile l’attività esplorativa dall’eventuale successivo processo di sfruttamento, in caso di esito positivo della ricerca. Per quanto sopra questa Soprintendenza non può che confermare il proprio Parere  Contrario  , come già comunicato con note prot. n. 7511 del 12-06-2014 e prot n. 12114 del 10-10-2014.

Il Funzionario Arch. Riccardo Lorenzi                Il Soprintendente Andrea Muzzi  

La risposta della Regione (vedi pag. 29 Allegato A Conferenza Interna ):

PRESO ATTO CHE

il parere della Soprintendenza per i beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici di Pisa e Livorno:

– non mette in evidenza gli elementi di valore paesaggistico dell’area in cui è prevista la realizzazione dell’intervento e, soprattutto, non indica gli eventuali, potenziali impatti negativi che le opere in oggetto determinerebbero sugli stessi;
– non fornisce alcuna indicazione utile a superare eventualmente il parere negativo espresso;
– nell’affermare che Realizzazioni, anche a carattere temporaneo, di piattaforme di ricerca sono infatti da consentite solo in continuità con aree già destinate a usi geotermici , impone un limite alla ricerca e, di conseguenza, al potenziale sviluppo della produzione di energia da fonti rinnovabili in contrasto con la giurisprudenza ormai consolidata; anche la Corte Costituzionale ha affermato il principio secondo cui sono da censurare ampie e tassative fattispecie di divieto riferite agli impianti da rinnovabili, con il risultato di ostacolarne anziché favorirne la diffusione;
– il parere è riferito alla realizzazione di “piattaforme di ricerca” che, dall’approfondimento istruttorio
condotto anche da questa Conferenza, risultano esterne ad aree soggette a vincolo;

Le nostre considerazioni. Se 700 persone hanno firmato su carta e 4600 hanno firmato online la petizione per difendere il paesaggio che circonda il Masso delle Fanciulle ci chiediamo: come è possibile affermare che non sono evidenti gli elementi di valore paesaggistico dell’area? Tanto valeva che qualcuno scrivesse direttamente:
Abbasso il paesaggio toscano! Chissenefrega dei cittadini! Viva gli Ucraini! Viva le trivellazioni!

Pomarance, Toscana, Pianeta Terra, anno 2016

Masso delle Fanciulle, intrecci internazionali dietro al progetto geotermico

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Domenico Guarino di Controradio intervista Loris Martignoni sindaco di Pomarance, 01/03/2016

Martignoni: innanzitutto tengo a precisare che comunque il comune di Pomarance essendo il comune con produzione geotermica forse più alta al mondo sicuramente non è un comune contrario alla ricerca geotermica. Diciamo che la zona che adesso è interessata da queste ricerche di bassa entalpia è una zona a particolare pregio ambientale ed è l’unica zona del comune di Pomarance dove gli strumenti urbanistici e dove, diciamo da sempre, non si è effettuata la ricerca geotermica. Tra l’altro è anche una zona estremamente fragile, è sede del fiume Cecina con l’approvvigionamento dei pozzi idrici del territorio quindi una zona che noi volevamo preservare,
Guarino: di pregio naturalistico anche, il Masso delle Fanciulle
M: di pregio naturalistico perché siamo sul fiume Cecina all’altezza del masso delle fanciulle cioè abbastanza vicini a un luogo incontaminato davanti alla riserva di Berignone quindi non è che diciamo noi siamo contro alla geotermia noi consideriamo che questi progetti di geotermia ecco preservino almeno quelle zone dove a livello locale, a livello comunque di comunità si vogliono tenere alti anche altri valori.
G: ma la regione cosa vi ha risposto, alle vostre obiezioni?
M: la regione non ha risposto. Noi siamo andati due volte sia diciamo alla conferenza di compatibilità ambientale sia all’altra di variazione del programma esponendo tutte le criticità che questo progetto presentava in quella zona, però evidentemente non li abbiamo convinti perché come lei sa quando si tratta di energia elettrica e di altri diciamo elementi essenziali quindi pubblica utilità poi alla fine o il Ministero per quanto è nelle sue condizioni o la Regione per quanto è nelle sue prerogative può appellarsi alla pubblica utilità e quindi si va avanti…
G: tra l’altro se non sbaglio la concessione è stata vinta dalla Gesto che è una multinazionale di origine portoghese che però recentemente si è accordata e poi in realtà ha venduto difatti il pacchetto di maggioranza alla Burisma che è ucraina ed è controllata da un’entità cipriota Brociti.
Lei lo sa che insomma questa Burisma che si sta mettendo in casa è praticamente di proprietà degli ex oligarchi Zlochevsky, che era ministro del deposto presidente Yanukovich, e Mykola Lisin che nel frattempo è deceduto, ma la cosa interessante è che nel cda di questa società che verrà lì a fare gli scavi geotermici è addirittura nel consiglio di amministrazione Roger Hunter Biden che è il figlio del vice presidente statunitense.
M: allora, io conoscevo la società Burisma perché qualche settimana fa si è presentata in Comune appunto come consocia di Gesto in questa attività, ho parlato con uno dei responsabili, ho avuto alcune presentazioni dove ho visto che comunque a carattere diciamo tecnico quindi attrezzature di perforazioni ecc. è abbastanza importante. E’ un mondo che io conosco e quindi l’ho valutata, però ecco non l’ho valutata per i riflessi di chi sta dietro alla parte tecnica operativa.
G: peraltro è il primo progetto geotermico importante che fanno perché loro hanno esperienza in qualche modo del gas naturalmente.
M: loro hanno esperienza di gas petrolio e altre condizioni ma soprattutto, ecco, di prodotti che arrivano dalla loro terra.
G: è arrivato un gigante dell’energia di questo tipo che si occupa di gas e viene a fare perforazioni geotermiche in una zona abbastanza fragile la preoccupa un po’?
M: sì mi preoccupa, mi preoccupa perché ripeto io comunque so bene cos’è la geotermia, ci convivo da quando sono nato, io sono nato qua quindi conosco bene questo fenomeno e non mi preoccupa la geotermia, mi preoccupa che si possano fare attività di questo tipo in maniera indiscriminata ecco questo sì.
G: staremo a vedere. Grazie al sindaco di Pomarance Loris Martignoni.
http://www.controradio.it/masso-delle-fanciulle-ricorso-a-mattarella-contro-progetto-geotermico/

per approfondire:
I denti degli oligarchi. Il caso Biden  http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=103429

Geotermia: ricorso a Mattarella per salvare il Masso delle Fanciulle

Il Tirreno   29/02/2016         Il Comitato difensori della Toscana studia le carte per un’ultima azione legale contro la geotermia nell’oasi naturalistica

POMARANCE. Un ricorso straordinario al presidente della Repubblica sembra l’ultima speranza del Comitato difensori della Toscana per evitare che vicino al Masso delle Fanciulle si comincino a scavare due pozzi per esplorazioni geotermiche a 2.350 metri di profondità. Considerato il sostanziale via libera dato dalla Regione nella riunione di venerdì in cui si doveva valutare la richiesta della società Gesto (che ha proposto il progetto), ora non resta che quest’ultimo tentativo legale per difendere l’oasi naturale situata nei territori di Pomarance e Volterra.
«Dobbiamo ancora ricevere il verbale della seduta di venerdì – dicono dal Comitato – e analizzare a fondo le carte con i nostri legali. Ma è certa la nostra intenzione di provare qualsiasi cosa per impedire questo scempio».
Il ricorso al Tribunale amministrativo regionale (Tar) è escluso, visto che sono scaduti i termini per presentarlo. Resta quello alla massima carica dello Stato, anche se ci sono di mezzo le spese legali che per un gruppo di cittadini non sono così semplici da sostenere.
«Ci siamo sempre autofinanziati per la nostra attività – spiegano al Comitato – Abbiamo organizzato cene, raccolte fondi, calendari per cui chiedevamo contributi. Ora invieremo lettere ai componenti della nostra mailing list che ha 200 contatti per provare a trovare un po’ di risorse per i costi che, eventualmente, dovremo sostenere per quest’ulteriore e probabilmente ultima azione legale».
Anche perché il Comune di Pomarance ha già annunciato di non essere intenzionato a fare ricorsi. «Abbiamo già detto tutto quello che dovevamo nelle sedi opportune – ha sottolineato il sindaco Loris Martignoni.     (continua la lettura su iltirreno.gelocal.it)