Archivio mensile:luglio 2018

Il misterioso caso delle 21 centrali geotermiche e della subsidenza del bacino del Fiume Cornia

Toscana, Europa, 21 luglio 2018

I due post che abbiamo pubblicato in precedenza sulla subsidenza da geotermia contenevano alcune domande lasciate in sospeso tra cui: “Subsidenza da sfruttamento geotermico. Perchè nessuno ne parla?”. Oggi proponiamo un’ennesima risposta che formula una nuova domanda: “forse perchè è sconveniente per chi manovra il denaro pubblico che viene utilizzato per finanziare la geotermia elettrica speculativa e inquinante?”.

Cerchiamo allora con questo post di spiegare cosa succede in Val di Cornia a causa dello sfruttamento geotermico. Come avevamo già accennato in precedenza, l’Agenzia Spaziale Europea ha lanciato nel corso degli ultimi anni numerosi satelliti spaziali a scopo scientifico. Per merito dei satelliti ERS, Envisat e Sentinel, dotati di sofisticati strumenti di misura radar, è stata data ai paesi membri l’opportunità di poter studiare e misurare con grande precisione la subsidenza di tutte le aree a livello locale. Cercando in rete pubblicazioni scientifiche sull’area della Val di Cornia abbiamo finalmente trovato un coraggioso documento datato 2013, scritto in inglese e firmato da due ricercatori italiani, Ascanio Rosi e Andrea Agostini, intitolato: “Subsidence analysis in the Cornia river basin (Southern Tuscany, Italy) by using PSInSAR technique”. L’unica parte scritta in italiano di tutto il documento è il riassunto iniziale che fedelmente riportiamo:

“RIASSUNTO  Analisi della subsidenza del bacino del Fiume Cornia (Toscana meridionale) mediante uso della tecnica PSInSAR.

Questo lavoro è stato finalizzato alla mappatura, tramite interferometria radar satellitare a riflettori permanenti (PSInSAR), dei fenomeni di subsidenza che interessano il bacino del fiume Cornia e le aree limitrofe. Dall’analisi dei dati interferometrici sono stati individuate due aree a maggiori velocità di subsidenza, entrambe già note in letteratura: l’area geotermica di Larderello e la pianura nei pressi dell’abitato di Venturina, nel comune di Campiglia Marittima. Dalle analisi è emerso che le subsidenze che interessano l’area geotermica sono caratterizzate da velocità di deformazione di circa 25 mm/anno nei pressi di Larderello, e di circa 35 mm/anno nei pressi di Sasso Pisano. Nei pressi di Venturina la mappatura dell’area in subsidenza ha riportato risultati simili a quelli presenti in letteratura, con velocità di abbassamento di circa 10 mm/anno.”

La parte restante dello studio è scritta in inglese. Seguono le quattro righe conclusive dello studio:  “In the geothermal fields area, the subsidence trend resulted to be concentric, with a  maximum subsidence velocity in Sasso Pisano area, in correspondence with the deepest geothermal well of the whole area (4093 m).” Tradotto in italiano in termini semplici: nell’area di sfruttamento geotermico di Sasso Pisano la subsidenza appare distribuita in modo concentrico e la massima velocità di sprofondamento si registra in corrispondenza del pozzo geotermico più profondo dell’intera area (4093 m), come visibile in fig. 6 (sotto a sinistra).
Abbiamo provato a georeferenziare e rendere trasparente la figura 6 dello studio per capire quante centrali sono presenti nell’area. Ogni pallino rosso nell’immagine a destra rappresenta una centrale, quindi il risultato è il seguente: ben 21.

   

(cliccando sulla figura a destra si apre una mappa in google maps in cui sono visibili tutte le centrali toscane aggiornate al 2010)

La subsidenza a Sasso Pisano è causata dall’estrazione di grandissimi quantitativi di fluidi (acqua, vapore e gas vari) che invece di essere reiniettati vengono dispersi in atmosfera, per circa il 70 % del loro peso, attraverso le torri di raffreddamento delle centrali. Nel caso della centrale da 20 MW in costruzione a Monterotondo Marittimo il progetto dichiara che dalle torri di raffreddamento verranno fatte evaporare mediamente 90-105 tonnellate/ora di acqua (progetto-Milia vedi pag. 19). Considerato che le centrali posizionate all’interno del bacino idrografico del fiume Cornia sono 15, sarebbe interessante capire quanta acqua viene dispersa complessivamente. Noi azzardiamo una cifra: circa 12 milioni di metri cubi annui, ma forse, considerato che l’acqua è un bene comune, qualche ente pubblico dovrebbe pubblicare ufficialmente la quantità esatta.

Ma chissà perché nessuno la pubblica. Non se ne parla nemmeno nel progetto Life Rewat, una specie di contratto di fiume del bacino del basso Cornia che permette di ricevere soldi dalla Comunità Europea. Un incredibile progetto pagato con soldi pubblici studiato per risparmiare l’acqua a valle di un fiume ignorando completamente quello che succede a monte (Delibera Giunta Regionale 329/2018).

By Difensori della Toscana

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