Archivio mensile:settembre 2015

Progetto Lucignano: Srl chiede autorizzazione per impianti sperimentali a Radicondoli

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Su Radicondoli incombe l’ennesimo progetto di una nuova centrale geotermica, questa volta “pilota” (sperimentale).
In tutto il territorio nazionale ci sono 10 progetti per centrali geotermiche definite “Pilota”:
dal 2013 queste particolari centrali non seguono procedure regionali, ma sono di competenza di due ministeri, il Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero dell’Ambiente.
Le centrali pilota seguono un iter facilitato e quando entrano in produzione ricevono contributi economici altissimi, anche se sostanzialmente sono uguali alle centrali a ciclo binario che le varie Magma, Gesto, Toscogeo, ecc. vorrebbero costruire un po’ in tutta Italia.
Sul sito web del Ministero dell’Ambiente il 24 luglio è stata pubblicata la documentazione che riguarda il progetto “Lucignano” mentre negli stessi giorni dal sito del MISE è scomparso, molto misteriosamente, il progetto “Lucignano” che figurava dal 2010 nella lista degli impianti pilota nazionali
http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/info/impianti_pilota.asp

Durante l’incontro organizzato per la serata del 22 settembre cercheremo di capire tutti insieme
cosa dice il progetto e cosa sta succedendo nei ministeri a Roma.
Alla riunione è stato invitato anche il Sindaco Emiliano Bravi, il quale ha garantito la sua presenza.
Durante la serata i cittadini potranno, come già è stato fatto in altre occasioni, compilare i moduli per le osservazioni ed esprimere, senza bisogno di usare termini tecnici, un parere su questo ennesimo progetto di centrale geotermica.
Sarà cura del comitato inviare poi le osservazioni al Ministero dell’Ambiente entro il 25 settembre.
LINK da dove poter scaricare i documenti relativi al progetto:
http://www.va.minambiente.it/it-IT/Oggetti/Info/1561

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Progetto Invaso Pian di Goro, le richieste di informazioni rimbalzano sui muri di gomma di ASA e di AIT

risposta trebino

Pubblicato il piano d’ambito dell’autorità idrica toscana. Previsto un bacino artificiale sul fiume Cecina. Ai cittadini di Casole D’Elsa in pratica è stato detto: sommergeremo le vostre terre per farci un lago artificiale e prenderemo l’acqua a nostra volontà per venderla ad altri. Le opere le pagheranno i cittadini con le loro bollette. La frana che minaccia la sovrastante Monteguidi non viene nemmeno presa in considerazione.
I residenti cominciano a preoccuparsi e chiedono ad ASA e AIT maggiori informazioni sul progetto che incombe. Tra l’altro mancano pochi giorni per poter inviare osservazioni al riguardo.
La risposta incomprensibile e vagamente irrispettosa di Ennio Marcello Trebino (ASA):

Con riferimento alla Vs. richiesta riportata in oggetto, precisiamo che i progetti richiesti non sono attualmente compresi tra quelli finanziati da tariffa o da contributi nel programma degli investimenti. Tuttavia riteniamo corretto inoltrare la richiesta ad AIT che, nel suo ruolo di regolatore pubblico, valuti la stessa. Rimaniamo a disposizione per ogni eventuale chiarimento.

Distinti saluti                                  il Legale Rappresentante  Ennio Marcello Trebino

Ma nel 2011 ASA non aveva commissionato uno studio di fattibilità? Bastava allegare quello. Ma è possibile che un’opera da 93 milioni di euro non sia accompagnata da nessun documento?

Vediamo I compensi di Trebino ( ASA , soldi pubblici spesi bene?):

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Anche il sindaco di Suvereto ha avuto a che fare con Trebino:
«Si rimane basiti dal tono con cui il dottor Trebino consigliere delegato Asa si rivolge al sindaco di Suvereto sugli aumenti del costo dell’acqua che ci saranno prossimamente, in discussione in questi giorni presso l’Autorità Idrica Toscana. Vorrei ricordare al dottor Trebino, la cui carica è in scadenza, che fa parte di una società partecipata e che quindi il suo stipendio è fatto coi soldi pubblici dei cittadini. I Comuni, e quindi i sindaci, sono i soci azionisti di maggioranza, e quindi auspico, in seguito un atteggiamento più rispettoso nei confronti degli Amministratori». iltirreno.gelocal.it

Ma passiamo ad AIT. La risposta data da AIT ai cittadini è quasi più surreale di quella di ASA:
Oggetto: VAS su Piano d’Ambìto. Intervento G bis
In merito alla vostra richiesta si sottolinea quanto più volte chiarito nel Piano medesimo e nel Rapporto Ambientale, ossia la sua natura di programma da attuare con successivi progetti di intervento.
Conseguentemente, allo stato attuale, non vi è un progetto di tale intervento, ma solo una ipotesi realizzativa con un ipotetico costo. Quando l’intervento si dovrà realizzare sarà redatto un progetto e questo sarà sottoposto all’approvazione degli Enti interessati con le modalità previste dall’attuale normativa.
Si fa inoltre presente che come per tutte le procedure di VAS i documenti sono stati inviati per PEC a
tutti gli Enti territoriali competenti in materia ambientale.
Cordiali saluti
ll Dirigente Area Pianificazione e Controllo
Ing. Paolo Augusto Quaranta

Quaranta Paolo Augusto. Compenso annuo lordo €. 86.229,00. Indennità di risultato massima lordo €. 19.899,00 (dati riferiti al 2009, AATO 6 Toscana) altri soldi spesi bene?

Se abbiamo delle bollette tra le più care d’Italia ci sarà un motivo.