Il caso Arpat e le centrali geotermiche malfunzionanti e inquinanti

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fonte: Arpat, annuario dei dati ambientali 2014, geotermia
http://www.arpat.toscana.it/notizie/comunicati-stampa/2014/geotermia-annuario-2014.pdf
Note
(1) Guasto impianto. La configurazione impiantistica è costituita da un torre refrigerante e due AMIS (Abbattitore di Mercurio e Idrogeno Solforato); il controllo è stato svolto con l’AMIS B non funzionante, il che spiega i valori elevati di Hg e H2S in uscita dal trattamento. Tenuto presente che la centrale non era in assetto, il limite di emissione non è applicato.
Centrale Enel di Farinello (PI) anno 2013 emissioni di acido solfidrico (H2S) Flusso di massa (kg/h) 185,3
Valore limite di emissione D.Lgs 152:2006 = 100 mg/Nm3 – 170 kg/h
Flusso di massa (g/h) 11,5 (6) Hg disc.=0,2
Valori limite di emissione (Hg totale) A) D.Lgs 152:2006 = 0,4 mg/Nm3 – 1 g/h (come sali disciolti)
(4) I dati elevati di flusso di massa relativi al parametro Hg totale, anomali rispetto ai dati storici, sono stati determinati da una problematica legata a un problema di fornitura del letto sorbente per l’abbattimento di Hg in uscita AMIS (Abbattitore di Mercurio e Idrogeno Solforato).

Il caso Arpat e le centrali geotermiche malfunzionanti e inquinanti ovvero “insieme per un futuro sostenibile”…

Leggendo l’ultimo annuario Arpat relativo alle emissioni delle centrali geotermiche Enel si scoprono brutte notizie. Nel 2013 ci sono stati dei malfunzionamenti alle centrali di Farinello (PI) e Bagnore 3 (GR) con emissioni in atmosfera di acido solfidrico e mercurio e nonostante ciò le centrali sono rimaste in piena attività. L’annuario stranamente non riporta le date di inizio e fine dei malfunzionamenti, le emissioni incontrollate probabilmente sono durate mesi e mesi. Ma le leggi che tutelano l’ambiente e la salute dei cittadini a cosa servono?
Se le centrali erano guaste e stavano inquinando perché non sono state chiuse immediatamente? Le valvole di testa pozzo che funzione hanno? Ma l’Arpat cosa ci sta a fare? Bisognerebbe fare un esperimento: mandare un cittadino motociclista con la marmitta rotta a fare chiasso sotto alle finestre di casa di qualche funzionario regionale, magari di notte. Se vengono chiamati i Carabinieri e l’Arpat a misurare i decibel il motociclista potrebbe rispondere che l’inquinamento acustico non è da considerarsi perché momentaneamente c’è un guasto. Si potrebbe prendere in prestito il linguaggio Arpat dell’annuario: “Tenuto presente che la marmitta non era in assetto, il limite di emissione non è applicato” oppure sempre parafrasando il linguaggio arpatese “I dati elevati di flusso sonoro relativi ai decibel totali, anomali rispetto ai dati storici, sono stati determinati da una problematica legata a un problema di fornitura della paglietta fonoassorbente utilizzata per l’abbattimento del rumore in uscita”.
Siamo certi che la moto verrebbe sequestrata e il motociclista sottoposto a TSO.
Due proverbi vengono subito in mente: due pesi e due misure. Forti con i deboli e deboli con i forti.
Nel caso specifico della centrale Enel tra l’altro non dobbiamo dimenticarci che con il mercurio ci si ammala di tumore e si muore. Ma quanto ci costano i vertici Arpat? (il direttore Giovanni Barca intorno ai 150000€) http://iltirreno.gelocal.it/regione/2014/11/25/news/regione-nuova-pioggia-di-premi-sui-dirigenti-1.10376011
Che senso ha sborsare cifre così esorbitanti per mantenere un carrozzone come Arpat? Perché i cittadini devono pagare tasse salatissime per avere dei controlli inutili?
Il senso dei controlli ambientali è prevenire l’inquinamento e i danni alla salute della popolazione, altrimenti non servono a niente. Se una centrale inquina deve essere fermato l’impianto e sanzionato il gestore. Devono inoltre essere fatte vere indagini sui motivi dell’inquinamento (nuovi reati ambientali).
Non si può dare una pacca sulla spalla e dire “birichino” a chi mette in pericolo la salute umana.
Infine, con la tecnologia a basso costo che c’è oggi basterebbe avere dei sensori nei punti strategici degli impianti per rilevare in continuo i dati ed inviarli con la telemetria in tempo reale su un portale pubblico accessibile a tutti i cittadini via web. Se l’Enel telecontrolla le centrali perché non può farlo a basso costo la Regione con i cittadini coinvolti (insieme per un futuro sostenibile)?
Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152
“Norme in materia ambientale”
Art. 271 comma 14 Se si verifica un’anomalia o un guasto tale da non permettere il rispetto di valori limite di emissione, l’autorita’ competente deve essere informata entro le otto ore successive e puo’ disporre la riduzione o la cessazione delle attivita’ o altre prescrizioni, fermo restando l’obbligo del gestore di procedere al ripristino funzionale dell’impianto nel piu’ breve tempo possibile e di sospendere l’esercizio dell’impianto se l’anomalia o il guasto puo’ determinare un pericolo per la salute umana.

fonti Arpat, Enel, Parlamento.it

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