La geotermia non è una energia pulita

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La geotermia elettrica non è una energia pulita anzi è decisamente sporca (a volte mortale).
Le energie pulite sono quelle che non lasciano veleni nell’ambiente. Nell’eolico il vento, dopo aver colpito le pale dell’aerogeneratore, continua la sua corsa senza che l’aria subisca modificazioni. Nell’idroelettrico l’acqua cade dall’alto, percorre le condotte forzate, arriva alla centrale e mette in movimento la turbina. Quando l’acqua viene scaricata a valle dell’impianto non ha subito contaminazioni. Nel fotovoltaico i raggi solari colpiscono i pannelli e producono energia senza rilasciare alcuna sostanza nell’ambiente. L’aria e l’acqua in tutti questi casi non subiscono modificazioni o contaminazioni.
La geotermia elettrica invece è sporca. Più si scava in profondità nel sottosuolo terrestre più si rinvengono minerali e sostanze pericolose, velenose e cancerogene, in forma solida, liquida o gas. Basti ricordare che il calore che si trova nel sottosuolo è dovuto all’energia termica rilasciata dai processi di decadimento nucleare naturale degli elementi radioattivi quali l’uranio, il torio e il potassio, contenuti all’interno della Terra (nucleo, mantello e crosta terrestre). Per quanto riguarda le nostre aree le sostanze più diffuse nel sottosuolo sono: acido solfidrico, acido borico, arsenico, mercurio, antimonio, selenio, cadmio, cromo, manganese, nichel, piombo, vanadio, ammoniaca, metano e radon ( il radon è un gas radioattivo). L’Organizzazione Mondiale della Sanità riconosce il Radon come seconda causa di tumore polmonare dopo il fumo. La prima per i non fumatori.
I pozzi geotermici profondi fino a 4000 metri intercettano, insieme al vapore, tutto quello che trovano e lo portano in superficie. Nel caso delle centrali ad alta entalpia a scarico libero queste sostanze velenose vengono abbondantemente liberate, attraverso le torri di raffreddamento, sopra le teste degli incolpevoli cittadini. Vengono filtrati solo l’acido solfidrico e il mercurio in percentuali dichiarate dai gestori intorno al 90%. Tutto quello che non si condensa viene trascinato dai vapori nelle torri e si disperde nell’ambiente.
Per quanto riguarda l’acqua non fa differenza il tipo di centrale: i pozzi di produzione estraggono vapore e acqua caldissima (surriscaldata) dalla falda geotermica che si trova a grande profondità, e poi, dopo aver ad essa sottratto calore, la reiniettano raffreddata attraverso pozzi profondi, ubicati a qualche chilometro di distanza. Nella falda dove viene reiniettato il fluido geotermico raffreddato si crea attorno al pozzo una vasta zona di sovrapressione la cui estensione dipende dalla permeabilità del terreno e dalla pressione e portata del fluido iniettato. Nelle nostre zone il fluido geotermico in pressione anziché diffondersi nella falda potrebbe trovare una facile via di risalita attraverso le numerose fratture presenti nel sottosuolo che non è mai perfettamente impermeabile. Il fluido geotermico ed i gas contenendo alte percentuali di sostanze tossiche e cancerogene risalendo inquinerebbero l’acquifero superficiale sovrastante. Il flusso ascendente di acqua geotermica potrebbe avvenire anche attraverso l’intercapedine fra il diametro del pozzo trivellato e quello del tubo metallico di rivestimento che necessariamente ha un diametro inferiore. L’intercapedine è di norma cementata, ma la cementazione non offre assoluta garanzia di ermeticità. Si ricorderà il recente immenso disastro ambientale causato dalla British Petroleum nel golfo del Messico a causa di una cementazione non riuscita. D’altra parte l’ermeticità della cementazione non è eterna, particolarmente in presenza di eventi sismici che possono fratturarla, oltre che provocare ulteriori fratture nel terreno circostante in sovrapressione. Neppure il tubo di rivestimento è eterno perché in presenza di fluidi geotermici si ossida e se sollecitato da movimenti del terreno può rompersi, come avvenuto nel luglio 2013 a Montalcinello in provincia di Siena. Dei casi di inquinamento e morti da amianto nelle centrali ENEL parleremo prossimamente.
Fonti: Arpat, Enel, OMS, Wikipedia, MISE

esempio profilo pozzo vetralla_001

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