Il cinismo della geotermia industriale

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Il cinismo della geotermia industriale.
Riprendendo spunto dallo studio Cappetti et al. pubblicato negli anni 90’ parliamo di acqua bene comune.
La ricarica del campo geotermico avviene anche in modo naturale, ma se lo sfruttamento è eccessivo, come avvenuto a Larderello, i gestori delle centrali devono trovare grandi quantità di fluidi e ricorrere alla reiniezione. La reiniezione può essere fatta con le acque di condensa (ma anche con acqua dolce) e i dati più recenti dicono che il reiniettato non riesce ad arrivare neanche al 40% di quanto estratto. Quindi il 60% del vapore viene perso.
Proviamo ora a fare una stima approssimativa dei MWh prodotti in più per ogni metro cubo (1m3=1t) di acqua dolce reiniettata nei campi geotermici basandoci sullo studio Cappetti.
Consultando i dati Arpat riferiti alle centrali di Larderello dalle tabelle si evince che occorrono circa 8 tonnellate di vapore per produrre 1 MWh di energia elettrica. Dagli studi effettuati a Larderello alla Valle del Secolo tra il 1979 ed il 1994 risultava che, in media, circa 2/3 del reiniettato si ritrovavano nel vapore dei pozzi in produzione. Quindi 1 MWh è ottenibile se poi vengono reiniettati circa 12 m3 di fluidi.
1 MWh elettrico è quotato oggi sul mercato energetico a 55€ (12/01/2015), ma se proviene da un impianto geotermico costruito prima del 2014 viene emesso anche un certificato verde da 95€ (dicembre 2015), in totale quindi 1 MWh geotermico rende con buona approssimazione circa 150€ (per le centrali future la normativa prevede incentivi più bassi).
Ricapitolando, se 2/3 dell’acqua ritorna in vapore, 12m3 di acqua reiniettata frutterebbero 150€ (circa 12€/m3). Ricordiamo che questa è una stima approssimativa. Il guadagno €/m3 che può fruttare l’acqua (bene comune) agli industriali della geotermia sarebbe comunque altissimo.
Non capiamo perchè Info Enel Green Power sostenga che: “la geotermia non fa assolutamente nessun consumo di acqua dolce nel suo processo industriale per la produzione di energia elettrica” e lo studio di Cappetti sulla reiniezione parli di: “water pumped from a well located in the aquifer bordering the Larderello field” (acqua pompata da un pozzo collocato nell’acquifero confinante con il campo di Larderello)”. Intanto l’acqua dolce viene captata da diversi pozzi e prelevata da acque superficiali, consumata a scopo industriale e pagata prezzi ridicoli.
Considerando che “l’uso dell’acqua per il consumo umano è prioritario rispetto agli altri usi” e calcolando che in Italia una persona consuma mediamente 175 litri di acqua al giorno scopriamo che i 43000 cittadini residenti (escluse le aziende) nei comuni geotermici utilizzano annualmente una quantità di acqua tale (2,7 milioni di m3) che se fosse assorbita interamente dal sottosuolo o se fosse reiniettata frutterebbe produzione elettrica per 32 milioni di €.
Specialmente in caso di crisi idrica ci immaginiamo che i cittadini residenti vengano visti come concorrenti (chissà i turisti… ) perché teoricamente avrebbero la precedenza sull’uso dell’acqua. Ma durante le crisi idriche degli ultimi anni che tipo di ordinanze sono state emesse dai Comuni e dalle Province? L’uso dell’acqua a scopo industriale è stato limitato e controllato? Ci ritorneremo prossimamente.
Tutto sommato se le aree geotermiche si spopolano l’industria della geotermia ci guadagna. Le case abbandonate e diroccate di Larderello forse metteranno tristezza alle famiglie rimaste, ma non escludiamo che qualcun altro si sfregherà le mani. Meno popolazione significa anche meno opposizione, meno comitati, meno proteste, meno soldi da spendere per marketing e costosi (e surreali) convegni necessari per tranquillizzare l’opinione pubblica.
Per non favorire l’aumento di popolazione in un territorio devono sopravvenire cambiamenti importanti dal punto di vista sociale. La diminuzione dei posti di lavoro disponibili è uno di questi. La disoccupazione non aiuta la nascita di eventuali nuove famiglie e non aiuta il sostentamento di quelle esistenti che devono farsi carico dei congiunti disoccupati: nel 1995 i lavoratori della geotermia erano 1600, oggi sono 600 nonostante l’aumento della produzione elettrica (un anno da record per la geotermia).
I padri, fedeli lavoratori, che pensavano di vedere sistemati i propri figli sono stati ben ricompensati…
Le famiglie, che lentamente si estinguono, ringraziano i responsabili di tutto questo (gli industriali e i politici).
Non sorprende che a Pomarance il sindaco, percettore di pensione Enel, annunci con orgoglio tra i lavori pubblici impellenti la risistemazione dei cimiteri , come dire è tutto un programma.
Il titolo “Anno da record per la geotermia” in effetti potrebbe essere utilizzato come triste epitaffio.
Geotermia e controinformazione. Fine seconda parte
Fonti: Istat, Arpat, GSE, Enel, Comune di Pomarance

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