Enel e la geotermia italiana da terzo mondo

UNU

Enel e la geotermia italiana da terzo mondo
Da una email ricevuta da Info Enel Green Power. Maggio 2014: “Per quanto concerne il consumo di acqua dolce, precisiamo che la geotermia non fa assolutamente nessun consumo di acqua dolce nel suo processo industriale per la produzione di energia elettrica.
Se guardiamo con attenzione le immagini che raffigurano schematicamente i vari tipi di centrali geotermoelettriche sui più diffusi testi scientifici e divulgativi dedicati alla materia possiamo notare che i pozzi di produzione e di reiniezione appaiono sempre collocati a breve distanza gli uni dagli altri (stessa formazione di provenienza). Le indicazioni dell’ONU riguardanti la geotermia, redatte per aiutare i paesi in via di sviluppo (il terzo mondo), mettono in guardia le inesperte popolazioni locali dai pericoli che potrebbero presentarsi con l’arrivo delle prime centrali geotermiche. In particolare per quanto riguarda la sostenibilità della risorsa, la subsidenza, la sismicità indotta ed il rischio di contaminazione delle falde idropotabili gli esperti dell’ONU ribadiscono che occorre mantenere il più possibile invariata la pressione originale del campo geotermico oggetto dello sfruttamento, facendo un prelievo commisurato alla ricarica naturale e recuperando totalmente i fluidi del fine-ciclo per reiniettarli nelle stesse formazioni di provenienza.
In Italia dagli anni ’70 in poi Enel, per incrementare la produzione geotermoelettrica che stava rapidamente declinando, ha fatto tutto l’opposto. Continuando ad estrarre vapore ha cominciato a recuperare le acque di condensa dalle centrali di Travale-Radicondoli per inviarle con un nuovo acquedotto aziendale (lungo più di 20 chilometri) da tutt’altra parte. Evidentemente avevano deciso di salvare prima di tutto le centrali di Valle Secolo a Larderello sacrificando alla causa qualche altra zona. A Larderello, per poter ricreare la pressione esauritasi nel corso degli anni a causa di centinaia di trivellazioni, avevano bisogno di tutta l’acqua disponibile.
Il risultato di queste scelte ha visto a Travale-Radicondoli tra il 1973 e il 1991 la subsidenza dell’area occupata dalle centrali con un abbassamento del livello del suolo di 40 cm.
Non paghi di ciò, per aumentare ulteriormente la produzione ed il profitto, L’Enel ha cominciato a collegare gli impianti tra di loro con una speciale rete di acquedotti per poter inviare l’acqua presumibilmente alle centrali più redditizie, quand’anche fossero distanti e appartenenti a concessioni diverse, cominciando ad utilizzare perfino acque superficiali prelevate nelle vicinanze (quantità ed acquifero non vengono precisati nei documenti. Potrebbe trattarsi del subalveo del Cecina?).
Considerando che l’uso dell’acqua per il consumo umano è prioritario rispetto agli altri usi, ora dovremmo cominciare a porci qualche domanda. Perché in questi anni non è mai apparso uno studio serio sul bilancio idrico di tutta la zona geotermica? Le emergenze idriche occorse a Volterra negli ultimi anni potrebbero essere collegate in qualche modo ai prelievi idrici della geotermia? Quanto è costato e chi ha pagato il conto delle autobotti intervenute per soccorrere la popolazione di Volterra e dintorni rimasta senz’acqua? Perché sono stati stanziati soldi dei fondi geotermici per pompare l’acqua dal fiume Trossa ai depositi di Puretta? Ma soprattutto, chi ha permesso che avvenisse tutto questo?
Fonti: Arpat, Enel, Ministero Sviluppo Economico
https://www.enel.it/it-IT/doc/azienda/ambiente/dichiarazioni_ambientali/Geotermia_DA2008_2008.pdf
…Dichiarazione ambientale Enel 2008. L’articolo 1, al comma 9, della Legge 896/86 detta le norme di riferimento per l’iniezione di acqua e la reiniezione dei fluidi geotermici nelle stesse formazioni di provenienza o comunque al di sotto di falde autorizzate utilizzabili per scopo civile o industriale. La reiniezione delle acque in esubero provenienti dall’esercizio degli impianti avviene nelle formazioni geologiche profonde nelle stesse falde di provenienza o comunque al di sotto di falde utilizzabili per scopo civile o industriale. L’autorizzazione viene resa su apposita istanza che comprende una relazione tecnica ed un programma dei controlli da attuarsi. (Mappe acquedotti pag. 93/94)
Utilizzo risorse (pag. 81, pag. 80 pdf)
Tabella 23 Vapore utilizzato per produzione di energia elettrica
Tonnellate            2005                      2006                        2007
Vapore utilizzato  41.629.689            43.937.123              44.215.198
Si tratta di un dato calcolato.
Tabella 24 Acqua reiniettata
Metri cubi             2005                      2006                        2007
Acqua reiniettata 13.724.139            16.590.916              17.515.592
Si tratta di un dato calcolato.
Tabella 25 Acqua primaria
Metri cubi              2005                     2006                        2007
Acqua prelevata    42.787                  47.316                     48.819
Acqua prelevata dai corpi idrici superficiali ad uso industriale* ( n.d.r. secondo noi questi dati sono da verificare)

Decreto Legislativo 11 febbraio 2010, n. 22
Riassetto della normativa in materia di ricerca e coltivazione delle risorse geotermiche, a norma dell’articolo 27, comma 28, della legge 23 luglio 2009, n.99
Testo coordinato con le modifiche introdotte dall’articolo 9 del Decreto Legislativo 3 marzo 2011, n. 28.
… Capo I Disposizioni preliminari e programmatiche
Art.1 – Ambito di applicazione della legge e competenze
… comma 10. L’iniezione di acque e la reiniezione di fluidi geotermici nelle stesse formazioni di provenienza, o comunque al di sotto di falde utilizzabili a scopo civile o industriale, anche in area marina, sono autorizzate dall’autorità competente.

http://www.arpat.toscana.it/temi-ambientali/aria/aree-geotermiche/geotermia/progetto-geotermia-reiniezione-acque-di-condensa Dagli studi effettuati alla Valle del Secolo tra il 1979 ed il 1994 risultava che, in media, oltre 2/3 del reiniettato si ritrovavano nel vapore dei pozzi in produzione (non è specificato a quale distanza si trovavano tra di loro i pozzi di reiniezione e produzione)

Elenco pozzi geotermici http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/geotermia/pozzi/pozzi.asp

http://www.arpat.toscana.it/temi-ambientali/aria/aree-geotermiche/geotermia/progetto-geotermia-subsidenza Secondo Celati et al. (1991), lo sfruttamento del campo di vapore, a Larderello, avrebbe influito positivamente sulle velocità di ricarica ad opera di acque superficiali che appaiono contribuire, in maniera tutt’altro che marginale, alla ricostituzione del vapore nel serbatoio.
L’ordine di grandezza della portata di ricarica naturale, a Larderello, è di 1000 t/h. (8.760.000 t/anno)

http://www.geothermal-energy.org/pdf/IGAstandard/WGC/1995/3-cappetti.pdf
Installations have therefore been constructed to transfer to Valle Secolo both the steam condensate discharged by the power plants in operation at the Travale-Radicondoli geothermal field (about 20 km away) and the water pumped from a well located in the aquifer bordering the Larderello field.
…These installations increase the injection rate from 65 l/s to 130-140 l/s and were started at the beginning of 1993 for a short testing period. The operation of these installations was begun in 1994
…The exploitation strategy is therefore progressively moving from a strategy typical of hydrothermal systems to one typical of hot Dry Rock systems, according to the HDR definition: “Any system where injection is necessary to extract the heat at a commercial rate for a prolonged period”.  ( assolutamente nessun consumo di acqua dolce…)
Geotermia e controinformazione. Fine prima parte

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