Petizione Salviamo il Masso delle Fanciulle, cosa ( non ) dice Enrico Rossi e come rispondiamo noi cittadini

La lettera inviata da Enrico Rossi

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Segue la nostra risposta ( in forma di lettera aperta ) :

Caro Presidente Rossi,
la ringraziamo per la sua lettera del 2 settembre 2014, alla quale riteniamo necessario aggiungere le considerazioni che seguono.
Se Lei ritiene importante la nostra azione, come sembra risultare dalle sue parole, la sua richiesta di nuovi accertamenti, con proroga di un mese, alla società Gesto Italia, non deve essere un atto meramente dilatorio alla attuazione delle due sciagurate centrali geotermiche.
Ma questo è ciò che noi temiamo avvenga, in contrasto con le posizioni da lei ufficialmente assunte a difesa del Parco di Berignone.
Più volte lei ha richiamato e sollecitato l’impegno di tutti a difendere il valore paesaggistico e anche economico del nostro ambiente; le assicuriamo che questo è l’unico scopo della nostra azione di volontariato, perché è anche grazie ai benefici di questo unico e prezioso ambiente toscano che riusciamo a contrastare con successo questa lunga e difficile crisi.
Ci ascolti:  non è vero che Berignone verrà salvaguardata. Lei è certamente in buona fede, ma forse non ha considerato appieno il valore economico-paesaggistico di questo territorio. Anche nel progetto Mensano, l’area di Berignone viene toccata più volte nei suoi confini. Non possiamo permetterci di affermare che “siamo lontani uno, due o addirittura cinque km dal confine”, per chiudere la questione mettendoci l’animo in pace.
Il territorio protetto è tutto collegato da una rete di percorsi floreali, faunistici, storici ed economici che sono unici e non divisibili.
Questo non lo diciamo noi, ma viene affermato dallo Stesso Piano Paesaggistico che la sua Giunta sta per approvare:
“Il paesaggio inToscana conta: è un bene comune di tutti i suoi abitanti, che incorpora la memoria del lavoro delle generazioni passate e costituisce un patrimonio per le generazioni a venire. Questo bene comune, la cui riproduzione richiede non solo tutela, ma anche cura e manutenzione continua, rappresenta un valore aggiunto straordinario in termini di riconoscibilità e attrattività del territorio.
La Toscana, in misura maggiore di molte altre regioni italiane ed europee, è da tempo riconosciuta a livello internazionale grazie al proprio paesaggio, che attrae non solo dal punto di vista estetico ma anche come evocazione di una diffusa qualità della vita. Non a caso è tra le poche regioni al mondo identificata in quanto tale, come Toscana, al pari delle più famose città d ’arte. Le sue numerose città d’arte, d’altronde, non sarebbero tali se non fossero circondate da un territorio, ben più ampio di quello compreso entro i confini comunali, di valore paesaggistico diffusamente riconosciuto. Il richiamo al patrimonio paesaggistico come fattore di crescita economica e sociale può apparire pertanto, nel caso toscano, persino scontato. Se interpretato tuttavia non soltanto come fattore d’attrattività turistica ma più in generale come valore aggiunto per le diverse iniziative economiche attivabili sul territorio regionale, si tratta invece di una scommessa importante e necessaria ma non facile. Scommessa che per essere vinta richiede, in particolare, la capacità di superare la settorialità delle attuali politiche di sviluppo economico a favore di una maggiore contaminazione e integrazione reciproca fra politiche di sviluppo e politiche per il paesaggio.”
Ma Lei, Presidente,  afferma solo che che tutto si svolgerà nel rispetto delle normative vigenti, normative che noi già conosciamo benissimo.
Non ci rassicura sul fatto che una centrale verrà costruita esattamente sul confine di una Riserva Naturale, nulla sul fatto che quanto dichiarò pubblicamente a Casole d’Elsa (come in altre circostanze ) “è finita l’epoca dell’alta entalpia” è in netto contrasto con ciò che gli speculatori dell’energia chiedono di fare, cioè pozzi profondi 2350 metri alla ricerca di temperature superiori ai 200°C, quindi proprio alta entalpia.
Non dice nulla che possa sciogliere le nostre preoccupazioni sul futuro economico di questo territorio, sulle conseguenze che avrà tale tipo di sviluppo sulle attività legate al turismo ed all’agricoltura tuttora esistenti e sulle garanzie che a tali attività dovranno essere fornite dalla ditta proponente. Le 5000 persone che hanno firmato questa petizione testimoniano il fatto che la popolazione locale non condivide il futuro che la Regione vorrebbe per questi territori e si aspettano da Lei una risposta politica, non una risposta tecnica.
Caro Presidente Rossi vorremmo che Lei mostrasse ai cittadini che il Presidente della Regione sa ascoltare chi sta lavorando, solamente con le proprie risorse ed energie, per difendere un territorio e, diciamolo pure, una Regione di cui lei dovrebbe essere il primo garante.

Con cordiale apprensione
I comitati organizzatori della raccolta di firme.

www.facebook.com/comitatodifensori.dellatoscana.5

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